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Vick Frida

Thisastro

Hanno unito una grande capacità di scrittura, tipica del cantautorato, all'elettronica; non "unito" in modo che entrambe le anime si perdessero, ma in quel modo in cui viene fuori che il tutto è molto di più della somma delle parti.
Un'attenzione maniacale alle parole, canzoni che assomigliano a racconti anzi, meglio,  a sceneggiature.
Interno giorno. Esterno notte. Campi lunghi. Inquadrature di dettaglio. Ombre e luci a tagliarsi. Protagonista: l'io. Antagonista: il mondo. Ambiente: quel luogo che è l'esatto incrocio tra l'io e il mondo. Tempo: qualunque tempo, forse questo.

I Vick Frida, band di Pontedera, sono Enrico Fridlevski (nella foto a fianco), Marco Gherardi, Fabio Salvi, Andrea Ciacchini e Luca Guidi e questo Thisastro uscito a primavera, racchiude il tanto pensato, costruito  e suonato negli ultimi anni.
Il mio sguardo sulle cose, brano che prendiamo a manifesto del disco è forse quello che meglio riesce a racchiudere un testo originale, ben scritto e poetico all'interno di un'ottima scatola sonora e l'immagine (perché questo disco in realtà è un film) è quella di un uomo che cammina, dritto spedito verso una direzione,  la sua direzione, sa dove sta andando e nello sguardo ha, più di tutto, una nuova coscienza.
Il secondo fermo immagine è quello disegnato dal brano Andata e ritorno; splendidamente accompagnata dalla chitarra di Giovanni Baglioni, la voce di Enrico racconta di un viaggio, che poi è una vita, descritto come un percorso verso l'esterno,  con ambienti attraversati, persone incontrate, tempi che passano, ma è molto di più un viaggio di un ipotetico figlio verso se stesso. I brani più interessanti musicalmente sono Veloci e lenti, e Precipitato insoluto; e i racconti più ispirati, in aggiunta a quelli già menzionati, sono certamente Figlio del mio tempo e Ultimo cieloÈ un buon lavoro, e più di tutto è un ascolto originale, differente per suoni e parole da quello che le orecchie sono abituate ad ascoltare; hanno preso una strada i Vick Frida anni fa e con coerenza ci stanno camminando sopra e in mezzo, e il movimento dai lavori precedenti si sente.
La loro meraviglia, che li salva anche da qualcosa che non convince a pieno, è la capacità di raccontare le sfumature degli eventi, e soprattutto il potere di saper riassumere i contrasti di colore, le incongruenze, i pezzi di puzzle che messi uno accanto all'altro, proprio lì negli spazi di confine, non combaciano. Hanno potenzialmente davanti uno spazio con zero confini "di genere", e questa è una forza. Se sapranno riempire quello spazio, la loro sarà una bella strada da seguire.


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In dettaglio

  • Anno: 2014
  • Durata: 34.26
  • Etichetta: Frutta records

Elenco delle tracce

1. Anche i filosofi
2. Il mio sguardo sulle cose
3. Vieni qua
4. Veloci e lenti
5. Figlio del mio tempo
6. Andata e ritorno
7. Precipitato insoluto
8. Ultimo cielo
9. La stravaganza

Brani migliori

  1. Il mio sguardo sulle cose
  2. Andata e ritorno
  3. Anche i filosofi

Musicisti

Enrico Fridlevski: voce  -  Marco Gherardi: chitarre  -  Fabio Salvi: tastiere  -  Andrea Ciacchini: basso  -  Luca Guidi: batterie  -  Ospiti: Giovanni Baglioni, Mario Venuti, Mauro Ermanno Giovanardi