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Non ho idea se Alice Caronna sappia che il 6 nei Tarocchi ha come nome “Gli amanti”.

Sì, Sei proprio come il titolo del suo nuovo disco in cui si racconta (ma il termine in effetti non è del tutto corretto) la storia di due amanti. Poco importa, perché come direbbe il mio amato Jung l’inconscio collettivo sa più dell’inconscio individuale.

 

Il titolo, in realtà, ha una duplice chiave di lettura: da una parte è la durata della storia d’amore di Alice con la sua compagna; dall’altro è la seconda persona singolare del verbo essere. Perché ciò che la cantautrice vuole con queste dodici tracce (12, il doppio di 6, sarà un caso?) raccontare non è solo la nascita, lo sviluppo e la fine di una storia d’amore. Ma soffermarsi sul fatto che, quando una storia importante finisce, provoca sì dolore, ma determina anche – nel bene e nel male – un cambiamento profondo nel nostro modo di essere. Insomma questo Sei si può davvero considerare un concept album sull’amore, ma anche una sorta di viaggio introspettivo verso se stessi: “una cronologia emotiva – come ci informa la nota di presentazione dell’album – ma anche una riflessione sulla crescita, sull’accettazione, sulla paura della fine e sulla libertà che nasce quando impariamo ad accoglierla”. 

 

Musicalmente il disco si muove tra il cantautorato pop italiano e americano, con inserti di tromba (in Avvicinarsi), oltre a due ballate pianistiche (Le macchine, il traffico, io. Skit e Ancora).

 

L’album si apre con Prima di te, in cui si racconta tutto lo stupore di un amore che sta nascendo. Uno stupore che passa a livello testuale da numerose similitudini: “Sei bella come la felpa la sera d’estate/…/ sei bella come quel girasole che non ti ho ancora regalato”. Un pezzo pop che diventa funkeggiante nel ritornello. DDL rappresenta l’esplosione irrazionale dell’amore, quello che può creare “scandalo” come negli occhi della vecchietta che “guarda male” le due donne insieme o come quando i baci si materializzano in chiesa, perché “anche a Dio piace guardare”. Una ballad trascinante che dimostra la grande capacità di scrittura melodica di Caronna.

 

 


Atmosfere musicali decisamente diverse in Due giorni, dove ancora una volta il ritornello è di grande presa, ma con sfumature più soft (che può ricordare per certi aspetti Alex Britti o Lucio Battisti). In  questo caso l’oggetto dell’amore è la canzone stessa, quasi insomma una meta canzone.

 

Altra canzone profondamente autobiografica è Ricordati di te, con un inizio a cappella e quasi rap dove la cantautrice sembra presentarsi: “Cosa dire di me cosa vi devo dire/ che ho cercato sempre il perché delle cose”.
Quasi funk – con un bellissimo tappeto iniziale di organo – è Cliché. Le due amanti abbandonano una festa per trovare spazio solo per loro due. I piccoli litigi, poi il ritrovarsi nella casa dell’altra. Se l’amore è un cliché, è un bellissimo cliché.

 

Piazza Navona – non a caso posta a metà del disco – segna il primo momento di vera svolta musicale e testuale. Una ballad sorretta dal piano e da una tenue chitarra. Piazza Navona, stranamente vuota e persino nevosa, assiste ai cambiamenti che travolgono le protagoniste della storia, che decidono comunque di affrontarli insieme.
Le macchine, il traffico, io. Skit. Se prima c’era una Piazza Navona, ora prevale il traffico e il rumore. Laddove i cambiamenti erano accettati, adesso invece prevale il senso di totale solitudine interiore (“Sono sola stasera, sì ma senza di me”). Una ballad acustica solo voce e piano intensa e bellissima.

 


Altro lento dolentissimo è Avvicinarsi, un titolo quasi ossimorico, perché le crepe nella coppia diventano sempre più evidenti. Ma anche una sorta di confessione dei propri errori senza giochi di parole o similitudini, quasi cruda: “Mi dispiace per l’altra mattina se ti ho fatta piangere/ è che c’ho un peso sulla schiena che è più grande di me”.
Echi leggermente più soul in Merito tutto (con partecipazione di Mèsa), che segna la rottura definitiva della storia d’amore. Una canzone anche in questo caso in cui Alice si mette a nudo, ma in cui si riflette sul tema dei non detti, di quelle parole che non sono state pronunciate.

 

Più funkeggiante e sorretta da un ritornello travolgente è L’uomo dai cerchi azzurri. Una canzone in cui si mette in dubbio la storia d’amore che si è vissuta, anche se alla fine ci si accorge che sono dubbi sorti solo per superare il dolore della rottura. Il titolo rimanda al primo libro della serie dedicata al commissario Jean-Baptiste Adamsberg della scrittrice francese Fred Vargas. Domenica malinconia – un’altra bellissima ballad dove stavolta prevalgono le chitarre – segna la definitiva consapevolezza della fine dell’amore. La spiaggia desolata di una domenica di marzo diventa il correlativo oggettivo della sensazione di dolore che si prova. Ma al tempo stesso, la canzone diventa anche una riflessione sull’accettazione  che tutto prima o poi deve finire. Ancora segna la naturale continuazione della precedente. Sì, tutto finisce ma solo per poi ricominciare. Se un amore è stato tale, alla fine non può davvero terminare, e così l’avverbio di tempo del titolo, da possibile condanna, diviene invece consapevolezza che si amerà ancora e ancora (appunto).

 

Sei ci conferma quanto di buono la cantautrice romana ci aveva fatto ascoltare nel suo disco d’esordio del 2023 “In piedi”: una grande capacità melodica, una scrittura testuale matura e solida e una voce capace di scavare dentro le sfere emotive dell’ascoltatore. Dal vivo, poi, tutto questo si amplifica ulteriormente.

Artista:
Alice Caronna
Etichetta:
Artist First
Elenco Tracce:
01. Prima di te
02. DDL
03. Due giorni
04. Ricordati di te
05. Clichè
06. Piazza Navona
07. Le macchine, il traffico, io. - skit
08. Avvicinarsi
09. Merito Tutto Feat. Mèsa
10. L'uomo dei cerchi azzurri
11. Domenica malinconia
12. Ancora
Produzione Artistica:
Edoardo Bruni, Alessandro Di Sciullo, Filippo Passamonti, Sara Maragna, Alice Caronna
Musicisti:
Giuseppe Marino: batteria Alessandro Marino: basso Sara Maragna: tastiere Edoardo Bruni, Alessandro di Sciullo: chitarre Alice Caronna: voce
Anno di Uscita:
2026
Durata:
40:08