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C’è tutta la storia dell’emigrazione in questo album realizzato da Maurizio Petrelli e dalla sua Big Band, le valigie di cartone, le navi zeppe all’inverosimile, gli addii disperati e le speranze per una nuova vita, il mare, la statua della libertà all’ingresso del porto di New York, e le campagne lasciate alle spalle; Pugliamerica A/R è tutto questo ed anche molto altro.

L’omaggio a due “voci” così diverse, geograficamente lontane ma intimamente “vicine”, tra malinconia e voglia di affermarsi, di “far sentire” la propria presenza, Frank Sinatra, l’americano più “italiano” e Domenico Modugno, l’italiano più “internazionale”, storie vissute sul filo del viaggio, storie di partenze, arrivi, ritorni.

Il bello di questo lavoro, però, è il fatto che, in fondo, non c’è la solita malinconia ma ci sono una gioia ed una allegria palpitanti, esibite con vitalità ed esuberanza, come nel duetto vocale con Guido Pistocchi in Mack the knife nella quale, grazie alle doti del vocalist ospite, fa capolino il timbro davvero inconfondibile di Louis Armstrong, oppure in quello con Serena Spedicato che, in New York New York richiama alla mente la Liza Minnelli dei tempi d’oro.

Arrangiamenti ariosi, diretti con piglio energico da Fernando Toma, con una sezione fiati di ben tredici elementi che rappresenta davvero l’essenza delle “Big Band” degli anni ’30 e ’40, percussioni e ritmica lineari ma precise e sempre “sul pezzo”, come richiesto da queste esecuzioni; insomma, quell’ A/R, inserito nel titolo dell’album, rappresenta quasi il volersi riappropriare di un patrimonio al quale l’emigrazione italiana ha, spesso inconsapevolmente, contribuito.

Sinatra è, se vogliamo, il motivo dell’”andare”, Modugno, al contrario, la causa del “ritorno”, alle origini, alle radici; se però si ribalta il concetto, l’omaggio a Modugno, di cui vengono eseguiti i brani probabilmente più noti all’estero, diventa oggetto “da esportazione”, l’omaggio a Sinatra è come fosse un riportare a casa qualcosa che si è contribuito a creare.

Ci sono, come detto, momenti decisamente euforici, mentre altri, specie sul versante italiano, appaiono più “soft”, come Resta cu me; in entrambi i casi, però, la completezza e l’accuratezza delle esecuzioni è realmente di un livello altissimo; il lungo “medley” dedicato al cantante nato a Polignano a Mare scorre come un film, riportando alla memoria non solo il periodo del suo massimo fulgore, ma anche le immagini dei luoghi che ne videro l’ascesa.

Come si usa dire, per amor di sintesi, sulle note finali di I remember Clifford… “tutto molto bello”…

Artista:
Maurizio Petrelli & Big Band
Etichetta:
Dodicilune
Elenco Tracce:

01. The lady is a tramp


02. I’ve got you under my skin


03. Mack the knife


04. Night and day


05. That’s life


06. New York New York


07. Caravan


08. Resta cu me


09. La lontananza


10. Meraviglioso


11. Musetto


12. Piove


13. Nel blu dipinto di blu


14. I remember Clifford

Produzione Artistica:

Maurizio Petrelli, WYS:WYG Records

Musicisti:

Maurizio Petrelli: voce

Fernando Toma: direzione e arrangiamenti

Massimo Corrado: tromba

Francesco Sgura: tromba, flicorno

Francesco Protopapa: tromba

Alessandro Dell’Anna: tromba

Michele Mele: trombone

Gianluca Ria: trombone

Giuseppe Candido: trombone

Luciano Toma: trombone

Stefano Schiavone: sax

Giuseppe Spedicati: sax

Raffaele Vaccaro: sax

Pietro Rosato: sax

Francesco Russo: sax

Claudio Grasso: chitarre

Luana Ricci: pianoforte, organo Hammond

Cosimo Romano: contrabbasso, basso elettrico

Alessandro Monteduro: percussioni

Randy Abbaticola: batteria

Alex Semprevivo: batteria

Serena Spedicato: voce

Guido Pistocchi: tromba, voce

Anno di Uscita:
2010
Durata:
43:19