Emanuele Chirco definisce nel
libretto del disco questo suo nuovo progetto «Una piccola auto-produzione senza
filtro e risparmio alcuno realizzata e pubblicata con estrema semplicità come
traccia per la nostra storia. Un disco puro, forse ingenuo, che riuscisse a
portare fuori le parti migliori di noi con tutte le imperfezioni e le bellezze
di un immediato gesto d’affetto verso chi potrà ascoltarci» ed aggiunge «era
proprio così il disco che intendevo realizzare». Ecco quindi che l’autore si
sente pienamente appagato dal risultato raggiunto, ma io ascoltatore?
Beh, cominciamo a dire cos’è L’anno delle ciliegie. E’ il risultato
di un anno denso di avvenimenti positivi e negativi, sia pubblici sia privati
per Emanuele Chirco, un anno sabbatico preso dopo tanti concerti suonati in
trio nei teatri e nelle piazze d’Italia e passato a riflettere davanti all’albero
di ciliegie nel giardino della propria dimora in toscana, così ha raccontato il
progetto in una bella intervista. Ne è quindi uscito un disco che vuole sia ricostruire
in studio l’atmosfera dei concerti dal vivo, grazie al suono magnificamente registrato
in presa diretta, sia legarsi al proprio passato musicale grazie all’utilizzo
di un piano verticale, il medesimo utilizzato da piccolo per imparare a suonare.
Da allora Emanuele di strada ne ha percorsa tanta ed ora, accompagnato da due
ottimi musicisti Giacomo Buffa al basso/contrabbasso e Dario Li Voti alla batteria, ha saputo
realizzare un magnifico disco che non è classica e non è jazz (basta pensare al
fatto che nessuno dei due comprimari ha alcun passaggio solistico, ma suonano
come un unico corpo musicale), dove il pianoforte di Emanuele suona come fosse
un’intera orchestra splendidamente diretta e capace di evocare molto della
propria terra d’origine (la
Sicilia) come il caldo scirocco africano di Ed ancora vento, il girovagare notturno
di Birillo un cane incontrato per le
vie della sua Marsala, le meravigliose saline della laguna dello Stagnone per
la prima volta ammirate in un volo levatosi da Trapani descritte attraverso una
dilatata ed affascinante melodia in Mosaico,
la sua città narrata in Marsala con
una sua melodia giovanile ancora oggi parte integrante degli spettacoli, la
triste vicenda dell’uomo Borsellino incontrato più volte al bar sotto casa e
qui ricordato in Una storia vera un
brano tanto semplice quanto diretto come lo era Paolo. Chiude il lavoro Preghiera uno dei componimenti più
intimi ed evocativi. Un nuovo Allevi o un nuovo Einaudi? Semplicemente Emanuele
Chirco e questo basta e avanza.
Emanuele Chirco
Incipit/Egea
01.
Ed ancora vento
02.
Il segreto del mare
03.
Danza innamorata
04.
Libellula
05.
Birillo
06.
Mosaico
07.
Il giardino del re
08.
C’era una volta il castello
09.
Il coraggio della verità
10.
Marsala
11.
Una storia vera
12.
Prima di partire
13.
Preghiera
Emanuele Chirco
Emanuele Chirco: pianoforte
Giacomo Buffa: basso, contrabbasso
Dario Li Voti: batteria
2009
74:54
