L’allergia alle cose che ho amato è il primo album di Ivo Mancino, in arte semplicemente Mancino, cantautore partenopeo classe ’98, vincitore della 18° edizione del premio Botteghe d’autore 2024 con l’ottimo singolo Colpa del mondo, che fa parte dell’album.
Pubblicato per Disordine Dischi, dopo cinque anni dall’EP “Monologhi” ed anticipato dal singolo Una verità, il progetto discografico si compone di 7 tracce che raccontano, seguendo un fil rouge ideale, le emozioni che fanno seguito ad una storia d’amore ormai finita. Il titolo è riferito infatti a un sentimento passato, che nella percezione del presente e quindi nel quotidiano è divenuto un malessere lenito forse solo dal suo stesso racconto e soprattutto dalla complicità della musica. Musica che si fa quindi antidoto, via verso il futuro, una sorta di lasciapassare che permette di attraversare l’amore, e pure il dolore che in questo caso ne consegue, per andare oltre. Lo sappiamo bene del resto quanto proprio la musica spesso riesca a colmare le mancanze e cullare i malesseri, riuscendo ad alleviarli.
Il brano che apre l’album, L’allergia, fa comprendere che ciò che è “tossico” al nostro organismo vada accuratamente evitato, tenuto distante per non mettere a rischio la nostra stessa sopravvivenza, e che quindi anche un amore finito debba essere superato, esorcizzato, chiuso a chiave in qualche luogo dell’anima che per un po’ non andremo a riaprire se desideriamo “spazzare” la nostra vita dalla sofferenza che “tutto quel tempo sprecato” ci ha lasciato addosso.
Attraverso un filo ideale – appunto Il filo è la traccia numero 6 dell’album, che conduce verso l’uscita dal labirinto interiore tentando al contempo di ricucirne le ferite – il disco si sviluppa in divenire, immagine dopo immagine in modo quasi cinematografico sullo sfondo di “una Napoli di prima mattina” (Menomale), con la consapevolezza di affrontare passo dopo passo un percorso di crescita emozionale.
Analizzando i diversi punti di vista e realtà personali – “ci siamo detti una verità, meglio così” (Una verità) – le parole scavano una traccia decisa, tra citazioni che si rifanno alla tradizione cantautorale partenopea (Bennato e Pino Daniele sono forse le più evidenti) e sottili echi battistiani.
L’album si snoda con delicatezza attraverso brani di piacevole ascolto e impatto emotivo mentre la voce, sicura protagonista, si muove accattivante intorno a testi accurati su melodie dinamiche e orecchiabili (nel senso migliore, cioè coinvolgenti, che si lasciano ricordare).
A chiusura e tra gli episodi migliori del disco Sciulea, un brano acustico in lingua napoletana con il prezioso sax di Bruno Tomasello che ci racconta le atmosfere di questo amore che si è trasformato e, “scivolando” appunto verso l’inesorabile fine, si fonde con un nuovo inizio.
Così come pensiamo che questo esordio discografico di Mancino abbia tutte le caratteristiche di un promettente inizio.

Mancino
Disordine Dischi
01. L’allergia
02. Menomale
03. Un tempo lontano
04. Una verità
05. Colpa del mondo
06. Il filo
07. Sciulea (feat. Bruno Tomasello)
Ivo Mancino
Ivo Mancino, chitarre e voce - Michelangelo Bencivenga, chitarra - Bruno Tomasello, chitarra e sassofono - Sem Marasco e Roberto Porzio, tastiere - Daniele Cortese, basso e tastiere - Mario Romeo, batteria e tastiere
2024
26:00
