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Il Premio Tenco e la sua voglia di rinnovarsi

Eppure il vento soffia ancora. Basta aprire le finestre e lasciarlo entrare

Un programma fitto di eventi e non solo al Teatro Ariston

 

Diciamolo subito, nulla sarà più come prima.
Nulla di drammatico, per carità, ma quella che ci si appresta a vivere dal 21 al 23 ottobre sarà un’edizione spartiacque del Premio Tenco. Negli ultimi anni qualche sentore si era avvertito, una continua e sistematica apertura di credito a generi molto diversi fra loro che causava mugugni e plausi in egual misura, ma adesso qualcosa in più è successo.

E così, nella conferenza stampa di lunedì 27 settembre, è andata in scena la rottura definitiva con quella che è sempre stata una ‘comfort zone’ di una parte della musica italiana, quella che si riconosceva solo nel termine “Canzone d’Autore” e che vedeva il Premio Tenco come punto massimo di espressione e di visibilità. Ma serve una riflessione per inquadrare meglio il contesto.

Nel territorio della Canzone d’Autore ci sono sempre stati artisti – e addetti ai lavori – che quando si parlava di Premio Tenco si sentivano “a casa” e che, frequentandola, si sentivano in diritto di avere sempre un posto a disposizione (una recensione, un’intervista, un palco) ma per molti artisti, anche validi, non era facile entrarci. Il 1974 è l’anno in cui quella casa prende forma, è l’anno in cui il Club Tenco (nato poco prima, sulla scorta di un Club dedicato sempre a Tenco con sede a Venezia nel ‘72) fa nascere la rassegna, pensata e voluta da quella figura carismatica che era Amilcare Rambaldi, coadiuvato da un pugno di giovani tra cui alcuni che diventeranno fortemente rappresentativi come Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi (qui in una foto “recente”, con a sinistra Antonio Silva). Il momento era quello giusto, il Festivalone nazional-popolare stava entrando in crisi e ormai i “cantautori” non erano più una nicchia, erano una realtà che da anni stava raccogliendo sempre più consensi tra i giovani e anche i loro dischi iniziavano a vendere bene. Un humus partito certo da lontano, per esempio dai Cantacronache di Michele L.Straniero (artista fondamentale per tutto quello che avverrà dopo), dai vari Modugno, Paoli, De André, Endrigo, Lauzi e ovviamente Tenco.

 

Dal fatidico 1974 e per circa vent’anni tutto filava via bene, da una parte i grattacieli del nazional-popolare e dall’altra la “nostra” casa, più a misura d’uomo, d’artista, che offriva calore, dignità e visibilità a vecchi e nuovi cantautori che man mano arricchivano questo mondo musicale. Poi la “canzone d’autore” ha recepito e creato un feeling sempre più stretto con altri generi (rock, blues, elettronica, word music, pop, rap…) e lì sono cominciati i dolori.
O le gioie, dipende dai punti di vista.
Da una parte i cultori della canzone d’autore classica e dall’altra chi cercava una contemporaneità, specie negli arrangiamenti. Il Tenco non poteva non “vedere” e grandi sforzi sono stati fatti per tenere insieme queste due spinte contrapposte. E tutti quelli che negli ultimi anni si sono strappati le vesti nel dire “non è possibile invitare uno così, uno colà” si dimenticano della fatica immane che il Club Tenco – e nello specifico il validissimo Enrico de Angelis in qualità di direttore artistico dal ’95 al 2016 - facevano per “aprirsi” a nuove realtà, a nuovi modi di fare canzone d’autore. Seppur senza social a disposizione (e meno male!) me li ricordo bene gli attacchi al povero De Angelis quando tra gli invitati spuntavano, di volta in volta, figure 'nuove' (nuove solo per il Tenco) come Frankie Hi-Nrg, Parto delle Nuvole Pesanti, Ligabue, 99Posse, Sud Sound System, Caparezza, Vasco Rossi, Le Luci della Centrale Elettrica, Enzo Avitabile, Iosonouncane, Dente. Attacchi che propendevano ora per il “è troppo “mainstream”, ora per "sono nomi troppo lontani dalla 'vera' canzone d’autore". Con coraggio e determinazione quelle scelte furono difese da Enrico e dal Direttivo, nello spirito e nel solco di una ricerca continua e costante di nuovi modi di intendere la canzone d’autore.

 

Poi qualcosa si rompe, arriva un cambio nella direzione artistica (avvenuta con non pochi strascichi nel 2015, ma questo non c’entra nulla con il nostro ragionamento) e allora queste “aperture”, per taluni, hanno iniziato ad essere ancora più sbagliate di prima. E qui mi fermo. La verità è che è facile criticare stando seduti dietro una tastiera, più complesso cercare di rinnovare senza mandare alle ortiche il già consolidato. Lo era prima del 2015 e a maggior ragione oggi.
Con l’edizione 2021 che porta il titolo “una canzone senza aggettivi”, questa voglia da parte del Direttivo di prendersi la libertà di sondare quanto di buono c’è in ogni genere musicale (ma che comunque abbia un ceppo predominante nei fondamentali della canzone d’autore) trova la quadratura del cerchio.
E questo percorso ha trovato quest’anno il suo apice in un nome: Mogol.
Il Premio Tenco 2021 dato a Mogol significa proprio questo, riconoscere che il lavoro di questo grande autore (con Battisti ovviamente, ma non solo) è musica popolare che diventa cultura popolare. Premiato uno per ringraziarne cento che hanno svolto e svolgono un lavoro importante nella costruzione musicale, utilizzando magari codici e influenze sonore diverse ma che insieme contribuiscono a dare una dignità sempre maggiore a quella magica alchimia che è la canzone.

 

Questo vuol dire diventare cloni del Festival di Sanremo? Idiozie, qui è il contesto che cambia e non è poco, è tutto. E allora mi vengono in mente artisti come Pacifico, Bungaro, Mario Venuti, splendide realtà che da anni tessono una tela per unire pop e canzone d’autore (già, perché il termine “pop” non è una bestemmia, dipende come lo fai), tre esempi a cui possiamo aggiungerne molti altri, fino ad arrivare a quello che potremmo definire l’emblema stesso di questo percorso e che porta il nome di Claudio Baglioni. Un artista che questa tela ha contribuito non poco a rendere solida (e non solo con quel capolavoro che è “Oltre”) e che meriterebbe di certo un “Premio Tenco”, magari già nel 2022, proprio per i motivi fondanti per cui questo premio nasce.

Tutto bene quindi? No, certo che no, molte le cose che andrebbero migliorate nella casa (a cominciare da una cura maggiore dei social, ad esempio, realtà ormai imprescindibili) ma oggi è il tempo di guardare e valutare il programma della 44ª edizione e il giudizio è fortemente positivo.

L’auspicio è che il Premio Tenco diventi una manifestazione ancora più inclusiva e punto di osservazione privilegiato per capire come si muove la musica in Italia e nel mondo. Senza nessun pre-giudizio sui nomi o sui “generi”, anche a costo di cambiare il nome se dovesse servire (ok, forse ho esagerato, ragioniamoci magari tutti insieme). Perché deve pur esistere un luogo, “una casa” dove far confluire bellezza e impegno, leggerezza (che non è banalità) e attenzione al sociale, il tutto avendo come collante la canzone.

Va da sé che per confezionare una rassegna di alto profilo una ricetta precisa non esiste, il rischio di prendere una cantonata è sempre dietro l’angolo. Esistono però gli uomini che queste scelte devono operarle ed è su queste che devono essere giudicati. Certo, l’inserimento di forze fresche nel Direttivo bussa alle porte, ma non è certo l’età, i capelli bianchi o altre idiozie che ho letto in questi giorni a bloccare un doveroso cambiamento nel solco della tradizione.
E a chi non è d’accordo rispondo citando il neo Premio Tenco, “se capire tu non puoi (o non vuoi), tu chiamale comunque Emozioni”, perché è di questo che stiamo parlando.

Lo dicevamo in apertura, nulla sarà come prima.
Il dado è tratto.

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44° EDIZIONE
Sanremo - Teatro Ariston - 21, 22, 23 ottobre 2021


GIOVEDÌ 21 OTTOBRE

SAMUELE BERSANI - MADAME - FRATELLI MANCUSO - CARLO MERCADANTE – PIERO BREGA - PEPPE VOLTARELLI 
(vincitori delle Targhe Tenco)

ENRICO RUGGERI (Premio Tenco)

 

VENERDÌ 22 OTTOBRE

LUCIO CORSI - PERE CAMPS (Premio Tenco) - JORGE DREXLER - FIORELLA MANNOIA (Premio Tenco) - MARISA MONTE (Premio Tenco) - PAOLO PIETRANGELI (Premio Tenco) - ALBERTO PATRUCCO - RUSÓ SALA - SIGHANDA

 

SABATO 23 OTTOBRE

SENZ_CRI - ÁRON MOLNÁR (Premio Yorum) - SIMONA COLONNA & AMBRA PINTORE - VITTORIO DE SCALZI (Premio Tenco) - SETAK & LOCASCIULLI – MOGOL (Premio Tenco) - STEFANO BOLLANI (Premio Tenco)

 

Presenta ANTONIO SILVA

Con la partecipazione speciale di CLAUDIO BISIO
e del fisarmonicista GIANNI COSCIA



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