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Si respira un’aria mediterranea, fin dalle note introduttive di Turchese, il brano che apre il nuovo lavoro del chitarrista Valentino Tamponi, ed al quale da anche il titolo.

E l’atmosfera che permea le nove tracce dell’album non si discosta poi molto da quest’impressione iniziale: suoni morbidi, languidi a tratti, che evocano immagini e paesaggi solari, caldi, decisamente “estivi”, con alcuni passaggi vagamente retrò che ai più attenti possono anche ricordare quelle vecchie cartoline in bianco e nero che raccontano la villeggiatura degli anni ‘50 e ’60.

Prevale, in tutto il disco, l’idea che per poter rappresentare al meglio queste suggestioni occorra privilegiare la musica d’insieme, sottolineando quindi l’aspetto armonico generale, a discapito delle fughe solistiche, di cui infatti non c’è traccia alcuna: spesso chitarra e sax suonano all’unisono, così come contrabbasso e batteria, che in diversi passaggi realizzano più un contrappunto melodico che un vero e proprio accompagnamento ritmico.

L’aspetto ritmico, fra l’altro, di Turchese è una caratteristica davvero particolare: intanto la connotazione decisamente più percussiva ed inoltre la particolarità di sviluppare e percorrere un itinerario sonoro parallelo a quello della chitarra di Tamponi, e del sax di Emiliano Invernizzi; Paolo Dassi al contrabbasso e Carlo Garof alla batteria sdoppiano, per così dire, l’approccio all’ascolto di questo lavoro, spostandolo su due piani, perfettamente coerenti, integrati e melodicamente compatti.

Pur trattandosi di un disco decisamente “libero” quanto a schemi e proposte, non siamo certamente nell’ambito del free jazz inteso in senso letterale: non ci sono azzardi particolarmente estremi, scomposizioni ritmiche complesse o, addirittura, destrutturazioni vere e proprie (alla Archie Shepp, per intenderci…): l’intensità dei suoni, la loro forte “colorazione”, il calore che emanano, sono gli elementi più evidenti, e solo in Orizzonti urbani la sperimentazione, l’inquietudine, il minimalismo più spinto, creano uno stacco netto e deciso rispetto all’andamento generale dell’album, denotando peraltro la grande capacità del quartetto di cambiare improvvisamente metodo di lavoro mantenendo uno standard tecnico ed espressivo di alto livello.

Nove tracce originali e nessuna cover, per scelta, segno anche di una certa sicurezza nei propri mezzi; una combinazione molto lineare di suoni all’insegna della semplicità e della piacevolezza dell’ascolto, che pur non avvicinandosi troppo alla “fusion” acustica più complessa e strutturata, esce comunque dai solchi del jazz canonico per avventurarsi in una sorta di progressiva sperimentazione…

Progressiva, dicevamo, termine non casuale…

Artista:
Valentino Tamponi
Etichetta:
Dodicilune
Elenco Tracce:

01. Turchese


02. Il sogno


03. La figlia di Raoul


04. Chiaroscuro


05. Gelo


06. Orizzonti urbani


07. Note d’inverno


08. Il cielo di Basrah


09. Riflessione


Produzione Artistica:

Gabriele Rampino, Valentino Tamponi

Musicisti:

Valentino Tamponi: guitars

Emiliano Invernizzi: saxophones

Paolo Dassi: doublebass

Carlo Garof: drums

 

Anno di Uscita:
2011
Durata:
50:14