Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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Fin dall’entrata in scena è
evidente che sarà uno show spaziale, in senso letterale e figurato: che sia
“-scienza” o “-politica”, Caparezza
gioca con ogni “fanta-“ immaginabile per graffitare
a tratti colorati e deformanti una realtà italiana in tragico collasso. E di
fatti l’esordio è con Vengo dalla Luna
e Cacca nello Spazio, due
brani-simbolo dell’universo di temi che il “Capa” afferra, scuote e ribalta con
le raffiche di parole di ogni suo lucido delirio musicale.

Con il supporto dell’insospettato
talento scenico di Diego Perrone (seconda voce) e di Gaetano Camporeale (tastiere), preziosissime spalle
comiche e musicali, Caparezza congegna lo show sul filo di un canovaccio nel
quale non mancano spassosi momenti cabarettistici, a raccordo di una scaletta
che de-costruisce il suo ultimo concept album, “Le dimensioni del mio caos”,
per rimontarlo in un pazzo ma coerente mosaico con i brani dei dischi
precedenti. E in tutto questo manda in cortocircuito il vortice citazionista che
infarcisce tutti i pezzi con momenti come la messa in scena alla “Mago di Oz”
per Iodellavitanonhocapitouncazzo, il
Capa-PacMan che introduce la videoludica Abiura
di me
, o il siparietto con Diego Perrone-Jolicoeur (la scimmietta del
cartone “Dolce Remì”).

Musicalmente la band esegue e
non esagera, ma valorizza gli arrangiamenti delle hit del passato (come la
sezione ritmica “pestatissima” di Torna
Catalessi
). A raccogliere le ovazioni del pubblico sono però le instant
classic Vieni a ballare in Puglia e Abiura di me, impreziosita da una
trascinante coda elettronica. A chiudere l’adrenalinico e coinvolgente
spettacolo, il tormentone Fuori dal
tunnel
e La rivoluzione del
Sessintutto
, che in pieno stile hard rock vede la spettacolare distruzione
della Stratocaster che il Capa ha maneggiato per tutto il pezzo.

Spaziando tra i generi e i
media, il “Capa” ricicla tutto per massimizzare il potenziale pacificamente
eversivo della sua musica, che spara a zero su un’Italia grottesca, fatta di
politici farneticanti, di patrimoni culturali sabotati, di mode standardizzanti
e repressive, di razzismi dilaganti. Lo dice lui stesso: «io faccio politica
pure quando respiro, questi argomenti mi fan sentire vivo in mezzo a troppi
zombie da Resident Evil».

Artista:
Caparezza
Location Concerto:
Palasharp, Milano
Data Concerto:
15/10/2008