Ass. Culturale
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Da diciassette anni il Mittelfest, festival organizzato a
Cividale del Friuli, è
un modo per portare in contatto le culture della Mittel Europa, l’Europa centro
orientale. «Un modo per combattere la paura del diverso attraverso la
conoscenza» dice Georg Schenzter, direttore del Forum Austriaco di Cultura che
da anni collabora con il festival. «Per questo quest’anno come Forum di cultura
porteremo uno spettacolo di una regista slava che è risultata vincitrice di un
concorso in Austria. L’incontro tra culture è alla base della nascita di un
Europa pacifica e antirazzista».

Con premesse del genere si può comprendere come la
scelta di Moni Ovadia in qualità di
Direttore Artistico del festival sia azzeccata. Quest’anno, che sarà l’ultimo
con Moni Ovadia in questo ruolo anche se lui si è reso disponibile per
continuare a collaborare con il festival in altri ruoli, il tema è Costruire il Tempo. Ovadia
ha spiegato la scelta di questo tema partendo dal simbolo: una scimmia con in
mano un telecomando. Il rapporto tra uomo, tecnologia e tempo è rappresentato
da questa immagine, effettivamente efficace. «Noi siamo una scimmia che ha creato un
rapporto con la natura anche attraverso la tecnologia» spiega Ovadia «ma oggi stiamo facendo implodere il
tempo, viviamo una ipertrofia del presente che è dannosa alla natura stessa.
Così per dissennatezza e disinteresse del futuro stiamo distruggendo il pianeta». Il tema del futuro è
fondamentale perché non c’è voglia di parlare di passato con nostalgia, anzi si
può quasi dire che in questo caso il tempo sia un sinonimo di futuro. «Avere una percezione del tempo» continua il direttore
artistico «è
fondamentale perché oggi non ci si preoccupa realmente delle generazioni
future, ci si dimentica che sono esseri umani che si differenziano dagli altri
per il tempo che gli rimane da vivere, più degli altri. Il giovane è
considerato una categoria, non un essere umano. Per questo è necessario tornare
ad avere una visione critica del tempo, è necessario tornare a pensare al
futuro». Quest’anno una sezione del
festival dedicato ai giovani autori è intitolata Fragili Futuri,  proprio per i motivi elencati.

Molti saranno gli eventi in calendario:
con un po’ di giustificato orgoglio Moni
Ovadia fa notare come il numero degli spettacoli sia lo stesso del Festival di
Napoli che costa allo Stato 5 milioni di euro, mentre il Mittelfest costa, alla
regione Friuli Venezia Giulia, 500 mila euro. Ci tiene però a precisare che non
è una polemica. Infatti si è scelta di privilegiare il valore artistico
rispetto al richiamo di pubblico, anche per rispetto della città di Cividale,
che non essendo una grande città sarebbe stata devastata e stravolta
dall’arrivo di un gran numero si spettatori. Molti sono i luoghi della
cittadina friulana che vengono adibiti a teatri e spazi rappresentativi, il più
grande raggiunge i duemilacinquecento posti. Molti sono gli spettacoli in
programma e di grande valore. «Da non perdersi lo spettacolo di Ramzi
Aburedwan, il famoso bambino palestinese fotografato con una pietra che è
divenuto il simbolo dell’Intifada, che verrà con la sua orchestra. Nel 2002 ha costituito la
fondazione Al Kamandjti (in arabo Il
Violinista) che si occupa della creazione e gestione delle scuole di musica per
bambini palestinesi che vivono nei campi profughi. Vi è poi l’omaggio a una
delle pagine più belle della musica d’autore nel nostro paese: le Cantacronache
del 1958, la riproposta di un impegno civile di intellettuali e musicista come
Italo Calvino e Fausto Amodei».
Tanto altro ci sarebbe da dire, ma la cosa migliore è andare al Fest dal 19 al 27 luglio a Cividale del
Friuli.