Consegna delle Targhe alle Nuove Poetiche d’Autore
Teatro Testoni, Bologna, 29 Novembre
Un’ immagine, nitida e potente, sigilla la sera del 29 Novembre al Teatro Testoni nella nostra memoria: nell’atmosfera discreta del Backstage, Max Manfredi, il decano della Parola d’Autore che Faber definì “il più bravo di tutti”, conversa con Emma Nolde, una delle voci che oggi dimostra non solo che il cantautorato è vivo, ma che è un’urgenza vitale, necessaria come l’aria.

In quell’incontro, senza il clamore del palco, si è palesato il miracolo: il ponte tra generazioni, il dialogo tra le radici profonde e il futuro inatteso. Era la rappresentazione esatta di ciò che la cerimonia di consegna delle Targhe Officina Roversi aveva sognato di essere: l’anima pulsante di un progetto stratificato e coraggioso, che solo a Bologna, terra quanto mai ricca di poeti e ribelli, poteva trovare il palco perfetto.
La serata è stata la fioritura di un seme che pareva dormiente sotto la neve. Sul palcoscenico del Testoni, il freddo di fine novembre è stato scaldato da un inatteso desiderio di ascolto, una fame di voci diverse dalla voce unificata e unificante dal canto mainstream.
Gli elementi, cosa rara nella vita e nello spettacolo, erano tutti al loro posto. Le Targhe dedicate alle Nuove Proposte hanno introdotto al teatro tre esibizioni già mature, pur nella loro urgenza espressiva: Ludovica Pasca (Canzone), Nino Scaffidi (Testo per Musica) e Mariapia Crisafulli (Poesia). Scaffidi, nel ricevere il riconoscimento, ha ricordato che i loro nomi sono solo la vetta luminosa di un iceberg composto da oltre 530 proposte di altissima qualità, emerse dal Bando di Officina Roversi e culminate nelle serate del 16 e 26 settembre al DiMondi Festival in Piazza Lucio Dalla con l’esibizione di 25 artisti emergenti (Leggi qui il reportage delle prime due serate).

Non poteva mancare il tributo a quella Bologna leggendaria, cresciuta nelle notti folli e battesimata dal vino delle osterie. La Targa Anser Anser alla Carriera è andata a Gaetano Curreri, che sul palco si è rivelato maestro affabile e generoso. Il suo racconto si è trasformato in una lezione di storia della musica: fu lo stesso Lucio Dalla a suggerirgli di andare a “imparare a scrivere canzoni” dal Poeta Roberto Roversi. Un apprendistato che ha generato diversi brani indimenticabili. La commozione ha raggiunto l’apice quando le note di Chiedimi chi erano i Beatles, brano cardine di quella collaborazione tra Curreri e Roversi, hanno riempito la sala.

Ma Bologna è anche sinonimo di underground, di quella voce alternativa in “direzione ostinata e contraria”.
La Targa Collettivo a Wu Ming è stata un assalto al luogo comune e al contempo il momento più poeticamente alto e sovversivo della serata. Sullo schermo, un nero assoluto, una font in stile Anonymous e una musica lontana in dissonanza. L’idea, proiettata con violenza, ha ribaltato il paradigma del moderno: ciò che esiste deve apparire. I Wu Ming hanno gridato il loro manifesto: non sono sui social, eppure esistono. La loro voce, forte e mai doma, non può essere fermata neanche nella censura della società dello spettacolo. Un premio al palco vuoto, al rifiuto, al nosferatu, all’uomo senza volto.
L’evento in scena al Testoni è stato un crocevia di scambi e connessioni. Il premio all’Operatore Culturale è andato a Officina Pasolini, il laboratorio di Alta Formazione Artistica ideato da Tosca nel cuore di Roma. Un incrocio fondamentale di ricerca e sperimentazione che testimonia affinità elettive con Officina Roversi, suggellate dall’esibizione di due giovani artisti provenienti dalla scuola romana: Dario de Angelis e Alessandra Nazzaro.

La nutrita serata, condotta con estro da Federico Taddia e Amalia Apicella, è stata impreziosita da ospiti speciali: Roberta Giallo ha aperto la serata magnificamente cantando Anidride Solforosa mentre Marinella Manicardi ha offerto uno splendido omaggio al recentemente scomparso Stefano Benni; infine Federico Sirianni ha pescato diverse canzoni dal suo importante e denso repertorio.
Il compito di tirare le somme, di chiudere il cerchio, è toccato a Emma Nolde. Piano e voce, con una versione intimista di Toccaterra, ha incantato il pubblico, lasciando nell’aria la promessa che la Parola d’Autore, oggi più che mai, continua a fluire.

Infine c’è un dettaglio che rende tutto ancora più incredibile: questa manifestazione, così rilevante e inaspettata, piena di energia e varietà, era solo alla prima edizione! C’è solo una cosa da dire: lunga vita ad Officina Roversi!”
Foto di Valentina Perna

AA.VV. - Officina Roversi
Teatro Testoni (Bologna)
29/11/2025
