Metti un luogo incantato dove la musica si fonde con il paesaggio e le Vie si riempiono del Suono, delle voci di artisti e di un pubblico locale, ma anche di turisti che d’estate raggiungono queste oasi di pace. Stiamo parlando di Pievepelago, un paesino di duemilatrecento anime posto ai piedi del Monte Cimone, nell’alto Appennino della provincia di Modena, dove le colline vanno a braccetto con quelle toscane di Lucca diventando poi Garfagnana.
Da molti anni a Pievepelago si svolge infatti “Le Vie del Suono” un festival che nasce oltre dieci anni fa con l’intento di unire la cultura del bello (dei luoghi, della musica, della scrittura, ecc) in una kermesse estiva che potesse portare nel paesino modenese nomi rappresentativi del panorama italiano e internazionale facendoli interagire appunto con le vie e le bellezze del luogo.
Negli anni molte le presenze di spessore, come Lee Konitz (qui a fianco nella foto), Nada, Mauro Pagani, Vinicio Capossela, Paolo Fresu, Stefano Bollani, solo per citarne alcuni, e pur non godendo di grandi finanziamenti (pratica comune ormai alla stragrande maggioranza dei festival in ogni parte d’Italia), Gaspare Bernardi – direttore artistico e deus ex machina della manifestazione – anche quest’anno è riuscito a mettere insieme un cast di forte spessore. La rassegna, sostenuta principalmente dalla provincia di Modena, è ideata e diretta da Bernardi stesso e si avvale della collaborazione organizzativa e logistica dell’Associazione Corno Magico.
Si comincia sabato 04 agosto con K-Conjog. Napoletano di nascita, ma musicista dal suono decisamente internazionale, Fabrizio Somma (questo il suo vero nome) ha da poco fatto uscire il suo secondo album dal titolo “Set Your Spirit Freak”, dopo che il suo disco d’esordio del 2009 aveva sorpreso la critica per quella sua capacità di usare elettronica, reminescenze folk e in alcuni casi anche passaggi orchestrali. E anche con questo nuovo album K-Conjog sta ricevendo apprezzamenti da pubblico e critica. La sua proposta (musica + visual) è una miscela delicata ed esplosiva al tempo stesso, che lo pongono come uno dei giovani artisti italiani, seppur ancora poco conosciuto in terra natia, tra i più seguiti aldilà delle Alpi.
Dopo tre giorni, martedì 07 agosto, è la volta di Petrella & Furtherset. Un concerto, questo, che si preannuncia davvero interessantissimo, visto che sul palco salirà uno dei jazzisti italiani (e comunque musicista tour court) più talentuosi degli ultimi anni, quel Gianluca Petrella che con il suo inseparabile trombone riesce a colorare e ad arricchire ogni brano in maniera sempre personale e nuova.
Sul palco però non sarà attorniato dai “soliti” straordinari jazzisti a cui ci ha abituato, ma al suo fianco ci sarà Tommaso Pandolfi, in arte Furtherset, che nonostante la giovanissima età (ha solo diciassette anni e da due fa concerti/djset) ha già dimostrato di saper addomesticare l’elettronica e le sue infinite potenzialità con grande perizia, con risultati e prospettive in forte ascesa. Vedremo se queste premesse sfoceranno in qualcosa di davvero nuovo (sua la foto in homepage, in apertura del servizio), nel frattempo però questi due artisti hanno voglia di sperimentare divertendosi. Quella di Pievepelago sarà la prima data in Italia per questa insolita formazione che unisce jazz ed elettronica e, se le anticipazioni verranno confermate, daranno vita anche ad un album con uscita prevista in autunno.
Sabato 18 agosto, grazie alla collaborazione con il Premio letterario Frignano (che sempre a Pievepelago il 25 agosto assegnerà le targhe 2012), a salire sul palco sarà il poeta Paolo Nori, che accompagnato al clarinetto da Mirco Ghirardini, presenterà un reading molto suggestivo. Un susseguirsi di racconti, di stralci di vita quotidiana, pezzi di vita vissuta che Nori ama mettere su carta (è attivo anche come giornalista, collaborando con alcuni quotidiani nazionali dove tiene una sorta di diario-blog) per poi condividerli. Parmigiano, Nori ha girato molto per mondo e tra le sue passioni c’è sicuramente quella per la letteratura russa (ha lavorato anche come traduttore) e per i romanzi. Grande affabulatore, quella di sabato 18 sarà certamente una delle serate più particolari del festival, ce lo dice anche il titolo dello spettacolo: “9 favole belle e una brutta”…
Solo qualche giorno dopo, mercoledì 22, ecco l’atteso concerto di Raiz + Radicanto. Raccontare cosa possa essere uno spettacolo di Raiz è cosa complicata e per certi versi vana, vista la sua duttilità e la moltitudine di progetti che l’artista napoletano sta portando avanti in questi ultimi anni (tra i tanti ricordiamo quello con Fausto Mesolella, talento indiscusso della chitarra). Nell’occasione, dividere il palco con i Radicanto significherà riproporre i brani di “Casa”, il nuovo lavoro (uscito a giugno per Arealive) che porta la firma appunto di Raiz+Radicanto.
Il gruppo barese, forte della sua continua ricerca musicale, ha condiviso con l’ex-Almamegretta il concetto di casa, di un casa della musica che raccolga le nostre radici (e non solo le nostre), per non disperdere suoni e voci senza tempo. Le canzoni nel disco sono perlopiù di Raiz – e quindi presumibilmente anche nel live – ma trovano spazio anche alcuni brani tradizionali italiani e internazionali. Un binomio ben riuscito che siamo certi dal vivo regalerà ritmo ed energia.
Una serata importante, questa, anche perché verrà attivata una raccolta fondi per le popolazioni terremotate che hanno vissuto il dramma a poche decine di chilometri da lì.
Le Vie del Suono edizione 2012 si chiude venerdì 24 agosto con lo spettacolo di Gaiber Project. In questo caso, e solo per quest’ultimo spettacolo, cambierà la location. Non più in centro a Pievepelago, ma bensì a Lama Mocogno (
Nome nuovo nella scena musicale italiana (sono attivi solo da qualche anno), dietro la formula Gaiber Project si mischiano però artisti già conosciuti ed apprezzati in ambito nazionale e altri più nuovi. A tirare le fila troviamo Gaspare Bernardi, polistrumentista e grande appassionato di letteratura ma soprattutto grande divulgatore e suonatore di corno francese, strumento a fiato dal suono bellissimo che Gaspare riesce a trasferire nei suoni brani e nei concerti. Insieme a lui alcuni dei musicisti storici che lo hanno accompagnato in questi anni.
Ricordiamo che Bernardi ha pubblicato il suo primo album nel 2000 (il suggestivo “L’Arco terrestre”, con la presenza anche di Vincenzo Zitello), seguito qualche anno dopo da “Estati lontane” (con grandi ospiti, tra cui citiamo almeno Paolo Fresu) e ha da poco ha fatto uscire “Cor’n Connexion”, album strumentale, impreziosito in alcuni brani dalla tromba di Giorgio Li Calzi.
Un progetto nuovo dicevamo quello dei Gaiber Project, ma che affonda le radici nel passato di un musicista di spessore che in questi anni di cambiamenti ha sempre cercato di aggregare suoni e persone, cambiando ma cercando sempre l’armonia nella sua accezione più pura. E così adesso, come dicevamo prima, oltre ai suoi musicisti storici, ha chiamato a raccolta una manciata di giovani e dinamici artisti (tutti della stessa zona dell’Appennino dove si trova Pievepelago e di cui è figlio illustre anche lo stesso Bernardi). Lo spettacolo che propongono i Gaiber Project è multimediale, quindi non troverete solo musica, ma anche veloci reading e soprattutto immagini, in un caleidoscopio di suoni e luci che affascinano.
Per altre informazioni: cornomagico@yahoo. it
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