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Della figura di Enrico Berlinguer si è parlato molto, in questi ultimi tempi, in occasione del quarantennale della sua scomparsa e dell’uscita del film di Andrea Segre a lui dedicato, riportando l’attenzione sullo spessore, sull’integrità e sulla grande umanità di un personaggio fondamentale sulla scena politica italiana e suscitando l’interesse nei suoi confronti da parte di coloro, per motivi anagrafici, non hanno vissuto l’epoca in cui, dal 1972 al 1984, il PCI rappresentava circa il 30% dell’elettorato. Tra questi ultimi possiamo annoverare il cantautore romano Cigno, classe 1992, che all’assenza dell’iconico segretario del PCI e alla deriva in cui versa la società contemporanea ha dedicato il suo terzo lavoro in studio.

 

Il titolo dell’album, Buonanotte Berlinguer, merita più di una riflessione: “buonanotte” può infatti essere inteso come l’estremo, riverente e affettuoso saluto ad un uomo politico che non ha avuto eredi a livello di caratura e di impatto sulle masse popolari. Ma potrebbe anche trattarsi di una amara riflessione sul fatto che, dopo la prematura dipartita del leader comunista, stroncato da un ictus a soli 62 anni, il suo partito ha gradualmente perso consensi a causa dell’evolversi della società e delle vicende storiche italiane ed europee, mentre la sinistra nostrana è attualmente frammentata e non sembra rappresentare una credibile alternativa, almeno in termini di risultati elettorali, alla maggioranza di governo.

 

L’intento di Diego Cignitti (questo il suo vero nome) è quello, come egli ha dichiarato in una recente intervista, di “elaborare il lutto” di una serie di valori che, per quanto non tramontati, stentano ad affermarsi a livello politico e culturale, anche a causa del dilagante individualismo diffuso soprattutto tra i giovanissimi. Al tempo stesso egli vuole dimostrare che impegno e coscienza sociale e civile siano doverosi, nella complessità del mondo contemporaneo, da parte di un artista musicale. E il cerchio nero sul volto di Berlinguer che campeggia sulla copertina dell’album vuole evocare un’eclissi che oscura il sole, quel “sol dell’avvenire” che continua a risplendere malgrado le ombre che lo offuscano.

 

Buonanotte Berlinguer è una sequenza di tredici brani che spaziano tra industrial, noise, post-punk, new wave, litanie e canto popolare, denunciando i mali della società odierna e dissacrando valori tradizionali e istituzioni tra rabbia viscerale e sarcastico dileggio. La tracklist si apre in modo esplosivo con Il tuo schiavo sta arrivando, che stigmatizza le disumane condizioni di alcune categorie di lavoratori, i “nuovi schiavi” della nostra epoca, vale a dire corrieri e riders, sottopagati e sfruttati tra l’indifferenza generale: il cantautore lancia anatemi contro le massime istituzioni, dallo Stato al Vaticano, ma anche contro la guerra a Gaza e gli assassini di Giulio Regeni.  L’alluvione del padrone rincara la dose evocando disastri (è citato il Vajont), malaffare, corruzione, stragi senza possibilità di redenzione (“l’uomo è atrocità”). Si cambia completamente registro con Cando del Primo Maggio, brano a cappella che rievoca stilemi classici, abbassando però il registro a livello popolare mediante l’uso del romanesco (Voglia de lavora′/Saltame addosso a maggio/Campo pe’ fatica′) per dare voce, ancora una volta, a chi è vittima dello sfruttamento.

 

Errico Malatesta è un omaggio a uno dei padri dell’anarchismo italiano mentre La dottrina si scaglia contro le mancanze della sinistra e in particolare contro le “omissioni di pace”, cioè l’incapacità del nostro governo di dichiararsi esplicitamente in favore della cessazione di tutti i conflitti. Leningrado è poi una citazione esplicita dei CCCP nel contenuto e nella forma, con basso pulsante, cantato “ferrettiano” e sonorità new wave che sembrano arrivare direttamente da “Socialismo e barbarie”, mentre il Cimitero Partigiano, ove si odono litanie e spari, si popola di fantasmi in un’atmosfera oscura e spettrale. La title track tratteggia uno scenario onirico nel quale il leader comunista, dopo essere risorto, viene assassinato, in una sorta di incubo che rievoca l’omicidio di Aldo Moro, fautore insieme ad Enrico Berlinguer della strategia del “compromesso storico” che avrebbe portato il PCI al governo, mai attuata proprio a causa della scomparsa dello statista democristiano. La sequenza si chiude, letteralmente, con Un minuto di silenzio, la formula commemorativa utilizzata in occasione di lutti e le grandi tragedie, e forse più di un minuto sarebbe necessario per ripensare alla figura di Enrico Berlinguer, figura carismatica, uomo intransigente e rigoroso ma anche dotato di qualità umane che lo rendevano vicino al proprio affezionato e fedele elettorato.

 

Buonanotte Berlinguer è un album eterogeneo nelle sonorità e nei linguaggi, a tratti volutamente aspro e diretto come un pugno nello stomaco, ma rappresenta un apprezzabile intento da parte di un artista delle nuove generazioni di parlare ai propri coetanei, e non solo, di un personaggio che per la sua statura morale e le proprie capacità ha lasciato un grande vuoto sulla scena politica italiana. Ricordiamo che l’album è edito da Avantgarde Music su vinile, da Audioglobe su CD e digitale e da Dirt Tapes su cassetta.

Buonanotte Berlinguer
Foto di Matteo Consolazione
Artista:
Cigno
Etichetta:
Dirt Tapes / Audioglobe / Avantgarde Music
Elenco Tracce:
01. Compieta, ora terza
02. Il tuo schiavo sta arrivando
03. H
04. L'alluvione del padrone
05. Cando del Primo Maggio
06. Errico Malatesta
07. Cimitero Partigiano
08. Avantieri
09. La dottrina
10. Porrajmos
11. Leningrado
12. Buonanotte Berlinguer
13. Un minuto di silenzio
Anno di Uscita:
2024