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Il 05 ottobre, all’Alcatraz di Milano, Arianna Antinori presenta il suo nuovo album 'Hostaria Cohen'. Una serata-evento con Phil Palmer, Tullio De Piscopo, Nicolò Fragile, Alberto Radius e decine di altri ospiti.

Hostaria Cohen è il nuovo album di Arianna Antinori

Ingresso gratuito solo con invito (scrivere a hostariacohen@gmail.com)

Cresce l’attesa per il concerto di Arianna Antinori all’Alcatraz di Milano, giovedì 5 ottobre.
Che poi, chiamarlo concerto ci sembra riduttivo vista la quantità – e soprattutto la qualità – degli ospiti che ruoteranno su quel palco. Chiamiamolo ‘evento’ allora, così inquadriamo al meglio quello che andremo a vivere nella prestigiosa location milanese. L’occasione sarà la presentazione del nuovo disco dell’artista romana (ma residente ormai da vent’anni in Veneto), che porta un titolo evocativo quanto affascinante: Hostaria Cohen. Due vocaboli che così, a pelle, riescono ad unire calore e profondità, con quel ‘Cohen’ che solo a leggerlo porta la mente a viaggiare verso mondi e territori nordamericani dove il rock affonda le radici e succhia a mani basse dalla poesia, diventandone tutt’uno. Ma a bilanciare la parte onirica, troviamo il termine “Hostaria”, che nell’accezione più comune significa voglia di condivisione, di far festa e quindi c’è da aspettarsi anche tutta l’energia, la potenza vocale e strumentale a cui Arianna ci ha abituati.

Certo, stiamo lavorando di fantasia, perché le settimane che stanno precedendo l’evento del 5 ottobre sono anomale da un punto di vista promozionale, con un’assenza quasi totale di informazioni. Nessun singolo di lancio, nessuna anticipazione, nessun dettaglio sulla scaletta del disco, non una nota che sia uscita a dare indicazioni di quali strade, su quali strade sonore, Arianna ci porterà. Eppure tutto lascia pensare che le novità saranno, e anche molte. Dietro questa ‘strategia” (non sapremmo definirla diversamente) c’è Mauro Paoluzzi, nome tutelare della musica italiana che di questa nuova pelle di Arianna ne è l’artefice principale, il deus ex-machina che ha pensato e voluto, fortemente voluto, questo lavoro. Troppo lungo star qui ad elencare gli artisti con cui Paoluzzi ha collaborato, ma ricordiamo che ha scritto, prodotto, arrangiato brani ed album con tutte le più importanti artiste italiane, da Patty Pravo ad Anna Oxa, la Vanoni, Loredana Bertè, Gianna Nannini. Per non parlare del curatissimo lavoro di arrangiamenti su alcuni album di Mango oppure il proficuo sodalizio artistico con Roberto Vecchioni, da quel lontano 1975 in cui arrangia Ipertensione (vero trampolino del “professore” per tutto quello che farà negli anni successivi), passando per Samarcanda, Milady, Blumùn, Sogna ragazzo sogna, insomma una condivisione artistica iniziata nei primi anni Settanta e che ha dato i suoi frutti artistici fino al 2004-2005.
Tutto questo però non basterebbe a fare un quadro, seppur veloce di Paoluzzi. Non va dimenticato infatti il suo essere “internazionale” negli ascolti, nel saper ricoscere da poche note il mood che un artista si porta dietro, nel suo aver vissuto a Londra, in Francia e in America, una terra dove il suono della west coast, così come la scena newyorkese, ne hanno segnato e forgiato gusto e tocco sulla chitarra, facendolo crescere come musicista e conferendogli una capacità compositiva e di arrangiamenti davvero unica. Nel nuovo disco di Arianna Antinori siamo convinti che tutto questo vissuto sarà parte attiva (qui a lato in una foto sempre di Cristina Arrigoni), camminerà nelle tracce, si insinuerà nei riff di chitarra così come nell’uso sapiente del rullante della batteria e del charleston (tra le altre cose, Mauro nasce batterista, sì, ha fatto anche quello a cavallo degli anni Sessanta/Settanta..), dettagli che chi scrive ha visto concretizzarsi durante le sessioni in studio, quando chiedeva all’infinito al povero batterista di ripetere la parte enne volte finché non trovava “quel” suono che voleva.

Sono mesi che lavora a questo disco, con una squadra formidabile di autori, musicisti, fonici e dentro ci ha messo tutto se stesso (non solo la parte creativa, ma anche quella economica…), utilizzando tutta la sua esperienza, i contatti, il gusto che ha sempre contraddistinto la sua lunga carriera. Non solo ha dettato la linea artistica, scritto le musiche, scelto i suoni, arrangiato, ma ha voluto dare anche un’indicazione precisa che potremmo così riassumere: ‘creiamo l’attesa, non facciamo ascoltare nessun brano prima, torniamo a far scoprire un nuovo disco tutto insieme come si faceva una volta, l’effetto deve essere quello della sorpresa’. In un’epoca contrassegnata da Internet, Facebook e social vari, in cui tutto è svelato, tutto è già chiaro prima ancora che venga spiegato, ascoltato, vissuto, masticato, osannato o sputtanato, ecco che Arianna e Paoluzzi scelgono di tornare agli anni Settanta, quando il mondo reale era l’unico mondo possibile (di virtuale c’erano i sogni, ma quello è tutto un altro discorso…) e l’uscita di un disco era attesa con forte curiosità.
Facile a dirsi, ma conoscendo il carattere viscerale di Arianna non deve essere stato facile tenersi tutto dentro, non poter condividere con i suoi fan l’evoluzione del nuovo album. Così come non invidiamo il lavoro che ha dovuto fare Elisabetta Galletta di Ultra Pr Agency, ufficio stampa che sta gestendo la promozione del disco, senza avere, come la prassi moderna (!?!) prevede…. un brano da promozionare. Ma il finale è quello voluto. Hanno vinto loro. Ci sono riusciti e l’attesa del concerto dell’Alcatraz cresce in maniera esponenziale man mano che ci si avvicina al 5 ottobre dove ascolteremo, tutti insieme, i brani del nuovo album. Giudicare dopo aver ascoltato, questa la bella lezione che Paoluzzi ci lancia. E noi la raccogliamo. Ascolteremo e ne ri-parleremo avendo a quel punto tutti gli elementi per darne giudizio.

Parlavamo della curiosità che fomenta l’attesa, verissimo, ma un bel contributo è arrivato anche dall’aver centellinato, giorno dopo giorno, i nomi degli ospiti che affiancheranno Arianna e la sua band sul palco dell’Alcatraz; gente come Alberto Radius, Tullio De Piscopo, Nicolò Fragile, Phil Palmer, (qui con Arianna durante una sessione in studio), Andrea Di Cesare, John Giblin, Calonego, Marco Pandolfi… e molti altri, il cui elenco completo trovate in fondo all’articolo. Altro piccolo ma centrale passaggio nella carriera di Arianna si avrà con la scelta di cantare in italiano. Non una scelta facile, certo, lei che è stata per anni una delle più rappresentative voci italiane capaci di riportare nei live l’emozione di brani storici del rock mondiale, dopo aver avuto riconoscimenti internazionali e dopo ad aver cantato in inglese anche nel suo album d’esordio ariannAntinori (straordinario esempio di come rimanere fedeli ad un suono anni Settanta ma nello stesso tempo risultare godibili anche alle nuove generazioni).

Ed ora la svolta, con le “parole” in italiano che diventeranno il nuovo vestito emotivo di Arianna. E per farlo, Mauro Paoluzzi le ha messo a disposizione alcune penne fidate, come Raffaella Riva (un passato da cantante ma anche da autrice, basterà ricordare che sue sono le parole di Fotoromanza, hit europea della Nannini di metà anni Ottanta dopo che Gianna aveva fatto il botto nel 1979 con America, scritta proprio da Paoluzzi) o come Vincenzo Incenzo, raffinatissimo autore capace di spaziare dal mondo pop, all’opera moderna, al rock della PFM (suoi tutti i testi di Ulisse, album del 1997 che segnò il “ritorno” della rock band milanese dopo 10 anni di assenza dal mercato). Un artista così poliedrico e sensibile (qui a sinistra nella foto) da aver scritto per Endrigo e per Zero, per Patty Pravo e per Venditti, Ornella Vanoni, Lucio Dalla, giusto per dirne alcuni. Senza contare la sua fortissima propensione ai musical, tra cui segnaliamo il riuscito lavoro ai testi in Dracula, opera rock della PFM. E infine troviamo Elio Aldrighetti, milanese (a destra nella foto), una vita spesa tra musica e teatro. Quando scrive canzoni, i suoi testi sanno incarnare al meglio queste due passioni e siamo certi che anche in questi inediti scritti per Arianna saprà trasportare chi ascolta in un viaggio fatto di immagini che diventano frasi, lampi di parole. Negli anni ha collaborato con Oscar Avogadro, con i Meccano, Leali, Guido Elmi, Alex Baroni, Celso Valli, oltre ad essere protagonista in alcune opere teatrali di cui è stato attore e autore. Ultimamente è attivo nel progetto “Officina della musica e delle parole”, luogo di scouting per nuovi artisti che oltre ad Alberto Salerno e Andrea Zuppini, principali motori dell’iniziativa, vede coinvolti altri professionisti del settore.
Un bel viaggio musicale quello che troveremo nei testi di ‘Hostaria Cohen’, con tre autori messi al servizio di Arianna e di un mondo per lei quasi sconosciuto se parliamo di inediti cantati in italiano, dove ogni parola acquista un significato ancora più profondo rispetto all’inglese.

E tra tanti i nomi di prestigio che si muovono intorno a questo progetto, vorremmo aggiungerne uno, speciale, che ha dato qualcosa di concreto, un mondo visivo a questa attesa. Parliamo di Andrea G.Fumagalli, più conosciuto come Andy, che ha curato l’immagine della copertina. Co-fondatore con Morgan dei Bluvertigo - band che nei primi anni Novanta (sotto la guida di Mauro Paoluzzi) portò una ventata di ‘nuovo’ nel mondo della musica italiana - Andy ha sempre continuato a suonare, comporre, coltivando però un’attività parallela immersa nell’arte a 360 gradi.
Pittore, graphic design, Andy è a suo agio con sintetizzatori, sassofoni, loop vari ma anche con le arti visive non è da meno e sono molte le mostre, le installazioni che lo hanno visto protagonista con il suo progetto “Fluon” (nella foto in alto con Arianna nel suo studio). Per il nuovo disco di Arianna ha disegnato la copertina, elaborando una splendida foto di Cristina Arrigoni, fotografa tra le più apprezzate nel mondo del rock. Il risultato è un ulteriore tassello di quel detto-non detto che è ‘Hostaria Cohen’, dove ognuno può vederci ciò che vuole. Chi un’immagine psichedelica di fine anni Sessanta oppure una moderna Janis Joplin che come l’icona americana ha dovuto lottare con i denti per comprarsi un microfono e conquistarsi un palco nel mondo, quello rock, che maschile era e che in fondo non è cambiato più di tanto, almeno in Italia (ma le cose stanno cambiando, ne riparliamo il 6 ottobre…).
E così quella foto/disegno rappresenta, meglio di qualsiasi singolo mandato in rotazione, l’anima di Arianna, un’immagine che sa raccontare quanta forza e dolcezza riesce a mettere in ogni sua performance. Quindi nessuna anticipazione sonora, anche se mettendo insieme un po’ di dettagli (elenco musicisti che saliranno sul palco, titolo dell’album, scelta della copertina, brani cantati in italiano, la mano di Paoluzzi, il passato recente di Arianna, ecc) siamo pronti a scommettere su di un album che segnerà in modo profondo un modo nuovo di fare rock in Italia. E non solo al femminile.

 

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giovedì 05 ottobre 2017

ARIANNA ANTINORI

presentazione live del nuovo album

 ‘HOSTARIA COHEN’

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ALCATRAZ
Via Valtellina, 21/25  -  Milano
ore 21.30
(apertura porte ore 21.00)

 

Ingresso gratuito solo su invito, scrivendo a
hostariacohen@gmail.com

 Evento Facebook (clicca qui):
 


 

 

Il nuovo album, in uscita il 6 ottobre ma già disponibile durante la serata,
sarà anche in formato vinile.

 

A fine concerto Flower Power party con Morgana X DJ!!!

 

Prima, durante e dopo il concerto,
negli spazi dell’Alcatraz ci sarà un allestimento con alcune opere di Andy.

 

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Ufficio stampa Ultrapragency di Elisabetta Galletta

Alcatraz - 5 ottobre - incontro con la stampa ore 19.00

Per richieste stampa e addetti ai lavori: info@ultrapragency.com

 

www.facebook.com/arianna.antinori.5
www.ariannaantinori.com
https://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_Paoluzzi

 

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Info logistiche:

Per chi viene dal Veneto, è allestito un servizio pullman.
Maggiori dettagli scrivendo a MIRYAM MAGRINI

miryam.magrini@virgilio.it


Il costo del pullman è di € 20.00, 
l'ingresso all'Alcatraz è gratuito 
e si può entrare solo se muniti di invito da richiedere a

hostariacohen@gmail.com

 

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Oltre ai quattro musicisti che stanno accompagnando Arianna in questi ultimi anni, più sotto gli altri musicisti che si avvicenderanno sul palco.
Da sinistra, Giovanni Da Roit (chitarre), Manuel Bisetto (basso)Paolo Bertorelle (batteria) e ultimo a destra Carlo De Bei (chitarre);

 

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Chitarristi:

 

Phil Palmer
Alberto Radius (foto)
Fabio Casali
Sergio Calonego

 

Bassisti:

 

John Giblin (foto)
Carlo Giardina

 

 

Batteristi:

Tullio De Piscopo (foto)
Roberto Segala
Francesco Corvino

 

 

Pianoforte:

 

Nicolò Fragile
Ugo Bongianni

 

Violino elettrico:

 

Andrea Di Cesare

 

 

Brass:

Gabriele Comeglio (foto)
Alessio Nava
Sergio Orlandi
Valerio Beffa

 

Armonica:

 

Marco Pandolfi

 

 

Cantanti/coristi:

Charlie Cannon (foto)
Sofia Fragile
Simona Bovino
Luca Di Nunno
Antonio Galbiati

  


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