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Apparentarli all’onda emo-pop che
tanto ci piace odiare è fin troppo comodo per un gruppo che ha la sola colpa di
essere appena uscito da X-Factor. Ma i Bastard
Sons of Dioniso
non sono merce da supermercato: per il supermercato, per
così dire, ci sono solo passati. Infilandosi per caso in un circolo mediatico
completamente autoreferenziale, hanno portato il rock contemporaneo
nell’offerta tv generalista, per poi uscirsene serenamente con questo terzo
album (non contando l’Ep “L’amor carnale” uscito in primavera), in cui, forti
dell’esperienza artistica dell’ormai celeberrimo Gaudì, possono alzare i loro Marshall a palla e mostrare al grosso del
pubblico italiano un Mondo (per loro) Nuovo.

Nei gloriosi mesi del
protagonismo televisivo, il Trio della Valsugana ha già avuto modo di
snocciolare il grosso dei propri personaggi guida, che non si fa fatica a
riconoscere fra i microsolchi: gli AC/DC
per le chitarre fiammeggianti, i Foo
Fighters
e i Queens of the Stone Age,
per l’implacabile e sinuosa sezione ritmica, e le strutture taranta-pogo-punk
di Green Day e soci (in Typical
Pinè Night
). Di loro, i Bastard ci mettono parecchio: cori armonizzati chirurgicamente,
liriche dal lessico meravigliosamente anacronistico, una fascinazione verso la
poesia rinascimentale (già nota ai tempi di Io non compro più speranza,
un brano già simbolo dell’identità artistica della band) e la musica barocca (il
singolo Mi par che è adesso è ispirato a Monteverdi) quasi inspiegabile
per un complesso rock. E poi, fuoco, tantissimo fuoco.

I brani sono varie sfaccettature
di una sorta di autobiografia di gruppo, in cui serpeggia un catastrofismo
moderato (War is over (Children of the Grapes) docet), con parentesi più
riflessive e mature, come la stupenda Senza Colore, trasfigurata dai moog
di Gaudì in una “Impressioni di Settembre” made in Bastard, e Versa
la mia testa
, un delicato chitarra-voce che sconfina in un rabbioso pestato
metal.

In stasi perpetua è un tuono, spaventa solo chi
non ha visto il lampo che lo precede, ma conserva comunque il suo effetto
dirompente. Di materia e talento ce n’è per distinguersi, anche solo per farla
in barba a chi li crede soltanto un effetto speciale da tubo catodico.
Artista:
The Bastard Sons of Dioniso
Etichetta:
Sony Music
Elenco Tracce:

01. Se t’annoi


02. Mi
par che per adesso


03. Nothing to Talk About


04. Una canzone probabilmente inutile


05. Io non compro più speranza


06. War is
over (Children of the grapes)


07. Senza colore


08. Dal risveglio in poi


09. Versa la mia testa


10. Typical Pinè Night


11. Ease my pain


Produzione Artistica:

Gaudì

Musicisti:

Jacopo Broseghini: voce e basso.

Federico Sassudelli: voce e batteria.

Michele Vicentini: voce e chitarra.

 

Gaudì: moog.

Anno di Uscita:
2009
Durata:
49:31

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