Se
le note iniziali un po’ alla “Spirit in the sky” che aprono il
primo brano Flow River
Flow non facevano
molto ben sperare, il primo album full length dei WAINES
è davvero una scoperta.
L’avventura
era partita come band liceale: da Pastense (vecchio nome della band)
in seguito il progetto si è trasformato nel 2005 in WAINES, con
l’idea di un trio senza basso in cui suonare per lo più jam
improvvisate da sviluppare insieme. Così, proprio ricalcando quelle
che sono i propri gusti musicali, anche eventualmente vecchi di
quarant’anni, si crea freschezza, nuove idee e nuove sonorità.
Se
con l’EP A
Controversial Earl Playing,
avevamo potuto gustare un antipasto di tutto rispetto, STU
(si scrive tutto in
maiuscolo, come il nome del gruppo), è un gran bel disco, undici
tracce per circa 41 minuti, dove un sound denso e potente viene
esaltato ulteriormente da una voce convincente e carica di energia.
La
nuova scena musicale siciliana in questo momento è davvero florida
se si pensa ai Pan del Diavolo, ai Second Grace, ai Famelica,
Donsettimo,e molti altri perchè è fatta di gente che vive di musica
e che ha scelto di mettersi in gioco, spesso lavorando al proprio
progetto e nello stesso tempo collaborando con altri gruppi, e, sulla
lunga distanza questa situazione sta portando effetti tangibili.
I WAINES così come altri, si sono ispirati dal continuo girovagare,
hanno suonato un po’ ovunque in Europa ed il disco di esordio, STU è
uscito il 7 Agosto 2009 in Germania ed è stato seguito da un tour
Europeo a fine ottobre che ha toccato Germania, Repubblica Ceca,
Ungheria e la Slovenia. In Italia è arrivato solo a metà settembre,
ma ha già riscosso notevoli apprezzamenti da pubblico e critica.
Nonostante
le proprie radici ed i propri gusti musicali, che si ritrovano in Jon
Spencer Blues Explosion, Black Keys, Raconteurs, White Stripes e
Allman Brothers, Black Crowes e ZZ Top passando ovviamente dai Led
Zeppelin e gli Stones, i WAINES, sono legati a canoni classici del
blues elettrico, ma la loro personalità è davvero palpabile. Per i
tre ragazzi palermitani si è sviluppato da subito un proprio
processo creativo più o meno influenzato, ma di sicuro originale che
li rende in qualche modo non dipendenti e schiavi del passato. Non si
tratta quindi di triste revival trash, ma di cura e maturità
musicale, come in “NY Excuses”, splendida cover dei
Soulwax, o in Let Me Be.
Profondamente
immersi nel sound moderno, ruvido ed energico, tra dance, blues il
gruppo è aperto a influenze, culture e tradizioni diverse da
rispettare o da conservare, ed in più hanno anche decisamente
qualcosa da dire. I Waines sono uno dei giovani gruppi italiani da
tenere sotto controllo, magari proprio incominciando a vederli in uno
spettacolo dal vivo.
Waines
800A Records
01.
Flow river flow
02.
Wooooo
03.
Let me be
04.
Have you heard the news?
05.
Server
06.
Again
07.
Ready to taxi
08.
I'm northbound, babe
09.
NY Excuse
10.
Red cross store
11.
Stu
Waines
Fabio Rizzo: voce, chitarra, rumori
Roberto Cammarata: chitarra, rumori, voce
Ferdinando Piccoli: batteria, percussioni, voce
2009
41:33
