Parte il primo pezzo, Devil’s
courtesy, e lo spirito del rock ‘n roll si manifesta immediatamente; in verità
si potrebbe dire “reggae ‘n roll”, perchè lo stile chitarristico, almeno in
parte, ha qualcosa di “giamaicano”, ma tant’è: ci sono anche brevi “tirate”
hard rock, insomma, quanto di meglio si possa tirare fuori dalla più classica
delle formazioni, chitarra/basso/batteria/voce…
Se il primo brano è un po’ una
sorta di presentazione, lungo tutto l’album degli Home il discorso si
allarga, si amplia, si sviluppa; The Right Way è un disco allegro,
brillante, che ricorda, a tratti, i classici degli Housemartins,
riprende, in generale, certe atmosfere post-beat inglesi, inserendo qua e là
passaggi più dichiaratamente pop, non disdegnando una strizzata d’occhio ai Clash
meno estremi.
Del resto che ci sia tanta
Inghilterra in quest’album è evidente e percepibile brano dopo brano, come è
anche chiara l’intenzione di non “latinizzare” i suoni, che restano essenziali,
asciutti, non influenzati da quella “italianizzazione” che spesso filtra molti
lavori di matrice anglofona per avvicinarli al gusto melodico della nostra
penisola.
L’album del trio veronese è un
lavoro che si canta, si fischietta, si balla, che trova la sua dimensione
ideale nel pub strapieno di gente, tra pinte di birra che viaggiano e
chiacchierate fra amici, che passa direttamente dalla cantina “fumosa” in cui potrebbe
essere nato al piccolo palco del locale; giusto una scala per trasportare in
mezzo al pubblico l’energia, la dinamica di brani come Probably, Paradise
(underneath a purple sky), We’re all living, il brio dal sapore
vagamente psichedelico di Before to sleep, che diventa psycho-pop in Mr.
Ally, il “Mersey Sound” di The
Right Way o Do what I do.
The Right Way è un lavoro che,
anche all’estero, soprattutto all’estero, varrebbe la pena di spingere, e
forte, perchè gli estimatori non mancherebbero davvero; in Italia, attualmente,
a fronte di tante band che vengono “create”, anche televisivamente, ma che
mancano di quell’anima vera che ne possa connotare lo stile, un gruppo come gli
Home rischia seriamente di essere bypassato perchè “poco malleabile”, “troppo
definito” insomma, perchè avere le idee chiare taglia fuori tutta una serie di
personaggi “accessori” che, nella musica di una band, amano “metterci le
mani”…
Ed il terzetto le idee le ha,
invece, chiarissime…
Home
Manzanilla Musicadischi
01. Devil’s courtesy
02. Silver dust
03. Probably
04. Paradise
(underneath a purple sky)
05. Paranoid friend
06. Before to sleep
07. The right way
08. We’re all living
09. Mr. Ally
10. Do what I do
11. Sexual appetites
12. Finally a song
13. Absolutely unreal
Home, Carlo Izzo
Matteo Zerbinati: drums, piano, vocals
Michele Ottaviani: guitars, piano, vocals
Nicola Finezzo: bass guitar, backing vocals
Gian Maria Lodigiani: violin
2009
52:40
