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Sulla spiaggia di Essaouira, città del vento, diamante berbero, si trova un faro solitario. Si narra che lì, in quell’avamposto d’Africa, Jimi Hendrix in cerca di esotismo, con la sua chitarra ispirò tanti hippies saraceni. Qualche anno dopo, fondendo la musica degli Gnawa, la tradizione tuareg e le chitarre elettriche, nel deserto nacque un’oasi di rinascenza di rock e turbanti, con le bands: Tinariwen, Bombino, Tamikrest, Mdou Moctar solo per dirne alcune. Questo preambolo ci serve per affermare che il seme di un fiore, seppur favoloso, annaffiato con contaminazione e passione, può nascere diversi anni dopo essere stato piantato. La carriera di Eugenio Bennato è piena di queste radici cresciute forti su terreni inaspettati. Nel suo nuovo album Bennato continua a marciare in direzione ostinata e contraria.

 

Guardiamo, per esempio, al Taranta Power, l’intuizione di Bennato che valorizza la musica del Sud Italia con le sue chitarre battenti, contaminandola con la musica internazionale e la World music. Cosa è diventata, anni dopo, la Notte della Taranta a Melpignano? E ancora, quanto sono cruciali i temi della contemporaneità che da sempre accompagnano, come le migrazioni e la mancanza di solidarietà, i pericoli del capitalismo estremo? La musa di Eugenio Bennato è sempre attuale perché ormai classica, sempre fedele e coerente a sé stessa. Proprio di questa forza atavica si fa carico questo nuovo album di Bennato dal titolo Musica del mondo portando avanti con eleganza le istanze tipiche dell’autore, quelle di “quel Sud che sta sfidando tutto il mondo, con il suo ritmo maledetto”, come recitava una bellissima canzone – manifesto del cantautore di qualche anno fa (Ritmo di Contrabbando).

Musica Del Mondo
Foto di Riccardo Piccirillo

In questo capitolo dell’artista troviamo, infatti, il canto del passato con Mongiana (link al videoclip qui), paese calabrese che fino al 1860 era il più grande centro siderurgico d’Italia e poi improvvisamente fu chiuso, senza spiegazione alcuna, diventando dunque un punto cardine della questione meridionale. C’è poi il racconto del presente, spostando la lente d’ingrandimento su questioni che pochi vedono, come in Torre Melissa, che racconta che nel 2019 un barcone di migranti si arenò sulla spiaggia della piccola cittadina calabrese e gli abitanti, svegliati dalle urla nella notte, corsero a salvare tutti i naufraghi in mare mostrando un grande esempio di accoglienza. L’album si fa poi strada con il canto dell’emarginazione in Grande Minoranza e W chi non conta niente, per parlare infine dell’amata città campana con Welcome to Napoli e continuare con piccoli gioielli, già irresistibili inni, pronti per arricchire il già vastissimo live del nostro artista, Noi persi nel sentimento e la ninna nanna sulfurea Luna. Un posto d’onore è riservato al brano Canzone per Beirut, già edito nel 2006, ma qui riarrangiato e guidato dalla voce della figlia dell’autore, Eugenia Bennato (che avevamo già apprezzato in alcune canzoni dell’autore nell’album precedente “Da che Sud è Sud” come “Mon père et ma mère” e “Eugenia e Hajar”), che, discendente di così tanta bellezza e sete di ricerca artistica, dimostra già nei suoi ventuno anni grandi doti interpretative.

 

Chi legge, probabilmente, ha già capito che più che una recensione ha trovato di fronte a sé una celebrazione ma ci scuserà perché, davanti ad un gigante della canzone popolare come Eugenio Bennato, non possiamo che avere parole di elogio e grande gratitudine.

Musica Del Mondo

Artista:
Eugenio Bennato
Etichetta:
Sponda Sud / Imusician
Elenco Tracce:
01. Musica dal mondo
02. Mongiana
03. Grande minoranza
04. Tammorra Song
05. W chi non conta niente
06. Welcome to Napoli
07. Torre Melissa
08. Noi persi nel sentimento
09. Limoni di Varsavia
10. Luna
11. Notte del giorno dopo
12. Canzone per Beirut
Anno di Uscita:
2025