Che Gianluca Petrella sia molto più apprezzato nel mondo che in Italia
lo dimostrano le diverse poltroncine lasciate vuote nella Sala Petrassi
dell’Auditorium, durante l’esibizione della sua Cosmic Band, una delle proposte più curiose e innovative
dell’intero programma del Roma Jazz Festival di quest’anno. Petrella e i suoi musicisti –
nove elementi che interagiscono con il trombonista senza perdere mai il filo di
un discorso complesso e articolato – danno vita a un’esibizione dalle
molteplici chiavi di lettura, basata su un jazz che nasce dal contrasto, che
trova nei deragliamenti formali la sua ragione d’esistere e sfocia, con immenso
piacere da parte di chi ascolta, in un delta timbrico ampissimo. Gianluca, spesso, suona il suo strumento
rivolto verso il cielo, cercando l’ispirazione tra gli Dei, senza distinzione d’epoche
e stili: invoca l’anima di Sun Ra (dalla quale prende vita l’intero progetto); trova
spunto nell’inventiva di Frank Zappa; cerca nella visionarietà di Syd Barrett
la pennellata d’autore. Si muove tra gli strumentisti incitandoli
continuamente, ne campiona i suoi per poi rimetterli in gioco, filtrati, distorti,
nuovi; in un continuo approccio teso al raddoppio, al rischio ritmico-melodico
sul quale crea l’intera performance. La
Cosmic Band risponde senza esitazione: lontani dal compitino
tutti i musicisti, vicino alla prestazione perfetta il tenorista Francesco Bigoni che si affianca al leader
senza sfigurare. La sezione ritmica dà
prova d’agilità e consistenza; il pianismo eclettico di Giovanni Guidi e l’elettronica dosata di
Alfonso Santimone mettono in campo ulteriori elementi di (piacevole) disturbo. A Petrella non interessano i
cloni, e si diverte nel rotolare tra le partiture come un hippie nel fango di
Woodstock. Prende volentieri in prestito gli itinerari di Sun Ra per carpirne i
significati, in una sintesi perfetta tra suoni nuovi e tradizione jazz. La
cifra stilistica della Cosmic Band cresce col passar dei minuti, e il cerchio
si chiude con una versione sontuosa di The
Cosmics, un tema diventato quasi un inno, un connotato vincente. Difficile incasellare lo stile e
le vedute del jazz eventuale di Gianluca
Petrella: fin troppo semplice prevederne un futuro da protagonista assoluto, e
non solo oltreconfine.
Gianluca Petrella Cosmic Band
Auditorium Parco della Musica (Sala Petrassi), Roma
17/11/2008
