Giovanni Tommaso ha impiegato tre ore – trascorse tra parole e
musica – per rendere il doveroso omaggio alla sua carriera, che lo vede protagonista
da cinquant’anni della scena jazz italiana e non solo. Un percorso multiforme
il suo, che sul palco ha reso necessario un continuo cambio di formazione,
intervallato dalla presenza di critici musicali e personaggi che hanno vissuto
da vicino il cammino, non solo musicale, del musicista romano, svelandone
aneddoti e curiosità. Doverosa apertura con il Quartetto di Lucca, al fianco del
fratello Vito, dove il contrabbassista ha conosciuto gli esordi in un jazz
pionieristico che lo vedeva attraversare l’Italia, magari solo in cambio di un
piatto di tortellini, per suonare e sudare con il suo contrabbasso, strumento che
tratta con rispetto ed eleganza, incline ad uno sviluppo tematico mai di
circostanza. È lui stesso a ricordare, tradendo anche un pizzico d’emozione, la
voglia giovanile di andare negli States per toccare con mano il jazz dei grandi
maestri, riuscendo a fare di quelle lezioni un sunto personale che lo porterà
alla realizzazione del progetto più innovativo: Il Perigeo. La performance con D’Andrea, Fasoli, Biriaco e Sidney è stata uno dei momenti più
esaltanti dell’intera serata, grazie alla loro intatta affinità stilistica. Non
da meno le esibizioni con i trii: storico quello con Amedeo Tommasi e Gegè Munari;
di grandissima classe la proposta con Roberto
Gatto e Franco D’Andrea;
esplosivo il mini-set con Stefano
Bollani e Roberto Gatto, ex
buone promesse che sono diventate grandi realtà grazie anche alla sua
lungimiranza. Sul palco si sono ritagliati
spazi importanti anche Daniele
Scannapieco (nel Progetto Cinema e nell’attuale formazione Apogeo), la
vocalist Carla Marcotulli (gemma del
GT Quintet) e altri ottimi partner che in varie fasi hanno attraversato la
storia del maestro come Danilo Rea e
Claudio Corvini. Serata magnifica e
dalla grande intensità emotiva, che ci ha lasciato con un’ultima certezza: Tommaso,
vista la grinta che ha dimostrato nel set conclusivo con gli Apogeo, non ha
ancora voglia di mettere il punto a una storia scritta a lettere maiuscole. Chapeau.
Giovanni Tommaso
Sala Petrassi, Auditorium della Musica di Roma
30/09/2008
