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Finalmente un album rock: un disco che si potrebbe porre nel circuito mainstream come una tendenza giovanile di una novità entusiasmante, grazie al connubio essenziale tra orecchiabilità e capacità compositiva, cose che mancano a volte nei pezzi da classifica anche dello stesso genere.

Infatti la freschezza energica delle canzoni non lascia spazio a sofisticazioni, ma si risolve in una sintesi che fa subito presa, senza pausa e senza melensaggini. L’attacco di Sei ore è sconvolgente e coinvolgente allo stesso tempo, immediato e spericolato, come se si avesse paura di perdere un solo minuto a disposizione delle sei ore insieme.

D’altronde loro stessi affermano in chiusura del disco che la vera domanda che alla fine rimane è “quanto? ” e quindi anche: quanto tempo hai sprecato dietro a ciò che non è importante nella vita? La mancanza di ipocrisia è un marchio distintivo che proprio nell’ultima traccia Le vere domande trova la sua più compiuta realizzazione, apoteosi finale ma non malinconica dell’album, nel perfetto mood ci tutte le altre tracce. Ed è altrettanto sconvolgente scoprire che i Gran Torino sono solamente due, Marco Paradisi, a cui è affidata praticamente tutta la parte più armonica della strumentazione (nonché l’arte della registrazione), e Daniele Berni che, oltre a suonare la batteria, mette in scena la grana disperata della sua voce, sempre tirata al massimo e allo stesso tempo intonata per creare l’inquietudine di una persona in costante richiesta d’aiuto; un semitono su sarebbe stata forse troppo urlata, e invece questa scelta di tonalità è perfetta per l’occasione, una mossa più pacata che li allontana dagli Afterhours e li inserisce in un territorio tutto loro, al limite dello stoner.

I Gran Torino sono alla loro seconda fatica, a molti anni di distanza, e infatti mettono in scena anche un’altra inquietudine: la difficoltà di creare la seconda opera di un artista, la più difficile di tutte. Lo fanno con un’intuizione propria, quella cinematografica che investe già il nome della band: Secondo Tempo è il nome della raccolta e anche di un brano, come se fosse la seconda parte di un film che vorrebbero non finisse mai. I versi di questo pezzo mostrano infatti tutta l’ansia dello scrittore davanti al foglio bianco, in preda alla propria mania di scrivere a tutti i costi, pur di rimandare a più tardi la vera vita. Ma anche la traccia d’apertura ci immette subito nella scelta tra happy ending e finale neorealista: Che fine vuoi? è l’inizio, la scelta non ipocrita del regista onnisciente, che purtroppo già conosce il finale della propria opera, per cui non può godersi la sorpresa, per quanto grande essa sia.

Artista:
Gran Torino
Etichetta:
Records DK
Elenco Tracce:

01. Che fine vuoi?
02. Sei ore
03. Abbracciami
04. Costa caro
05. Differenze
06. Secondo tempo
07. Colpa tua, colpa mia
08. Alto volume
09. Le vere domande

Produzione Artistica:

Gran Torino

Anno di Uscita:
2019
Durata:
25:08