Niccolò Verrienti è’ un giovane cantautore salentino al suo
primo lavoro. Ha iniziato con una importante gavetta nei pub della sua zona per
poi a diciott’anni decidere di fare le valigie e partire per Roma. Qui, oltre a
salire sul palco de “Il locale”, storico club della capitale, scopre la
passione per i cantautori italiani ed inizia a coltivare più seriamente,
accanto al fratello Carlo (batterista) con cui scrive la sua musica, il primo
progetto solista. L’impegno e la fatica portano all’uscita in febbraio di E
vissero felici e Verrienti.
E’ necessario avvicinarsi a questo lavoro
come si dovrebbe fare con tutti i primi lavori dei giovani artisti, con
curiosità e senza pregiudizi.
Dentro ci sono da scoprire piacevoli
sorprese. Prima fra tutte un romanticismo non banale, forse ancora troppo
legato alla sua età ma dolce nella sua semplicità. Volevo solo dirti e Due
cuori, la prima più classica nella melodia, la seconda più
originale nel testo, entrambe con sottofondo di pianoforte, sono le due canzoni
d’amore dell’album. Buone ma non memorabili. Ci sono poi brani più colorati e
divertenti, tra questi da sottolineare la simpatica Gli artisti mangiano
albicocche, una vera difesa agli Artisti che «sono un po’ poeti un po’ pagliacci, …. sono
tutti matti», una bella
filastrocca con un’ottima melodia. Ma è soprattutto l’ironia, che compare qui e
là nell’album, a convincere di più. Yuppi Yu è davvero un piccolo
gioiello: divertente, dissacrante, fotografa al meglio la scena musicale
italiana («E se Sanremo
non lo guardiamo più, la colpa è anche
dei figli dei Pooh») e non solo
quella, ha un bel ritmo ed entra subito in testa.
Bella la linea melodica e il ritmo un po’
swing di Povero e innamorato, di cui convince molto anche il testo dal
respiro antico. L’ultima traccia è Il cielo che, con base di chitarra
acustica, lascia un senso di leggerezza in chiusura del disco nonostante sia un
brano estremamente malinconico.
I paragoni agli inizi sono d’obbligo, anche
se non piacciono quasi mai a chi li riceve. Senza andare troppo indietro nel
tempo, sentiamo dentro questo lavoro qualcosa che ricorda il Niccolò Fabi degli
esordi, con qualche visione fantasiosa alla Tricarico e l’embrione di un’ironia
alla Cristicchi. Auguriamo a questo giovane cantautore di fare la stessa strada
anche solo di uno di questi suoi più navigati colleghi.
Nicco Verrienti
Notas Music Factory
01. Bentornata allegria
02. Gli artisti mangiano albicocche
03. Volevo solo dirti
04. Milano (feat Damien Nolan)
05. Due cuori
06. Yuppi yu
07. Povero e innamorato
08. Il cielo
Francesco Musacco
Nicco Verrienti: voce, chitarre acustiche ed elettriche
Francesco Musacco: pianoforte e programmazioni
Damien Nolan: chitarra elettrica solo (4)
Andrea Rosatelli: basso (3)
Giulia Led: cori
Francesco Arpino: cori
Carlo Verrienti: chitarra acustica
2010
28:40
