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“Ah, l’amore, l’amore…quante cose ti fa fare l’amore”… cantava Luigi Tenco. L’amore è il tema per eccellenza delle canzoni, delle poesie, delle opere letterarie. Tanto più difficile trattarlo, quanto più si desidera farlo in modo originale, personale, rifuggendo dai clichés abusati, privilegiando una cifra intima, anche autobiografica, ma che possa coinvolgere tutti.

 

Stato di grazia, il quarto, splendido lavoro di Ilaria Pastore, riesce nell’intento, con una scioltezza e una naturalezza che sono indubbiamente frutto di un lungo tempo di riflessione, di labor limae, di scelta accurata delle parole precise e dei suoni con cui vestirle.

 

 

La cantautrice, diplomata al Conservatorio e docente di musica, conosce le vie migliori per arrivare al cuore di chi l’ascolta, e nel disco sa trovare l’arrangiamento più consono al clima che intende creare in ciascun brano. Sono sette quadri, sette modi diversi di scandagliare il senso dell’amore, come la ‘tenerezza’ che emerge dal ricordo di un’infanzia familiare, in cui Un bacio sulla fronte può bastare a fare passare la paura di crescere, con un elenco poetico di dettagli, sottolineati dalla sovrapposizione di voci e da un crescendo rock, smorzato poi da un finale evocativo.

 

L’intento di Pastore è, parole sue, “analizzare in modo sincero – senza nessuna concessione alle mode e ai dettami della discografia attuale – l’amore e le sue complesse declinazioni.” E possiamo dire che l’obiettivo è raggiunto: “sentirsi abbastanza…fare festa di fronte a una sufficienza” (La sufficienza), dipinge la conquista di uno ‘stato di grazia’ ed è espresso in una forma musicale che attinge al migliore cantautorato, come quello di Cristina Donà per fare un esempio, arricchito da strumenti classici, il violoncello di Mattia Boschi e il pianoforte di Fabio Gianni su tutti (pregevole la coda strumentale in Via Verdi).

 

Particolarmente apprezzabile è Sì lo voglio, la risposta antitetica al testo vincitore del Festival di Sanremo: l’invito ad accogliere un addio e apprezzarlo, abbracciarlo, senza rimpianti, è cantato su suoni dichiaratamente pop, con cori leggeri, che invitano a trovare “il dolore nella gioia”; invece ‘Sto cuore indaga l’ambiguità di un rapporto in precario equilibrio tra tossicità e passione, tra illusione e disincanto, mentre le voci alternano una duplice richiesta, “Lasciami sola, non mi lasciare”.

 

Piccolo capolavoro è infine l’unica cover, che chiude il disco: l’enfatica Fotoromanza di Gianna Nannini viene spogliata da tutti gli orpelli iperpop anni Ottanta, per fare brillare la forza dei versi, cantati in miracolosa tensione, in dialogo con le corde del violoncello. Una romanza d’amore definitiva, interpretata da una voce contemporanea e sensibile, a suggello di un disco prezioso, che consola e addolcisce questi tempi difficili.

 

foto tratte dai canali social dell’artista

 

Artista:
Ilaria Pastore
Etichetta:
Maieutica Dischi - Osteria Futurista / SaifamMusica)
Elenco Tracce:
01. Un bacio sulla fronte
02. La sufficienza
03. Via Verdi
04. Sì, lo voglio
05. ‘Sto cuore
06. Fotoromanza
07. Vecchie canzoni
Produzione Artistica:
Ilaria Pastore e Niccolò Ferrari
Musicisti:
Autrice: Ilaria Pastore (testo e musica) tranne "La sufficienza" (testo di Ilaria Pastore e Veronica Marchi) e "'Sto cuore" (musica di Ilaria Pastore e Niccolò Ferrari) Ilaria Pastore - Voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, arrangiamenti; Niccolò Ferrari - Programmazione, sound design, chitarra elettrica, percussioni; Eusebio Getulio - Basso, contrabbasso; Fabio Gianni – Pianoforte; Mattia Boschi – Violoncello; Antonio Fusco – Batteria; Veronica Marchi, Elisa Mattioli, Diego Pasini - voci nel coro finale de "La Sufficienza" Artwork: foto copertina Ludovica Belotti Grafica di copertina di Giulia Falzarano
Anno di Uscita:
2025
Durata:
24:05