
Devo ammettere che conoscevo Vincenzo Greco, in arte Evocante, solo di “nome” e quindi ero digiuno anche dei suoi lavori precedenti. Mi sono pertanto stupito, e parecchio, ascoltando il suo quarto e ultimo album dal titolo All’improvviso – Canzoni lievi. E di canzoni lievi, in effetti, si tratta ma di quale spessore e di che ricchezza lirica e sonora…! Si premette che i testi e le musiche sono tutti opera di Vincenzo Greco (a parte Parigi e Sidùn) così come tutto l’album vede l’autore ai vari strumenti presenti nei vari brani.
Evocante è un autore che ha certamente metabolizzato molte delle sonorità che hanno riempito la parte migliore degli anni ’70, coordinandole e condensandole in un affascinante mix di pop sintetizzato, di corrieri cosmici di teutonica memoria, con atmosfere avvolgenti capaci di ammaliare l’ascoltatore con garbo e profondità. L’ascolto di questo album, però, non deve fare incorrere nel fatale errore di (pre)giudizio dove la banalità di affermare che trattasi di una clonazione di Franco Battiato è dietro l’angolo. Tale errore lo si può leggere in due modi. Il primo ci direbbe che Battiato non è replicabile tanto il suo percorso artistico di ‘incontrollabile tensione’ di un essere speciale è davvero unico per la sua molteplice genialità. Lui è stato un artista che ha nuotato nelle note fin da giovane età dimostrando la sua grandezza anche nei brani apparentemente più semplici e cantabili. Il secondo errore sarebbe non comprendere che Evocante ha sicuramente imparato la lezione dei suoni e delle atmosfere concepite in un particolare periodo degli anni ’70, dove Battiato è stato parte attiva (insieme ad un movimento sonoro a carattere europeo) di assoluta novità e ha fatto nuovamente germogliare, agli inizi degli anni ’20 di questo secolo, le atmosfere avvolgenti e stranianti di quell’epoca, di quel percorso.

Un’operazione, questa, di grande delicatezza artistica possibile solo a chi ha compreso bene quell’esperienza, l’ha interiorizzata, metabolizzata e ha cercato, rischiando, di riportarla all’attenzione degli ascoltatori in un periodo storico in cui l’attenzione al suono, nella sua accezione più ampia è distratta da mille altre situazioni. Quella di Evocante è un’operazione musicale e culturale che, ad avviso di chi scrive, vuole riportare l’attenzione su un mondo sonoro che partendo dalla sensibilità e interiorità di chi compone e suona si dirige verso chi ascolta, creando una forte relazione empatica tra musicista e fruitore della musica proposta.
Dodici i brani della selezione musicale dell’album di cui tre dal medesimo titolo, Intermezzo, dalla durata limitata ma contenenti elementi espressivi quasi a concepire una sorta di sala d’aspetto sonora in attesa dello sviluppo dei brani successivi. Pianoforte, tastiere, synth, campionamenti, chitarre e tanto altro sono gli strumenti che guidano alla scoperta delle atmosfere sonore racchiuse nei brani proposti. Una particolare segnalazione va a Tornerà la luce con la voce narrante di Vittorio Gassman, che racconta della sua depressione e dell’attimo della relativa guarigione a cui si accompagnano sonorità martellanti che riportano al tempo di “Pollution”. Tanta l’elettronica presente nei brani proposti ma usata con grande arguzia, perizia e delicatezza, quasi una tavolozza di colori che compone i brani con ammirabile perizia. Volendo trovare un aggettivo che racchiuda il contesto complessivo dell’album diremmo “discorsivo”, nel senso che i brani appaiono legati come una lunghissima suite dal punto di vista delle atmosfere mentre le liriche raccontano di situazioni differenti l’una dalle altre a conferma della varietà dei temi che danno corpo all’album. Un album che, si badi bene, non rappresenta una sterile operazione nostalgia di un tempo passato, bensì trattasi di un altro passo nel percorso artistico dell’artista calabrese capace di proporre un progetto artistico di particolare suggestione.

Si segnala, inoltre, che dalla verve creativa di Vincenzo Greco – Evocante, è scaturito lo spettacolo dal titolo ‘L’infinito tra le mani – spettacolo su temi proposti da Franco Battiato’, che attraverso la presentazione di brani scritti dal musicista siciliano affronta temi specifici che hanno come focus la ricerca del Sé interiore. Ricerca che richiama quella domanda inesorabile e ineludibile, “Ti sei mai chiesto quale funzione hai?”, che nel 1972 chiudeva l’album “Pollution” e che, ancora oggi, ci perseguita…
(foto tratte dai profili social dell’artista)

Vincenzo Greco / Evocante
Dialettica Label / Tunecore/ La Stanza Nascosta Records
01. Lunedì
02. Diario di bordo
03. Intermezzo 1
04. All’improvviso
05. Salvami
06. Intermezzo 2
07. Parigi
08. Sidùn
09. Intermezzo 3
10. Raccontami di te
11. Tornerà la luce
12. Finale aperto
Vincenzo Greco
Testi, musiche ed arrangiamenti di Vincenzo Greco
(tranne 'Sidùn' di Mauro Pagani/Fabrizio De André e 'Parig' di Pasquale Panella/Enzo Carella).
Musicisti Vincenzo Greco: pianoforte, chitarra elettrica ed acustica, basso elettrico, sintetizzatori (con suoni personalizzati). Partiture orchestrali scritte e suonate dall’autore su tastiera midi non programmata (utilizzando la libreria BBC orchestra).
2024
34:10
