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Nuovo interessante volume nella collana I Cataloghi di “Musica in Mostra“ diretta da Luigi Zanetti. Il grande collezionista di dischi Aldo Pedron, giornalista musicale, fondatore e direttore di riviste come “Il Mucchio Selvaggio” e “Buscadero”, autore di una quindicina di libri dedicati a grandi artisti come  Beach Boys, Creedence Clearwater Revival, Ry Cooder, a geografie e tematiche musicali, con l’aiuto Federico Pieri e Daniele Sgherri ha realizzato questo libro che, prendendo in esame oltre cinquanta celebri  canzoni  italiane, ci conduce alla scoperta delle sorprendenti somiglianze,  a volte dichiarate, a volte solo sussurrate, tra celebri canzoni italiane e brani della scena internazionale.

 

Nel libro non si parla di semplici cover, ovvero canzoni tradotte citando gli autori originali, ma di brani ripresi, arrangiati con un testo in italiano e attribuiti esclusivamente ad autori italiani, senza menzionare la fonte della composizione originale. In alcuni casi le somiglianze tra le melodie sono così evidenti che è stato naturale includerle, in altre ci sono similitudini o situazioni borderline. Sono riportate inoltre situazioni in cui il gruppo o il/la cantante sono vittime di questo meccanismo, perché  negli anni ’60 molti artisti non erano iscritti alla SIAE quindi altri depositavano il proprio nome come compositori, pur garantendo che le royalties sarebbero poi state corrisposte al vero autore.

 

 

I discografici, soprattutto negli anni ‘60, ricevevano numerosi dischi dall’estero, spesso di gruppi sconosciuti e chiedevano agli artisti italiani, ignari della reale paternità delle canzoni, di inciderli. Per esempio,  i Jaguars di Roma incisero numerosi brani senza citare né riconoscere gli autori originali. Un esempio su tutti Barbara Ann, portato al successo mondiale dai Beach Boys nel 1965, ma composto in realtà da Fred Fassert per i Regents, che lo incisero per primi nel 1961, e fatto registrare dai Jaguars come Barbara o Barbara Ann, firmato da Cristaudo-Lovecchio (Alfredo Cristaudo e Andrea Lo Vecchio). Nel 1967 due artisti di cui non si conosce la vera identità, Davide e Sara, incisero una versione in italiano di Good Vibrations dei Beach Boys (1966, autori Brian Wilson e Mike Love) intitolandola Facciamo l’amore, non la guerra, firmata Biggero-Minerbi e gli esempi potrebbero essere molti.

 

Lo scopo del libro è segnalare alcuni di questi casi, lasciando al lettore il diritto sacrosanto di giudicare. È però doveroso, in molti casi in cui non ci sono state cause legali, portare alla luce situazioni in cui gli autori originali stranieri sono stati ignorati e privati non solo della paternità delle loro opere, ma anche delle relative royalties. Spesso, infatti, si cerca di far passare queste canzoni come creazioni originali degli artisti italiani, mentre in realtà sono il frutto di un atto di appropriazione indebita.

 

Serge Gainsbourg e Gino Paoli (foto prese dai canali social ufficiali degli artisti)

 

Da citare il confronto tra Le rock de Nerval (1961) di Serge Gainsbourg e Sapore di sale (1963) di Gino Paoli, dove è quantomeno evidente che l’assolo di sassofono è stato usato da Gino Paoli per costruire l’inciso del suo grandissimo  successo due anni dopo. Nessun artista viene risparmiato, ci sono Fabrizio De André, Roberto Vecchioni, il già citato Gino Paoli, i Nomadi, Maurizio Arcieri dei New Dada, Adriano Celentano e il suo Clan, Fausto Leali, Edoardo Bennato, Lucio Battisti, Patty Pravo, Raffaella Carrà, Pino Daniele, I Bisonti, Equipe 84, ed è bello e sorprendente per il lettore scoprire pagina dopo pagina quelle che a volte sono solo similitudini più o meno volute, ma  a volte veri e propri plagi. E c’è anche l’esempio di un brano italiano di Al Bano, I cigni di Balaka (1967) che ha scatenato la “famosa” diatriba tra Al Bano contro Michael Jackson con Will you be there (1991) finita in tribunale.

 

Un lavoro meticoloso quello degli autori, appassionante, ricco di aneddoti, riferimenti e con le immagini di tutte le copertine dei dischi, che racconta la storia dei “plagi” con uno sguardo aperto e curioso che coinvolge e arricchisce sempre il lettore,  spingendolo all’ascolto dei vari brani nelle diverse versioni per una valutazione e un  giudizio personale su quanto ascoltato e letto. 

Artista:
Aldo Pedron
Editore:
Musica in Mostra
Anno:
2025
n° Pagine:
144
Prezzo:
28.00