Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Il disco di Augusto Forin si chiama Aspirina
metafisica
; è il primo disco di un giovanotto di cinquantatré anni che chi
è abituato a seguire la buona canzone conosce da tempo; è il disco di un
artista su cui sono state scritte tesi di laurea ed è un disco fatto di canzoni
che giravano da un po’, con altri arrangiamenti ma con la stessa scintillante
sapienza di scrittura. È un disco che ha il suo stile e i suoi tempi: li
rivendica e – sacrosantamente – li impone.

Ad ispirare il titolo dell’album è stata
una frase di Alejandro Jodorowsky:
«Tutto ciò che si fa, prima o poi scompare e lascia dentro di noi un’enorme
depressione. Tramite le arti ho cercato una ‘aspirina metafisica’». Il
palliativo in oggetto è composto da undici tracce e una confezione completamente
diversa rispetto agli standard: il pacchetto ha la grandezza di un vinile, col
CD all’interno e una copertina che presenta oggetti messi lì del tutto alla
rinfusa. Un album “sottosopra”, come l’effigie del titolo e il nome del
cantautore in calce.

I brani partono dalla canzone d’autore
del nord-ovest – il “sottosopra” e il punto d’arrivo è L’oriente del nord, come
recita il titolo di una canzone, ma ci arriveremo –, che va quindi dall’ironia
di un Giorgio Conte o di un Bruno Lauzi alla profondità di un Paolo Conte, fino alla sapienza verbale
di un Max Manfredi. E proprio di
Manfredi è un prezioso intervento nel brano Sbagliare d’autobus, in
cui quest’ultimo scrive il testo e presta la voce per un duetto.

Ma gli stessi brani, soprattutto, da lì
partono e arrivano ad Augusto Forin: se la già citata Oriente del nord offre le sonorità emblematiche del disco, che
sanno di mare e di rotte commerciali, di punto d’arrivo e ripartenza, con un
gran lavoro di percussioni che riverbera un po’ in tutto l’album, si possono
vedere più da vicino pezzi come Scusa o Scarpe rotte: la prima è introdotta
da un motivetto corale che sa di vintage, cori che poi duetteranno a braccetto
con l’inadeguatezza dell’io poetico, in una coerenza beatamente inadeguata alla
“modernità” e alle masse; la seconda, Scarpe
rotte
, è anch’essa in qualche modo una rivendicazione: di tempo e di stile
d’arte e di vita, per dirne alcune. Il tempo, già; è determinante dire una cosa
sul tempo: per Forin il tempo è importante, averne e spenderlo bene è
fondamentale, sempre però con la consapevolezza che tanto la temporalità non ci
coglierà mai di sorpresa, magari proprio grazie a quest’Aspirina.

A proposito, una avvertenza: Aspirina metafisica è un album che ha
bisogno di tempo, che va ascoltato. Se andate di fretta e avete bisogno di
rinnovare la soundtrack per la vostra doccia, desistete dal desiderio di
ordinarlo sul sito di Augusto Forin: farete risparmiare del tempo prezioso al
giovanotto cinquantatreenne di cui sopra. Cinquantatré, oramai – ma con arte –
quasi cinquantaquattro.

Artista:
Augusto Forin
Etichetta:
Autoprodotto
Elenco Tracce:

01. Amanti distanti


02. Scusa


03. L’oriente del nord


04. Una questione di educazione


05. Vagon lit


06. Sbagliare d’autobus


07. Passeggiando


08. Scarpe rotte


09. Aspettando su una pensilina


10. Il tempo perso


11. Quello che manca
Produzione Artistica:
Augusto Forin e Paolo Cogorno
Musicisti:

Augusto Forin: voce e chitarra

Max Manfredi: testo e voce in Sbagliare d’autobus

Pino Parello: basso fretless

Roberto Logli: piano

Paolo De Gregorio: batteria

Marica Pellegrini: percussioni e cori

Marco Fadda: tabla e percussioni

Francesca Rapetti: flauto e cori

Elena Cimarosti: cori

Paolo Cogorno: tastiere e cori

Anno di Uscita:
2009
Durata:
55:49