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“Il cerchio simbolizza
T’ai chi, che è informe e al di sopra di ogni dualità. Qui esso manifesta se
stesso, come il progenitore dell’universo”. È un verso de “Il ballo del potere” di Battiato ed il primo pensiero –
forse paradossale – che viene alla mente dopo un primo ascolto di Our
Secret Ceremony
, quinta prova sulla lunga distanza dei Julie’s
Haircut. Non si tratta di una suggestione dovuta al titolo. Qui c’è la stessa
idea sacrale della musica, che si perpetua nella quasi totale emancipazione
dalla forma canzone, nell’interpretare il brano musicale come un sabbah catartico.
La differenza è che i Julie’s, rispetto al cantautore catanese, affogano
nell’acido lisergico queste quindici tracce, restituendo in questo album doppio
una forma definitiva di riappropriazione indebita della psichedelìa e
dell’esperienza del kraut-rock degli anni settanta, evidente fin dall’incipit motorik
di Sleepwalk e nelle dilatazioni della seconda parte, dove la musica
fluisce libera, in uno stato di coscienza diverso da quello terreno.
Spiritualità che è strutturata in due momenti precisi: “Sermons” più immediato, per tutti, una ritualità di massa; “Liturgy” con la complessità propria
degli iniziati al culto, dove si aprono del tutto i cancelli della percezione. Il
misticismo cabbalistico è esplicitato dagli stessi Julie’s Haircut che spiegano
come tutto il disco ruoti attorno al numero Tre, che “risolve i contrasti
creati dalle polarità del Due, fornendo un risultato di una nuova integrazione
e senso di interezza”. Il Tre, inoltre, è associato “alla fede e alla
conoscenza”. Quello che loro conoscono bene è come lasciar fluire la loro
creatività musicale senza freni, quasi a metter in imbarazzo i timidi: le due
parti di The Devil In Kate Moss sono un’emanazione stratificata di mondi
paralleli, permeati di simbologie e psicanalisi junghiane; i dodici liquidi
minuti di Breakfst with The Lobster riecheggiano le tavole di Robert
Crumb o i sogni di Philip Dick; Origins è il viaggio a Canterbury, tra
Wyatt, Chaucer e Pasolini, con Hoffman che gongola. “Our Secret Ceremony” è il miglior disco dei Julie’s Haircut,
maturi e capaci come non mai, e come nessun altro in Italia oggi, di
trascendere i limiti imposti dalle tradizioni per aprire il dialogo musicale a
uno spazio superiore e illuminato.

Artista:
Julie’s Haircut
Etichetta:
Bunker Studio Rubiera/Andrea Sbaragli/A silent place
Elenco Tracce:

Cd
1 – Sermons
01. Sleepwalker
02. The Shadow, Our Home
03. The Stain
04. The Devil In Kate Moss
05. The Dead Will Walk The Earth
06. Origins
07. Mean Affair
08. Mountain Tea Traders
09. Let The Oracle Speak
Cd 2 – Liturgy
01. La Macchina Universale
02. The Devil In Kate Moss Part II: Exorcism
03. Hidden
Channels Of The Mind
04. Breakfast With The Lobster
05. Ceremony
06. They Came To Me

Anno di Uscita:
2009
Durata:
91:17

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