Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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‘Dai diamanti non nasce niente’ è la 19° edizione dell’omaggio a Fabrizio De André, promossa dallo Spazio Gloria – Circolo Arci Xanadù, che rappresenta anche i 19 anni di vita della monosala cinematografica comasca. Un luogo di cultura, musica, idee ed aggregazione, che da quasi un ventennio resiste al mainstreaming delle multisale proponendo soprattutto cinema, ma anche eventi musicali che, ci permettiamo di dire, hanno sempre un filo rosso chiamato qualità. Nel periodo che gira intorno all’11 Gennaio, giorno in cui Faber ci ha lasciato per i “verdi pascoli”, siamo sommersi da decine e decine di omaggi, spesso pedissequi, al cantautore genovese.
Spazio Gloria ha scelto di rivolgersi, e proporre al pubblico, progetti originali che aggiungessero qualcosa alla semplice riproposizione del repertorio Deandreiano.

Di questa rassegna L’Isola ha voluto seguire ‘Quello che ho capito di De André’, spettacolo di parole (tante) e musiche (poche) di Federico Dragogna, musicista, autore, produttore, noto soprattutto per essere il chitarrista de I Ministri.

La serata parte con l’esibizione di Tommaso Imperiali, giovane cantautore comasco che ha proposto la sua versione di alcuni brani di De André, oltre ad alcune canzoni del suo primo album di recente uscita. Quello di Federico Dragogna è, invece, uno spettacolo che nasce, e si nutre, dell’amore e del rispetto per De André che ha introiettato fin dalla sua infanzia.

 

“Fabrizio De André è stato per me una specie di animale guida per tutta la mia vita, quindi questo spettacolo non è stata una scelta strumentale, ma una scelta molto profonda, che mi riguarda.
È stata una scoperta che ho fatto quando ero un ragazzino, ed in fondo gli adulti non sono mai riusciti a dirmi niente di più di quanto già mi stavano dicendo le sue canzoni, dentro. A un certo punto, ho voluto fare i conti con questa mia storia, con questo personaggio che mi aveva accompagnato per tutto il tempo, in momenti chiaramente diversi. Mi ha accompagnato nell’infanzia e, poi, nell’adolescenza. Quindi ho cercato fare di questa esperienza uno spettacolo. E, in fondo, credo che lui avrebbe apprezzato questo spettacolo, avrebbe apprezzato che sia stato creato con amore e rispetto, ma senza timore referenziale”.

 

Dragogna racconta di aver ‘scoperto’ De André da giovanissimo, scovando nella libreria del padre un CD, che era poi “Le nuvole”, e se ne innamora. E, in effetti, non è casuale che il primo brano dello spettacolo sia proprio l’introduzione parlata de Le nuvole. Su di un palco volutamente scarno (un tavolino con un Pc, due microfoni, una chitarra acustica ed un affabulatore su uno sgabello) racconta, racconta per oltre due ore De André e se stesso in relazione al suo mentore.

 

Davvero non è un “concerto” nel senso classico del termine ma una storia intima, e comunque collettiva, fatta di parole, brevi estratti raccolti, interventi in cui ritroviamo lo stesso Faber, ma anche Paolo Villaggio e citazioni da Brassens. La scaletta dei brani è quasi chirurgica, solo sei brani, ma lontanissima dalla somma casuale delle canzoni più note. In quei sei brani (Le nuvole, Il cantico dei drogati, Giugno ’63, Amico Fragile, La domenica delle salme, Smisurata preghiera), e nel parlare, Dragogna sceglie di raccontare l’uomo più che l’artista e ci accompagna attraverso  la storia personale ed umana di Fabrizio.

 

C’è, e risulta evidente all’ascolto, un grande lavoro di ricerca, coadiuvato anche dalle esperienze vissute insieme a Dori Ghezzi e a Mauro Pagani, con cui Dragogna ha incrociato strade lungo la sua esperienza musicale e di vita. Uno spettacolo intenso, un modo diverso e profondo per aggiungere un altro tassello alla narrazione di un uomo e di un artista che ha regalato “una goccia di splendore” ad un pubblico attento ed emotivamente coinvolto.

Artista:
Federico Dragogna
Location Concerto:
Spazio Gloria, Como
Data Concerto:
24/01/2025