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Immergiamoci nell’atmosfera rarefatta e sospesa di Viaggio sentimentale,  in cui il cantautore e produttore romano Filippo Gatti, voce e chitarra, ci porta in un museo del quotidiano, che espone quadri minimali, dalle tinte soffuse, come la splendida copertina del disco, un’opera di Marco Casiglieri.

 

In un mondo musicale in cui spesso la produzione delle canzoni si risolve in un sovraccarico di strumenti, voci, campionamenti, collaborazioni – o featuring, come si usa dire -, Gatti sceglie il motto “less is more”: operazione rischiosa solo se l’artista ha poco da dire. Invece, in questo caso, da dire c’è molto, e molto c’è da ascoltare e da riflettere. Lo sguardo dell’artista, a cinquantacinque anni, si posa sull’esistenza con un’attitudine filosofica, da indagatore dei sentimenti, esattamente come fece Lawrence Sterne nell’opera omonima, tradotta da un certo Didimo Chierico, ossia Ugo Foscolo. Il Reverendo Yorick del romanzo di Sterne viaggia in Francia (e non in Italia, come suggerirebbe il titolo), ma, più che descrivere paesaggi e azioni, racconta il complesso rapporto tra io e mondo, che si può cogliere solo per frammenti. Anche l’ex leader degli Elettrojoyce, sul solco di altri cantautori romani come Giurato o Fabi, rivolge l’attenzione sul proprio alter ego narrante, colto nei minimi moti emotivi e nel costante indagare sul senso della vita, sempre però con un intento altamente politico.

 

Viaggio SentimentaleRiccardo Sinigallia, amico e collaboratore del musicista, con cui aveva lavorato a qualche canzone fin dal lontano 2008, per un album che aveva lo stesso titolo, ma senza concludere il lavoro a causa di problemi con la casa discografica di allora, gli ha proposto di riprenderle e registrarle in un’unica sessione, in modo da comporre gli otto quadri dell’album. Questo avviene nell’aprile del 2023, presso il Santa Colomba Studio, nel Senese, sotto la guida di Griffin Alan Rodriguez al mixer; Sinigallia interviene poi nella registrazione, donando echi minimi, come nel caso di L’amore quanto vale (senza punteggiatura, per lasciare l’incertezza tra affermazione, esclamazione o domanda), e permette di fare emergere la pregnanza del testo, sottolineandone la drammaticità della ricerca. Anche Le ragioni personali, brano del 2014, svela in questo contesto un significato ancora più profondo, perché i versi poetici diventano simbolo della tensione tra due esseri che si cercano e si sfuggono: “e quello che tu hai / e che non posso prendere / è l’unico pericolo tra noi…e non si può tornare indietro”.

 

Un viaggio interiore, antitetico a quelli esibiti da un superficiale mondo social, anima le composizioni di Gatti, che si spinge anche nell’affrontare anche la dimensione temporale, come in 1968, già eseguita dal vivo, qui arricchita da essenziali tocchi elettronici, mentre la voce ripete “le gocce non trovano il mare“, a ribadire l’inesausto desiderio di senso, sottolineato da una chitarra tra il folk e lo psichedelico, che ricorda Bert Jansch o la prima Joni Mitchell. Non c’è niente di instagrammabile o di enfatico, nei suoi racconti, e l’intento sembra essere simile a quello di Sterne, ossia opporsi alla vacuità e alla velocità del nostro mondo, per abitare attese, speranze, emozioni; Un vuoto d’aria è forse l’esempio più significativo, con il suo rivolgersi a un “tu” che somiglia più alla parte più vera di noi stessi. Per questo, “il mondo non è fatto per i deboli, te l’hanno ripetuto e l’hai imparato“, canta in Ho spento la televisione di domenica, che rivela tutta la sua freschezza, nonostante il passare del tempo; Gatti ci invita a scendere dal filo su cui questa società ci impone di camminare, “e sotto siamo noi che li guardiamo”, gli altri, “gli uomini che non si voltano“, come direbbe Montale.

Dobbiamo smettere “di pensare di nascosto”: ascoltare il Viaggio sentimentale di Filippo Gatti ci può aiutare.

 

Viaggio Sentimentale
Foto da profilo social dell’artista
Artista:
Filippo Gatti
Etichetta:
Folkificio / Edizioni Nonsense / Distribuzione Universal Music
Elenco Tracce:
01. L’amore quanto vale (F.Gatti)
02. Le ragioni personali (F.Gatti, R. Sinigallia)
03. Sei (F.Gatti)
04. 1968 (F.Gatti)
05. Domenica (F.Gatti)
06. Una minima bugia (F.Gatti)
07. Un vuoto d’aria (F.Gatti)
08. Grandeverde (F.Gatti, R. Sinigallia)
09. Il tempo necessario (F.Gatti)
Produzione Artistica:
Riccardo Sinigallia
Musicisti:
Riccardo Sinigallia: pianoforte, sintetizzatori Griffin Alan Rodriguez: mixer Massimiliano Nevi: mastering Laura Arzilli: basso elettrico Silvia Bolognesi: Contrabbasso Avril Ra Amen: Batteria
Anno di Uscita:
2025
Durata:
25:00