Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Ci vuole tutto il tempo del mondo per ascoltare Dduje Paravise, il nuovo lavoro di Gnut (al secolo Claudio Domestico), cantautore napoletano, legatissimo alla cultura partenopea, sì da restituirne il canto in una dolcissima fusione di dialetto e canzone d’autore e Alessandro D’Alessandro, musicista di razza, polistrumentista, sensibile organettista.

 

 

Un tempo giusto, centellinato, che rallenta il passo per non crollare senza fiato in questa corsa bulimica a cui siamo votati nei giorni odierni, verso traguardi effimeri e inconsistenti: milioni di giga, visualizzazioni, occhiolini e tag. No, qui serve riavvolgere il nastro, spegnere ogni sveglia o tintinnio, lasciare che il sugo si bruci sul fuoco, e prendere in carico quella lentezza che accomoda il vento, lasciando la pelle scoperta a sentire a vivo. Per ritornare indietro, sperando di recuperare passi antichi che ci portino in un domani più centrato.

 

Questo, probabilmente, è il senso di un disco (edito da Squilibri) in cui un pugno di canzoni della tradizione napoletana (e non solo) e due artisti, insieme, l’un contro l’altro armati, ma solo di amore, poesia, un organetto preparato, una chitarra, una voce e tanti effetti sonori, ci allargano il respiro attraverso il sussurro delicatissimo di Gnut, sua cifra, e i mantici di D’Alessandro. Due, come i due paradisi cui si allude nel titolo, citazione e omaggio a un notissimo classico del 1925, portato alla ribalta dalla figlia di Raffaele Viviani, Luisella, ma poi cantato da Sergio Bruni, Roberto Murolo, Fausto Cigliano e molti altri, in cui

Dduje viecchie prufessure ‘e cuncertino,
nu juorno, nun avevano che fá.
Pigliájeno ‘a chitarra e ‘o mandulino
e, ‘nParaviso, jèttero a suná.

(da Duuje paravise, di E.A. Mario e Ciro Parante)

 

100 anni dopo quel 1925, neanche a farlo apposta, nel 2025, in una residenza artistica, si sono incontrati i nostri due prufessure, decidendo di dare vita a un progetto che si accostasse al grande ventre della canzone napoletana con la giusta riverenza da un lato, e con la chiara idea, dall’altro, di smontare, secondo un minuzioso e sensibile lavoro di suoni, elettronica e respiri, monumenti inavvicinabili della tradizione. Ciò che è venuto fuori è un dialogar cantando che fonde due sensibilità, che parla di pancia e di petto, che stravolge ma non strappa.

 

 

Il repertorio affrontato, nel dettaglio, fa fare diversi conti con le versioni originali e il gioco è proprio questo: Carmela, asciugata dei vibrati  e dei picchi disperati di Sergio Bruni, vira in atmosfere nostalgiche cambiando quasi pelle; E mo’ e mo’ (una delle sorprese più grandi del disco), portata a Sanremo da un saltellante ed eternamente sincopato Peppino Di Capri, riscopre la calma poco placida di un amore finito, nel cantato di Gnut, mentre i suoni di D’Alessandro danno una nuova vita e una fortissima personalità (come se già non l’avesse ma qui si cambia tutto in maniera affascinante) alla Villanella di Cenerentola del compianto e immenso Maestro De Simone. Emoziona moltissimo Silenzio cantatore, spinta da D’Alessandro su una linea dritta di ritmo sostenuto e cantata da Gnut a petto in fuori, alternando tratti malinconici a guizzi, fino al solo di organetto che ti fa applaudire in salotto sollevandoti dal divano in piedi e in ciabatte, senza accorgertene.

 

Sotto ‘o muro apre il disco ed è uno dei due inediti (veramente mirabile). Presenta il menu, chiarisce le cose. Siamo pronti a prenderci sulle spalle la giusta dose di emotività da sgranare come un rosario in una operazione a cuore aperto, chiusa, giustappunto, da Cammina cammina di Pino Daniele, ultima traccia, che incanta nel suo incedere struggente.

 

Due grandi ospiti, come Tosca ed Enzo Gragnaniello, impreziosiscono il disco, in un incastro di voci, corde, timbrica e scambio, ciascuno al posto giusto, nel brano giusto (lei, in una riscrittura in napoletano di Manhã de carnaval e lui in ‘E ccerase).

 

Il disegno di Chiara Rapaccini in copertina incanta tanto quanto basti a ricalcare la cura, come involucro di un tutto, che ci lascia stesi, affaticati, come dopo una maratona di senso. Sudati e contenti di avere tra le mani e nelle orecchie un lavoro gentile, minuzioso nei dettagli, ispirato e costruito secondo dettami chiari. Chapeau.

Artista:
Gnut & Alessandro D’Alessandro
Etichetta:
Squilibri Editore
Elenco Tracce:
01. Sott’o muro
02. Carmela
03. L’alleria e o’ dulore (Manhã de carnaval), feat. Tosca
04. Silenzio cantatore
05. E mo’ e mo’
06. Tutto o niente
07. Villanella di Cenerentola
08. Maruzzella
09. La nova gelosia
10. ‘E ccerase, feat. Enzo Gragnaniello
11. Cammina cammina
Anno di Uscita:
2026
Durata:
36:21