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Ascolto e riascolto Avvocato! (è uno sgarbo a Paolo Conte), il nuovo album (con libro a tiratura limitata) del piemontese Alessio Cappello, e penso, con un sorriso, a quanti musicisti e musiciste hanno provato a rendere omaggio all’Avvocato astigiano, a sottolinearne il ruolo fondamentale che ha nella canzone d’autore non solo italiana. E penso a quanto alcuni dei loro lavori non siano altro che la riproposizione degli originali, senza però la cifra inconfondibile che il Maestro (che “è nell’anima e dentro l’anima per sempre resterà”) riesce a imprimere a ogni sua creazione. Quindi, difficilissima è l’impresa che il cantautore trentatreenne ha deciso di intraprendere: non incidere il solito disco di cover contiane, ma farne un’opera totalmente diversa, che bilanci con cura gli ingredienti essenziali perché un progetto del genere sia riuscito: rispetto e originalità, evitando di scimmiottare il modello, richiamandolo, ma senza stravolgerlo in modo innaturale.

 

 

Cappello dà quindi vita a una scomposizione e ricomposizione delle melodie, quando è necessario, e a un’interpretazione personale, fornita, volta per volta, dalla voce, dagli arrangiamenti, dal tono generale della canzone. Si ascolti, ad esempio, Blue Tangos: l’impostazione rock potrebbe stridere con l’atmosfera creata dal testo, ma al contrario ne amplifica l’effetto, con una vitalità sottolineata dal lungo assolo di elettrica, che chiude la canzone con una nota trattenuta, restituendone il clima sospeso.

 

Altro momento significativo è la rielaborazione di quel piccolo gioiello meno conosciuto che è Gong – Oh: qui il riferimento ad Harlem Congo viene esaltato proprio dalla presenza delle percussioni afro, che evocano l’immaginario spirito del jazz, un’entità notturna che attraversa New Orleans, rimandando ancora più lontana nello spazio e nel tempo la matrice afro del Dixieland. Ancora, la celeberrima Bartali perde il ritmo indiavolato della corsa ciclistica, per rallentare l’attesa del mitico atleta da parte della voce narrante, in un dolcissimo e nostalgico in un valzer a tre quarti, fisarmonica, piano e voce.

 

Ma tutti i brani sono come rivissuti, e, anche dove l’orchestrazione viene sostanzialmente rispettata, come nella splendida Chissà, grazie a  Juan Diego Páez, è la voce di Cappello a dare la propria cifra interpretativa, sussurrando i versi con trepidazione e intimo raccoglimento.

 

 

Un discorso a parte merita il brano che dà il titolo all’album, l’unico non di Conte: senza dubbio l’atmosfera è contiana, ironica, tra gli inserti di kazoo, il piano di Damiano Della Torre e i suoni jazz rétro, ma il testo, se letto con attenzione, rivela una verità. L’Avvocato rappresenta, con la sua classe unica e – appunto – inimitabile, un modello inarrivabile, e Cappello confessa che, se paragonato agli artisti che si stanno facendo conoscere, li “fa sfigurare, sembriamo dei macachi se si tratta di suonare”. La richiesta beffarda di smettere di sfornare capolavori, umiliando così i giovani musicisti, di essere un magister elegantiae anche sul palco, e di “godersi la pensione”, trascolora in un’ammirata lode per un indiscusso ispiratore di più generazioni. Solo così il giovane cantautore può tornare a scrivere dell’amore per la sua Giulia, novella Egle, che, nel simpatico video, fugge con lui in una Cinquecento nera vintage targata Torino, degna emula della Topolino amaranto. E noi sorridiamo con loro.

 

(per le foto si ringrazia Claudia Erba dell’Ufficio Stampa Verbatim)

Artista:
Alessio Cappello
Etichetta:
La Stanza Nascosta Records / Audioglobe
Elenco Tracce:
01. Blue Tangos
02. Avvocato! (è una supplica a Paolo Conte)
03. Bartali
04. Sparring Partner
05. Gong-Oh
06. Un gelato al limon
07. Chissà
Produzione Artistica:
Alessio Cappello
Musicisti:
Voce: Alessio Cappello Batteria: Lav ‎Kovač, Silvio Centamore Contrabbasso: Nai Han Jeng Pianoforte: Damiano Della Torre Chitarre acustiche: Mr. Batrakov, Alessio Cappello Chitarra elettrica: Giulio Esposito, Ivan Krnic Kazoo: Alessio Cappello Sax Baritono: Dima Faustov Clarinetto: Dima Faustov Cori: Max Tatti Basso: Francesco Crippa, Damiano Della Torre Tastiere: Andy Arias Percussioni: Maciej Giżejewski
Anno di Uscita:
2026
Durata:
27:00