Guido Rolando, in arte Giubbonsky, ha al suo attivo un buon curriculum musicale e di esperienze con gruppi di varia estrazione artistica ma è con questo suo primo album che, forse, la sua attitudine artistica emerge al meglio ed in maniera compiuta. Storie di non lavoro è un album morbido dal punto di vista musicale, giocato tra ritmi lievi, spruzzi di fiati e fisarmonica ma che, al contempo, è capace di lanciare strali potenti e duri nei confronti della realtà metropolitana, in particolare quella milanese, che siamo costretti a vivere (in particolare le nuove generazioni).
È un album semplice, senza fronzoli questa opera prima di Giubbonsky, con qualche ingenuità nello scorrere dei testi, ma genuino e ricco di desideri, capace di parlare a chi lo ascolterà con la volontà di passare una sorta di testimone, cercando, se possibile, di esprimere il disagio che oggi viviamo nelle nostre città, la paura di perdere il lavoro o la certezza di non trovarne mai uno che sia adeguato ai propri bisogni minimi.
Parla di precariato, di mafia, di incapacità delle Istituzioni di andare oltre il concetto militare di sicurezza nelle città. Parla dell’esperienza della Cascina Torchiera di Milano occupata da circa un decennio e che, con mille difficoltà, riesce ad esprimere possibilità di vita culturale diversa rispetto ai canoni costituiti e decisi in un altrove non sempre comprensibile. Ricorda della morte assurda di Luca Rossi (Gelato in febbraio) ucciso da una pallottola vagante all’età di vent’anni, in Piazzale Lugano, sempre a Milano. Canzone ritmata in salsa simil-caraibica che si avvale della suggestiva tromba di Francesco Piras.
Storie di non lavoro non è un album di canzoni gridate ma, certamente, è un album militante, un lavoro che richiama l’attenzione su temi spesso messi nel dimenticatoio. Un lavoro che necessita di essere “suonato” nelle piazze affinché si possano raccontare storie che si vorrebbero dimenticare. Perché i gelati, anche in febbraio, vorremmo sceglierli prima di mangiarli…
Giubbonsky
Autoprodotto
01. Terra perduta
02. Non lavoro
03. Città blindata
04. Rio preca
05. Forza mafia
06. Flatulente
07. Gelato in febbraio
08. Carpe diem
09. Senzacqua
Giubbonsky
Guido Rolando: voce, chitarre, basso
Davide “Mega” Lucini: basso
Guido Baldoni: fisarmonica
Massimo Sciancalepore: sax contralto
Francesco Piras: tromba
2010
44:06
