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Arriva alla sua quinta fatica discografica il cantautore siciliano – ma ormai genovese di adozione Antonio Clemente. Definitivamente affrancatosi da certi (eccessivi?) riferimenti cantautorali (in particolare penso a De André) che erano ancora fortemente presenti nelle sue prime opere – come Infinito – Clemente ci regala un disco dalle forti influenze folk, ma che sa spingersi e inoltrarsi anche lungo le strade del rock, del pop, del tex-med e del gitanismo.

Insomma, certo c’è molta chitarra acustica, ma questo Casavacanze è un disco molto “suonato” con inserti di pianoforte, violino, fisarmonica, mandolino, sax e tromba. Ma non mancano anche strumenti della tradizione siciliana come la tammorra e il friscalettu.

Sedici ballate dal tocco decisamente – almeno in molti punti –  malinconico e nostalgico. Penso alla bellissima La mia casa dove siamo catapultati in un’atmosfera assolutamente intima grazie al suono del violino di Alex Leon. O, ancora, a Parlami di te, brano che ci riporta a certe splendide ballate anni Ottanta (avete in mente il Nino Bonocore di Scrivimi e Rosanna?), con bellissimi interventi di sax (di Francesco Scozzafava). Ma se la ballata è la cifra stilistica di Clemente, non mancano episodi decisamente più “movimentati”, come la ritmata Come il vento (e mi viene il dubbio che qui il riferimento sia a Le vent nous portera dei Noir Désir), canzone che oltretutto abbandona i toni più prettamente lirici per raccontarci una realtà sociale dominata da una sorta di pensiero unico contro cui bisogna ribellarsi: “Cambio direzione come, quando, dove e finché voglio/ Con ostinazione mescolando l’umiltà e l’orgoglio/ Libero finché c’è libertà di andare contro vento”. O ancora la vagamente jazzata Aprile con una convincente apertura pianistica prima dell’intervento degli altri strumenti. E anche in questo caso non mancano i tanti riferimenti musicali di Clemente tra Conte, Jannacci e la canzone popolare.

Come detto, al di là di rimandi qua e là al sociale, il disco appare molto intimo e lirico. Lo dimostrano i richiami nostalgici alla cara e solare Sicilia (La finestra), con tanto di recupero del dialetto in due brani. Mi riferisco a Lu Terremotu (in cui si evoca lo spaventoso terremoto che, nella notte tra il 14 e 15 gennaio del 1968, colpì la valle del Belice, nella Sicilia occidentale, radendo al suolo interi paesi e provocando centinaia di morti, ma che è metafora della precarietà sociale dei siciliani costretti a districarsi tra mafia, latifondismo e assenza dello Stato: “Terra di mafia e parrini/ Terra d’alivi chi pani ‘un ci ‘nn’è/ agghiorna e scura ogni jornu/ e semu ‘ccà/ Cori straviati ‘nta lu ventu/ Tra li barracchi, la crita e lu cimentu/ Fici ‘cchiù danni lu guvernu/ Di quantu ‘nni potti fari lu terremmotu”) e a Ciau Ma’, una struggente lettera alla madre che ormai non c’è più. Una canzone fatta di riferimenti alla propria infanzia felice, a luoghi siciliani lontani forse nel tempo e nello spazio, ma ancora ben presenti nell’animo del cantautore.

Come sottolinea lo stesso Clemente, il disco può essere letto come una sorta di concept album sulla parola “casavacanza”. Parola che rimanda sia alla vacanza e quindi all’estate, alla solarità (Summertime) e al viaggio; che alla casa, luogo invece intimo, dell’animo. Insomma, da una parte la voglia di trovare una pace interiore anche tramite l’amore della famiglia (nel disco si sente cantare anche il piccolo figlio di Clemente) e i ricordi. Dall’altra la voglia invece di evadere da quella casa (che può anche imprigionarci), di ritrovare la vita nel viaggio, nella scoperta di nuovi luoghi (e va da sé tale ricerca è anche una ricerca interiore…ogni spazio è anche uno spazio mentale: “La mia casa ha fondamenta antiche/ Tra i miei pensieri e il vento/ I muri di ricordi e di cemento/ E un tetto di risentimento./ E dentro c’è un disordine discreto/ Tra il pavimento e il cielo/ Letti, storie e sogni da rifare/ Ed occhi stesi ad asciugare”, La mia casa). Un’evasione – pure dai nostri tormenti interiori, dalle nostre fragilità e dal senso di inadeguatezza – che può essere superata anche dal recupero da una dimensione di fratellanza e collettività (Via della pace) oltre che dall’amore per la propria compagna e la propria famiglia (Abbracciami e sogna). Per cui, paradossalmente, l’approdo finale di questa evasione è proprio la Casa (intesa come luogo degli affetti) da portare fuori dalla casa (luogo fisico).

Un lavoro che ha forse l’unico difetto di una tracklist un poco lunga (l’invettiva di P.d.m. – acronimo, reso esplicito nel testo, di “Pezzo di merda” – appare, per esempio, un poco fuori fuoco rispetto al resto del lavoro). Ma anche un disco dove tutto si regge molto bene, che dimostra la maturità di scrittura di Clemente e suonato ottimamente dai tanti musicisti coinvolti.
Casavacanze

Artista:
Antonio Clemente
Etichetta:
Autoprodotto
Elenco Tracce:
01. Intro #2
02. Ode Al Sole
03. La Mia Casa
04. Come Il Vento
05. Parlami Di Te
06. Aprile
07. Ciau Ma’
08. Notte Di Giugno
09. Estasi
10. P.d.m.
11. La Finestra
12. Summertime
13. Lu Terremmotu
14. Via Della Pace
15. Abbracciamo (e Sogna)
16. Resto Un Po' Qui
Produzione Artistica:
Antonio Clemente e Fabrizio Zingaro
Musicisti:
Antonio Clemente: chitarra classica, acustica, tamburelli, voce - Fabrizio Zingaro: pianoforte, fisarmonica in "Come il vento" e "Resto un po' qui", e conga in "Parlami di te" - Folco Fedele: batteria - Giovanni Sanguineti: basso elettrico - Stefano Cocorullo: fisarmonica - Alex Leon: violino in "La mia casa", Come il vento"e "P.d.m." - Renzo Luise: chitarra manouche in "Aprile", P.d.m" e "Via della pace" - Andrea Carozzo: fisarmonica in "Aprile" - Francesco Scozzafava: sassofono in "Parlami di te" e "Estasi" - Hermes Redina: tromba in "Notte di giugno" e "Summertime" - Paola Gocilli: mandolino in "Ode al sole" - Giana Guaiana: tammorra e voce in "Lu terremmotu" - Luca Di Martino: chitarra solista in "La finestra" - Maria Luisa Pala: friscalettu in "Lu terremmotu" - Catalina Wenu-Iaf: percussioni in "Ode al sole" - Kim Schiffo: violoncello in "La mia casa" e "Abbracciami (e sogna)" - Paolo Magnani: chitarra elettrica in "Come il vento" e Abbracciami (e sogna)"
Anno di Uscita:
2024