Sconfiggendo
la pioggia e dribblando il paventato sciopero dei mezzi pubblici, il Trio Bobo sbarca all’Università Statale
di Milano per una lezione speciale, la prima del ciclo “Lezioni d’Artista”
promosso dalla Facoltà di Lettere e Filosofia. Fin
alle prime battute, l’ensemble, composto da Alessio Menconi alla chitarra elettrica, da Faso al basso e da Christian
Meyer alla batteria, cerca un contatto diretto con il pubblico:
l’insospettabile mattatore dell’evento è proprio il batterista, anche membro
degli Elio e le Storie Tese insieme al bassista, che, supportato dagli altri
due musicisti, svela curiosità e retroscena dietro alla composizione o alla
scelta dei brani, che si muovono dal jazz fusion alla afro, infrangendo ogni
confine di genere. Si
inizia con Fast Bulic, un lungo brano
composto dal Trio, un work in progress costruito su «un groove in 2 misure»
(come ci viene svelato dal buon Meyer), in cui si avverte l’inconfondibile
influenza dei Weather Report, specie nei suoni distorti delle linee di basso di
un Faso in forma smagliante. Si passa poi a Drama
in Jamaica, solido elemento del repertorio “bobiano”, un raggae anomalo
suonato in 6/4, arricchito dal solo blues di Menconi. Seguono i suoni brasil di
Poinciana di Buddy Bernier e Nat
Simon, e Boboè, uno dei nuovi brani
dell’ensemble, che Faso stesso descrive come «un giro Motown alla Marvin Gaye,
che però va a finire in Africa». Suoni e note penetrano nell’anima, fanno
muovere mani e piedi, trascinano lontano. Prima
di concludere il concerto, il Trio lascia per un attimo da parte gli strumenti,
per parlare della «musica che ascoltiamo in automobile», svelando le più
disparate influenze che stanno alla base dei loro brani e della loro eccelsa
tecnica strumentale: i nomi spaziano da Brian Wilson agli Ultramarine, dai
Tribal Tech a Miles Davis, e molti nomi suscitano gli applausi di un pubblico
che a digiuno di buona musica proprio non è. Insomma, si parla della materia a
trecentosessanta gradi, e non manca qualche piccolo consiglio ai giovani
musicisti in platea. Il concerto/lezione/incontro si chiude sulle trascinanti
note di Volcano for Hire dei Weather Report, a cui segue un
lunghissimo applauso di un pubblico emozionato. Il
Trio Bobo è puro amore per la musica, è talento che guarda al passato e ne
impara la lezione, per ricreare, stupire ed emozionare. Insomma, il Trio Bobo è
qualcosa di imperdibile.
Trio Bobo
Aula Magna dell’Università degli Studi, Milano
01/12/2008
