Domenica 30 agosto, in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto ad Albanella, nel cuore del Cilento, è andata in scena la ventesima edizione del Premio Botteghe d’Autore, palco importante ormai da molti anni e quest’anno, complice la celebrazione delle venti candeline, tirato a festa perché coperto in funzione anti-pioggia (che poi non c’è stata) e corredato da un maxischermo. A completare la cornice una presenza di pubblico importante, un sold out potremmo dire se fossimo a teatro, visto che non c’era davvero un posto libero neanche in piedi.

Un Premio sempre molto ambito per giovani talenti della canzone d’autore, talenti che ci sono, esistono, vivono, o meglio, sopravvivono, in un tempo in cui i media sono piuttosto distratti, e dell’industria discografica che fu restano poche incerte vestigia, per non parlare dei locali un tempo dedicati alla musica live che, uno dopo l’altro, abbassano tristemente le serrande. La musica live, secondo i più recenti report della FIMI risulta in crescita, e tuttavia i grandi eventi si accaparrano oltre il 90% dei volumi e dei fatturati, mentre agli eventi minori, numerosissimi, restano le briciole, e agli artisti emergenti, spesso neppure quelle.
Controcorrente ma coerentemente, il Premio Botteghe d’Autore persegue nel suo percorso concettuale: offrire, nell’ambito di una gara leale, un palco ed un pubblico a giovani artisti promettenti, creando le condizioni affinché i più talentuosi di essi possano provare, palco dopo palco, a spiccare il volo. Spesso è andata proprio così, leggendo l’albo d’oro dei vincitori: Francesca Incudine, Carlo Mercadante, Avincola, Erica Boschiero, Piji, sono tra i vincitori di Botteghe d’Autore che poi si sono distinti nel loro percorso artistico.
Quest’anno c’è stata una novità: la partnership del Premio Botteghe d’Autore con il Rotunnella Fest, festival dedicato all’olio di oliva che prende nome dal termine dialettale con cui localmente viene chiamata la Rotondella, pregiata cultivar di olivo tipica della zona di Albanella. Il connubio ha consentito di “apparecchiare” tre giorni di festa e di musica, il 28-29-30 agosto, in cui nel borgo cilentano, brulicante di avventori e spettatori, sono sorti stand gastronomici nelle piazzette, nelle strade e nelle antiche corti, con un’offerta gastronomica delle bontà cilentane, fra cui il Ginoli, un gin aromatizzato all’olio d’oliva somministrato presso lo stand ‘Venit a bev’, e con l’esibizione di artisti del calibro di Mille, Dutch Nazari e, nella serata del Premio Botteghe d’Autore, Niccolò Fabi, al quale è stato conferito il Premio alla carriera.

Ivan Rufo, direttore artistico della kermesse sin dall’edizione numero uno (qui in alto nella foto), e presidente dell’Associazione Botteghe d’Autore, sovrintende, con i suoi volontari, all’organizzazione, alla logistica, all’accoglienza degli artisti, insomma a tutto o quasi. Il quasi non comprende ovviamente il service, e la conduzione della serata, affidata in continuità con il recente passato alla bravissima Melissa Di Matteo, che ha dialogato con gli artisti in gara, consentendo al pubblico di conoscerli meglio, al di là del brano interpretato.
La gara canora ha visto l’esibizione di dieci finalisti, che hanno superato le forche caudine del direttore artistico e dei suoi più stretti collaboratori. Dieci finalisti di diversa provenienza geografica che, con i loro diversi generi musicali, hanno interpretato un brano ciascuno. Come dicevamo, questo appuntamento ha un livello medio dei finalisti di tuto riguardo ed anche quest’anno non sono mancate esibizioni che, per creatività e padronanza del palco, lasciano ben sperare per il futuro.

Quest’anno la giuria ha conferito il premio di vincitore assoluto a Laura B, artista bresciana, e milanese di adozione, attiva sulla scena musicale dal 2015, e finalista, in questo lasso di tempo, ai concorsi nazionali Premio InediTO Colline di Torino, L’Artista che non c’era, Premio Pierangelo Bertoli, Premio Città di Leonforte e Onda Rosa Indipendente. Il suo brano, Elisa, un pop-rock duro e tagliente, racconto di un femminicidio, gli è valso il massimo riconoscimento della serata.
Il premio per il Miglior Testo è andato ad Antonio Calabrese, con il brano Spalle al mare. Cantautore salernitano, ha già una buona esperienza live, avendo suonato in location prestigiose come il Teatro Trianon Viviani di Napoli e condiviso il palco anche con Francesco Di Bella, Giovanni Block, Bobo Rondelli, Beppe Barra. Il premio per il Miglior Arrangiamento se l’è aggiudicato Dimaggio, con Consiglio Comunale, una ballata pop autobiografica. Migliore Interpretazione, infine, per il gruppo pesarese Lisandro e lo stretto superfluo col brano Il bassista del mio gruppo, ensemble di forte presa live che propone una musica cantautorale, impastata di teatro e con una spolverata di follia. Gli arrangiamenti hanno un sapore a volte funky a volte jazz: loro lo chiamano “funkazz”, ma l’esibizione è stata davvero gradevole, e divertente, fra sberleffi ed ironica amarezza.

Fuori concorso si è esibito Davide Napoleone, cantautore campano, autore e producer ormai affermato sulla scena musicale nazionale e, dopo le liturgiche premiazioni, una piazza più assiepata e gremita che mai ha accolto entusiasta il mini-set acustico di Niccolò Fabi, reduce dal fortunatissimo tour estivo, che ha regalato al pubblico alcuni dei suoi capolavori: Solo un uomo, Una somma di piccole cose, È non è, Vento d’estate, Costruire. Non c’è dubbio che per celebrare il ventennale del Premio, il direttore artistico Ivan Rufo, scelta migliore non poteva farla.
Nicc è un artista straordinario nella sua apparente normalità. Dopo lo spettacolo lui, antidivo per costituzione, si è mischiato alla folla, ha raggiunto con gli organizzatori e gli artisti nella corte dove è stato servito un (mica tanto) frugale rinfresco all’aperto, si è sistemato sui gradoni di una vecchia chiesa sconsacrata del decimo secolo, conversando amabilmente con le persone. Nicc è uno che, prima ancora di saper scrivere, parlare e ovviamente cantare, sa ascoltare. La sua “fabiglia” di fans appassionati riempie ogni location in cui si esibisce, creando un vero “scambio” di emozioni fra l’artista ed il suo pubblico. Non è da tutti, e onore al merito.

Spente le venti candeline con grande partecipazione di genti, Botteghe d’Autore guarda al futuro. E noi crediamo che meriti le migliori fortune. Arrivederci ad Albanella!
Botteghe d'Autore
Albanella (Sa)
30/08/2026
