18 euro 50 centesimi per un libro
che si legge tutto d’un fiato, nonostante la mole, sono una cifra ottimamente
spesa. Perché Luciano Ceri è uno
scrupoloso conoscitore di Battisti e della sua discografia (basti per questo
leggere la descrizione del cofanetto “BattistiMogol, vol. 1 e 2”) e ci fa
entrare all’interno del canzoniere battistiano in maniera diretta ed
affascinante. Il musicista di Poggio Bustone è un’icona straordinaria della
musica italiana ed, azzardo, della musica del novecento, tanto che sarà il
tempo, galantuomo, a rendere ancor più omaggio alla sua straordinaria arte
musicale. Questo libro è un viaggio nel tempo e nella memoria, quando il 45
giri era un serio veicolo di musica e poterne incidere uno era una grande
vittoria professionale. Memoria, spesso mancante al tempo presente, che è
invece l’elemento fondamentale del volume in questione, nel quale gli attori
delle canzone e degli album raccontano, in differenti periodi della loro
collaborazione/frequentazione di Battisti, spaccati di un mondo che oggi appare
datato ma che invece è il cuore e la radice del percorso artistico di Battisti.
Dalla lettura delle testimonianza, innumerevoli e varie, emerge la figura di un
uomo molto professionale, assolutamente ligio al lavoro, poco propenso alle
banalità, fortemente motivato negli obbiettivi e motivante verso i musicisti
che lo accompagnavano (e che non erano certamente figure di poco conto, basti
pensare a Franco Mussida, Alberto Radius, Franz Di Cioccio, al
maestro Gian Piero Reverberi, giusto
per citarne alcuni). Secondo la vulgata, ricorrente in questi anni, Battisti
era un uomo con un carattere riservato, schivo, per alcuni al limite della
ruvidità Ma di queste caratteristiche personali possano testimoniare solo le
persone che lo hanno affiancato nell’amicizia e nella professione. A noi
rimangono le sue canzoni, straordinarie nel periodo vissuto con Mogol, e le sue invenzioni, le sue
intuizioni che i capitoli dedicati agli album scritti con Pasquale Panella evidenziano come un’altra manifestazione del suo
genio. Un bel libro, scritto con passione e cuore, che ha nel finale una
interessante appendice (videografia, cover delle sue canzoni, produzioni,
canzoni inedite) che rende il tutto (semmai ce ne fosse bisogno) ancora più
appetibile sia ai fans inveterati che alle nuove generazioni che si sono persi
l’epopea di questo grande musicista che ha saputo fare convivere nella sua
produzione la canzone nelle sue forma più popolari, il melodramma, il rock ed
il progressive, ma il rhythm and blues, la musica pop e la sperimentazione.
Luciano Ceri
Coniglio Editore
2009
478
