È decisamente lontano
anni luce da qualsiasi moda o tentazione commerciale questo splendido
lavoro di Nicola Pisu, ancorato saldamente ad un’ancestrale
Sardegna, ai suoi ritmi lenti e dolenti.
Liberamente ispirato ai
lavori letterari di Salvatore Niffoi “La leggenda di Redenta
Tiria” e “Il viaggio degli inganni” questo concept album è
pregno di poesia che grazie anche alla voce profonda e limpida di
Nicola Pisu che a tratti ricorda quella di un giovane Fabrizio De
Andrè, si insinua sotto pelle e di ascolto in ascolto, è un
procedere lento ma che porta addirittura alla commozione nei momenti
più toccanti. Sebbene l’intero lavoro prenda titolo da un nome di
pura fantasia come Abacrasta “paese che non lo trovi nella
geografia”, non ci troviamo immersi in una fiaba, ma anzi nei versi
di Nicola c’è tutta la durezza di un territorio descritto con
forza oscillando tra limpido lirismo e tragico realismo. Un mondo
segnato da ataviche paure, le cui condizioni di vita sono spesso ai
limiti della schiavitù, in cui è sempre presente il senso di un
peccato da espiare di un’esistenza vissuta per “salvare l’anima”,
in cui i volti delle donne sono “maschere tragiche” segnate dalle
continue disillusioni, in cui i bambini che “corrono a piedi
scalzi” a Chentu canes ricordano tanto quelli dei film pasoliniani,
in cui si ritrova anche una vita come quella di Serafina spesa come
prostituta “a cancellare i giochi di bambina”. Oppure ancora come
quella di Nineddu reo di aver osato reagire contro chi detiene il
potere e perciò “scomparso nell’aria polverosa mangiato dal
cielo o dalla terra argillosa”. Musicalmente ottimo l’utilizzo
ibrido di strumenti acustici anche appartenenti alla tradizione sarda
mescolati ad arte con sonorità elettriche e voci della
natura, in un accurato lavoro corale.
Nicola Pisu
Autoprodotto
01. Abacrasta
02. Il servo pastore
03. Tanche brulle (parte prima)
04. Tzellina
05. Le donne di oropische
06. Tanche brulle (parte seconda)
Chentu canes
07. Serafina
08. Nineddu
09. Della notte
10. Tanche brulle (parte terza)
Nicola Pisu e Jacopo Vannini
Nicola Pisu: voce, chitarre acustiche limpide e torbide, trunfa, cori, chitarra classica
Pier Paolo Corda: percussioni a spazzola, pitaious, batteria, conchiglie
Andrea Cappai: basso, fisarmonica
Walter Atzori: fisarmonica
Luciano Corda: contrabbasso
Antonello Congia: tromboni tenorbassi, bombardino, didgeridoo
Sig. K: bestie a tempo, suoni e rumori del pomeriggio, intuizioni ritmiche, cori muti, tastiere, ovetta, schiocco, rumori di una notte d’estate
Andrea Pisu: launeddas
Fabrizio Bellu: chitarra elettrica
Clara Murtas: voce
Marco Lai: chitarra acustica, chitarra elettrica
Cristian Carboni: congas, bongos
2008
43:00
