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Échos De Bazar nasce in un punto che esiste ma non si vede: lì dove l’improvvisazione non basta più a se stessa e comincia, silenziosamente, a chiedere continuità. Una sera, due musicisti, un dialogo che prende forma senza preavviso e decide di non esaurirsi nel tempo di un’esecuzione. Da quell’istante fragile — in cui la musica sceglie di restare — prende avvio il progetto condiviso di Luca Nobis e Roberto Gualdi.

 

La mia passione accademica per la filologia mi porta spesso a tornare sui titoli, a considerarli come testi veri e propri, mai innocenti. Nei nomi cerco ciò che resiste alla semplificazione: le ambiguità, le risonanze che rimangono in sospensione. Échos De Bazar non indica un luogo preciso, ma una condizione dell’ascolto. Il bazar è un organismo vivo, attraversato da lingue diverse, da richiami lontani, da frammenti che si sfiorano senza mai annullarsi. È uno spazio in cui nulla è definitivo e tutto resta aperto. Così funzionano anche questi undici brani: non cercano ordine, ma convivenza; non una direzione unica, ma una pluralità di traiettorie che imparano a coesistere.

 

Roberto Gualdi e Luca Nobis – foto di Orazio Truglio

Chitarra e batteria, in questo disco, non si impongono mai come centri assoluti. Si osservano, si cercano, talvolta si fanno da parte. La scrittura di Nobis e Gualdi è fatta di ascolto e di misura, di dinamiche sottili, di dettagli che emergono lentamente. È una musica che non teme il silenzio né la pausa, che riconosce nella lentezza una forma di verità e nella libertà espressiva il proprio asse portante.

 

Dentro Échos De Bazar convivono suggestioni lontane e familiari, colori che rimandano alla world music, echi jazz, pulsazioni acustiche che dialogano con una modernità sempre calibrata, mai invadente. A scandire il percorso compaiono tre interludi — mattino (Morning Interlude), pomeriggio (Afternoon Interlude), notte (Night Interlude) — che non funzionano come semplici raccordi, ma come stati dell’essere. L’energia iniziale del giorno, la stabilità del pomeriggio, la calma contemplativa della notte. Piccole soglie temporali che aiutano l’ascolto a respirare, a cambiare postura, senza mai spezzarsi.

 

Il disco è anche il punto d’incontro di due percorsi artistici solidi e complementari. Luca Nobis, chitarrista e direttore didattico del CPM di Milano, lavora da sempre sulle connessioni: tra acustico ed elettronico, tra world music e improvvisazione, tra scrittura e istinto. Roberto Gualdi, tra i batteristi più attivi e trasversali della scena italiana, porta in questo progetto un’esperienza vastissima, ma sceglie una presenza mai dominante, fondata sull’ascolto prima che sull’affermazione.

 

Échos de Bazar è una musica inclusiva, che non chiude, ma lascia passaggi aperti: varchi da attraversare senza fretta. E quando il disco finisce, non dà l’impressione di essersi concluso davvero, sembra piuttosto essersi spostato altrove, continuando a risuonare in chi ha scelto di restare ad ascoltare.

 

Artista:
Luca Nobis Roberto Gualdi
Etichetta:
Bluebelldisc Music
Elenco Tracce:
01. Échos De Bazar
02. Come una primavera
03. Morning interlude
04. No fear
05. Kali Moon
06. Afternoon Interlude
07. Sundance
08. Da lontano – Duet version
09. Night Interlude
10. Il varco
11. Breath
Musicisti:
Composto da Luca Nobis e Roberto Gualdi, ad eccezione delle tracce 2, 8 e 10 composte da Luca Nobis; Registrato, mixato e masterizzato da Alessandro Marcantoni presso Metropolis Studio (Milano); Record Executive Andrea Natale; A&R Manager Isabella Turso; Artwork Boban Zlatkovic; Fotografie Orazio Truglio.
Anno di Uscita:
2025