
I più di cinque minuti di applausi a scena aperta, che hanno concluso la serata, dicono già molto sul concerto dell’Assemblea Musicale Teatrale al Teatro della Tosse di Genova, sold out per l’occasione. Un concerto reunion, certo, ma anche un sentito omaggio ad Alberto Canepa (tra i fondatori dell’AMT) scomparso il 22 agosto.
L’Assemblea ha una storia del tutto particolare all’interno della canzone italiana. Il gruppo nasce a Genova nei primi mesi del 1975, quando si uniscono due realtà musicali della città: da un lato l’esperienza teatrale del Quartiere di Oregina guidata da Sergio Alloisio (padre di Gian Piero), dall’altro la formazione progressive La Famiglia degli Ortega, che contava tra i suoi membri Bruno Biggi, Canepa e Gianni Martini. Fin da subito l’intento è quello di far coesistere diversi spunti creativi: l’aspetto prettamente teatrale, la musica rock (ma non solo) e l’impegno sociale e politico. Il tutto condito da una buona dose di ironia e sarcasmo. E non certo a caso proprio questi elementi si ritrovano intatti nel concerto genovese, quasi senza soluzione di continuità si passa dal riso alla commozione, dall’indignazione allo sberleffo.
Ma riavvolgiamo il nastro. L’Assemblea fa il suo esordio discografico nel 1976 con l’album Dietro le sbarre. Disco che li porterà alla successiva collaborazione con Francesco Guccini. Oddio, non che le cose siano state semplici, come ricorda proprio Alloisio nello spettacolo: “Portammo la nostra cassetta a Guccini, che in quel periodo stava girando l’Emilia registrando canzoni popolari in dialetto direttamente dalle voci dei contadini del posto. Per un anno non sapemmo nulla. Proprio quando stavamo mettendoci il cuore in pace, ci chiamò per dirci che ci avrebbe prodotto”. Cosa che in effetti accadrà in tutti i successivi album Marilyn (1977) e Il sogno di Alice (1979). Non solo, Guccini vorrà l’Assemblea come suo gruppo nei concerti del periodo, quindi inciderà Venezia (pur con alcuni interventi sul testo) nel suo disco Metropolis. Sarà, però, il canto del cigno, perché di lì a poco L’Assemblea si scioglierà e i suoi componenti proseguiranno carriere soliste. Fino al 2002 quando il gruppo tornò a incidere un nuovo album, La rivoluzione c’è già stata, ancora una volta prodotto da Guccini.
Come detto, il concerto si muove su più piani e se Alloisio tiene la scena come sempre alla grande (suoi, d’altronde, quasi tutti i brani in scaletta), Bruno Bigggi alle chitarre acustiche e Gianni Martini a quelle elettriche dimostrano tutta la loro grandezza. I tre sono supportati da tre ottimi musicisti: Claudio Andolfi alla batteria, Claudio De Mattei al basso e Lorenzo Marmorato alle tastiere.

Il concerto si articola come una sorta di viaggio nel tempo, per cui ogni brano viene introdotto e contestualizzato. Quello che però salta agli occhi – ed è quello che la band vuole evidenziare – è come il mondo di fine anni Settanta non sia poi così diverso da quello odierno. Tanto che le linee temporali sembrano saltare. Come leggere oggi un brano come Lager (scritto da Guccini nel 1979) senza pensare alle atrocità vissute dal popolo palestinese? E che dire poi di America (“L’America dove si diventa presidente/ facendo credere ad un voto della gente/ facendo credere a patetici programmi/ per governare meglio un mondo senza drammi”) scritta nel 1976 e oggi (!) censurato da Meta?

Non possono poi mancare in scaletta brani quasi iconici come le struggenti Venezia e Marylin, dove coesistono privato e pubblico (il privato è pubblico, d’altronde si diceva negli anni Settanta), dove un dramma personale (la morte di parto di Stefania e il suicidio della Monroe) diventano (anche) momenti di riflessione rispetto alla fugacità della vita e sul divismo che diventa condanna nella società capitalista.
Momento, poi, particolarmente toccante è quando viene ricordata la sorella di Gian Piero, Roberta, interprete con lui di King nel concerto-tributo dedicato a Fabrizio De André nel 2001. Però, come detto, alla commozione e all’indignazione fanno da contraltare anche momenti decisamente più ironici, quasi sempre dati dai monologhi di Alloisio che coinvolge a più riprese gli amici Biggi e Martini.
Diversi, infine, gli ospiti che hanno in qualche modo il compito di ricordare i momenti di collaborazione e creatività. Salgono, così sul palco, Piero Spinelli, Carlo Cialdo Capelli (che apre la seconda parte dello spettacolo proprio duettando con Alloisio in King) e Liliana Iadeluca (voce femminile nella prima formazione del gruppo e qui coinvolta ne La nostra storia, altro brano – scritto da Biggi – trascinante e spesso in scaletta negli spettacoli di Alloisio).
Un concerto che ci ricorda quanto L’Assemblea abbia giocato un ruolo importantissimo all’interno della canzone italiana, in un periodo dove si potevano ancora sperimentare vari piani narrativi. Ma se la musica oggi è cambiata, non è cambiato – purtroppo – il mondo che ci gira attorno. Anche per questo le loro canzoni suonano così dannatamente attuali.
Scaletta:
Non sparate sul pianista (con Gaia Martini)
Mimì
Carlo Marx
La fattoria degli animali
Festa
L’impotente
Gli indiani
America
Marilyn
Venezia
Ribellarsi è giusto
Lager
King
La rivoluzione c’è già stata
Non c’è lavoro
Fiascheggiatori
I ricchi
Mohammed
Canzone per Carlo
Siamo arrivati
La nostra storia
BIS
Tutto è spettacolo
Marilyn
(Foto di Chiara Alloisio)
Assemblea Musicale Teatrale
Teatro della Tosse, Genova
31/01/2026
