Come annunciato, è nata ad Alessandria (via S. Maria di
Castello 8) L’Isola ritrovata,
circolo culturale inserito nel circuito ARCI che si propone come luogo di
ritrovo, con un’ampia programmazione musicale (apertura dal giovedì al sabato, ingresso
riservato ai soci). La megakermesse che l’ha inaugurata, protrattasi fino a
notte inoltrata, non poteva di conseguenza che vedere la massiccia presenza di
artisti della parola in musica (anche perché il legame col Club Tenco è molto
stretto), i quali, dopo il rinfresco di rito, non si son fatti pregare per
metter mano alle chitarre (in realtà sempre la stessa, di Federico Sirianni…) e prodursi in estemporanee quanto godibili
miniperformance. Ha aperto le ostilità Vittorio
De Scalzi (al pari di tutti gli altri accompagnato dal pianoforte – in
realtà una pianola, come più volte ripetuto in una sorta di gustoso tormentone
– dell’imprescindibile Marco Spiccio),
che ha ricapitolato in mezz’oretta una lunga carriera, per esempio attraverso Signore io sono Irish (di Mannerini, De
André e Reverberi, e scusate se è poco) e Una
miniera (di D’Adamo-De Scalzi-Di Palo, e riscusate…), oltre a Vinçenso, brano tratto dal recente album
in genovese “Mandilli” (cioè
“fazzoletti”), il tutto con un palpabile, sano piacere di esserci. Sirianni, a
seguire, si è rimpadronito del suo strumento, mettendo in luce una vena
finalmente matura dopo trascorsi talora un po’ derivativi. E’ stata quindi la
volta, nell’ordine, di Augusto Forin, Cristiano
Angelini, Marco Berruti e Isa (foto), alcuni dei quali hanno alternato
brani propri a omaggi a Tenco: Passaggio
a livello, che il succitato interpretò, ma che è di Jannacci, per Forin; Averti tra le braccia per Berruti; Tra tanta gente, a sua volta di
Salce-Morricone, con Spiccio – come a suo tempo lo stesso Tenco nel soundtrack del film “La cuccagna”,
appunto di Luciano Salce – in veste di interprete. E’ stato quindi il turno di un Max Manfredi quanto mai in palla, che ha proposto Notti slave, tre brani dell’ultimo lavoro
(L’ora del dilettante, Kukuwok e Il regno delle fate) e un’intensa versione dell’inno anarchico Gorizia, lasciando poi l’estremo
testimone a Fabio Caucino, il quale
ha fatto a sua volta seguire a due canzoni proprie una versione per sola voce (à
la
Fossati, per intenderci, finché Spiccio non ha deciso di
riguadagnare la sua postazione dietro la fatidica pianola…) del Disertore di Boris Vian. Una Creuza de mâ intonata (più o meno…) da
tutti i genovesi (De Scalzi, Manfredi, Spiccio, Forin, Sirianni e Angelini) ha suggellato
quindi la serata. Come primi appuntamenti del circolo (tel. 333/5293335), in
marzo ci sono stati Berruti, Banda Elastica Pellizza, Sirianni e Isa. Il 3
e 4 aprile sarà la volta di Max Manfredi, l’11 di Flaco Biondini, mentre per maggio è atteso Germano Bonaveri. Si favoleggia anche di una presentazione del
nuovo romanzo che Francesco Guccini pubblicherà
a breve in coppia con Loriano Macchiavelli e c’è, infine, l’idea di istituire
un premio intitolato a Sergio Bardotti.
L'Isola ritrovata - serata inaugurale
L'Isola ritrovata, Alessandria
07/03/2009
