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Pur attingendo a materiale tematico stratificato nel corso dei decenni, questo album ha l’indiscusso sapore della suite. A unificarne il totale, facendocelo leggere come un corpus unitario, è la temperatura ormai riconoscibilissima, il particolarissimo aplomb, di cui Rava ammanta da tempo la sua musica. E’ più il trattamento che non lo spunto tematico in sé, quindi, a determinare la natura, la poetica del tutto, come per l’amatissimo Miles, Trane, Ornette… I grandi, insomma.

Si decolla, così, col soffice, incorporeo, magicamente sospeso Amnesia, in sestetto, passando per Garbage Can Blues, di analoga temperatura (appunto…), in trio senza fiati, il tutto nel segno di un’estrema eleganza, per approdare quindi al più ritmico, corporeo (sempre però nel rispetto dell’aplomb di cui sopra, cui il Nostro non rinuncia neanche sotto tortura) Choctaw, stavolta in quintetto. Trombone e batteria soli aprono quindi l’ampio Incognito, finché il quintetto, in un clima sognante quasi da berceuse, non si ricompone.

Insolitamente vitale è Cornettology (che ammicca, riunendoli, la cornetta, ava della tromba, e il citato Ornette Coleman), addirittura con squillante unisono di ottoni, mentre F. Express recupera un lirismo palpabile, con la chitarra a rilevare il trombone, e più rilasciati ancora risultano Tears for Neda e Song Tree, quasi evaporato. Attraversato da una cantabilità più esplicita è Paris Baguette (qui a essere amorevolmente sbertucciato parrebbe il Paris musette, stile fisarmonicistico proverbialmente francese), in quartetto ancora senza Petrella, che si distilla poi nel momento in cui rimangono soli piano e batteria.

Nuovamente stirato, elusivo, Planet Earth registra il rientro di Petrella, mentre Tribe riattinge a nuovi palpiti ritmici, qui di stampo latineggiante (universo, questo, molto vicino alla sensibilità di Rava), mentre a chiudere il cerchio è un’improvvisazione vergata dal quintetto al completo, degno epilogo di un album di gran lusso. E lustro, per chi l’ha inciso. Il che, per la cronaca, è avvenuto – come sempre magistralmente, parlando dell’ECM – nell’ottobre 2010.          

Artista:
Enrico Rava
Etichetta:
ECM/Ducale
Elenco Tracce:

01. Amnesia


02. Garbage Can Blues


03. Choctaw


04. Incognito


05. Cornettology 


06. F.Express


07. Tears For Neda


08. Song Tree


09. Paris Baguette


10. Planet Earth


11. Tribe


12. Improvisation

Produzione Artistica:

Manfred Eicher

Musicisti:

Enrico Rava:  tromba

Gianluca Petrella: trombone

Giovanni Guidi: pianoforte

Gabriele Evangelista: contrabbasso

Fabrizio Sferra: batteria

Giacomo Ancillotto: chitarra in 01, 06, 07, 08

Anno di Uscita:
2011
Durata:
64:53