I Marmaja esistono dagli anni 80, anche se convenzionalmente viene stabilita come data ufficiale di nascita il 1993, quando decisero di assumere questo nome. Veneti e amanti del folk in tutte le sue declinazioni, hanno avuto in passato esperienze importanti ad Arezzo Wave e in diverse raccolte militanti (il tributo di A – Rivista Anarchica a De Andrè e Not in my name di Liberazione). Tra le diverse collaborazioni, anche prestigiose come Cristiano De Andrè e i Mercanti di Liquore, quella che forse inquadra meglio la mentalità del gruppo del Polesine è l’amicizia con i Gang dei fratelli Severini. Molti sono infatti i tratti comuni alle due band, prima tra tutte la voglia di farsi porta voci di un discorso di tradizione e resistenza.
Notengocasa, il nuovo album uscito la scorsa estate, racchiude in sé i valori fondanti del gruppo, che nel frattempo si è allargato, fino a coinvolgere anche diverse generazioni, con il rientro di Mirco Drago, uno dei membri fondatori insieme a Maurizio Zannato, autore di testi e musiche. Già la modalità stessa con cui mettono
in vendita il disco (a offerta libera) fa capire la distanza della band dalle logiche di mercato, ma è il vestito che hanno scelto di dare a queste canzoni che ve ne farà innamorare. Ogni copia del cd è infatti abbinata ad un quadretto originale, una cartolina disegnata a mano e una collana con una piccola casetta. Un oggetto da ascoltare e guardare, un lavoro che impegni non solo l’ascolto, ma anche la vista, per apprezzare meglio la passione dei Marmaja e l’attenzione nei confronti di chi li segue.
Le canzoni poi seguono questa atmosfera di casa, perché chi non ne ha una di solito la cerca negli occhi e nelle orecchie di chi trova sul suo sentiero. Immaginiamoci dunque di essere attorno a un fuoco, o in un rifugio sulle montagne o sulle rive di un fiume, a condividere con loro le dieci nuove composizioni. Pezzi d’amore, di vita, di resistenza, abbinando la chitarra elettrica al bouzouki e alla fisarmonica, il basso alla mandola e alla viola. Resina, come il brano omonimo, è il paragone più azzeccato, perché l’amore che esce da queste note ci si incolla addosso. Amore per chi ci sta a fianco, amore per cause più giuste e per tutti quelli che le difendono, come ci viene ricordato in Buonanotte. Canzoni come ninne nanna, come canti di battaglia, come denuncia sociale, i Marmaja riportano la musica nel posto che più le compete, al centro della lotta, in prima linea, nella trincea di chi vuole farsi testimone e protagonista del proprio tempo. In tal senso spicca Sai, racconto in prima persona del dramma dell’emigrazione e di tutto ciò che ottusamente neghiamo o nascondiamo sotto ipocriti tappeti, come polvere da non far vedere per crederci migliori.
Tesoro nascosto e da scoprire, i Marmaja appartengono a quella categoria preziosa dei cantastorie, nelle cui parole si cela la memoria stessa di un popolo.

Marmaja
Stella nera
01. Assaltami
02. Resina
03. Buonanotte
04. Weekend
05. Sai
06. Chi di noi saprà
07. Seminai
08. E poi
09. Signora Aquilone
10. La felicità
Ugo Bolzoni - Neven
2020
40:27
