Per presentare alla stampa il suo
ultimo lavoro Come il vetro in
uscita domani 5 settembre, Renato Abate in arte Garbo raduna di fronte alla stampa alla Fnac di Milano tutti coloro
che hanno preso parte alla realizzazione del disco. «E’ la conclusione di una
“trilogia cromatica” iniziata nel 2002 con “Blu” e proseguita nel 2005 con
“Gialloelettrico”» spiega il cantautore lombardo, «un progetto ambizioso, che in
questo ultimo trova una sintesi di tutto il lavoro attraverso l’idea della
trasparenza, che allo stesso tempo è l’unione e la negazione di tutti i colori,
ma c’è anche l’idea del vetro come ciò attraverso cui guardo e mi faccio
guardare». Accanto a lui ci sono il
cantautore milanese Tao, autore del
primo singolo Voglio morire giovane («ci
siamo conosciuti un po’ di tempo fa ad una festa e dopo due mesi mi ha proposto
di cantare questa canzone che mi è piaciuta subito: il titolo può essere
equivoco, in realtà nasconde un grande inno d’amore»); Angelo Bellandi alias
Ovophoonic, che ha scritto la ballad Ciao
(«è un musicista elettronico che ama l’analogico, andare nel suo studio è come
salire sul palco di un’esibizione live di Jean-Michel Jarre»); il co-produttore
Alberto Styloo («per produrre il disco è stato con me nove mesi, un grande
sforzo, come un parto»); la performer Elisabetta Fadini, che presta la sua voce
su Voglio tutto e l’ex Soerba Luca Urbani, diventato recentemente
socio di Discipline, la società di edizioni di Garbo che ha licenziato il primo
disco solista di Urbani (“Elettrodomestico”, 2007) e “Come il vetro”, mentre
per il futuro si attendono nuove uscite. «La discografia è in crisi, lo
sanno tutti. Io non credo nelle etichette indipendenti, che cosa vuol dire
indipendente? E soprattutto: indipendente da cosa? Io credo nella discografia
privata, ovvero io faccio un disco come piace a me e poi uso le strade migliori
per promuoverlo». Tra queste sicuramente anche quella del live: «Aspettiamo che
il disco si diffonda un po’ e poi a fine ottobre partiremo, fino alla prossima
primavera. Sto allestendo proprio in questi giorni il nuovo gruppo, ci saranno
musicisti provenienti da mondi diversi dal mio, come il jazz, e sarà
interessante vederli contaminarsi con la mia musica». E a chi gli chiede delle ristampe
dei suoi vecchi dischi da parte delle major si dichiara contento del lavoro
fatto ma è tranciante nei confronti delle multinazionali del disco: «Se anche
sparissero per me non cambierebbe nulla». Un parere diretto, senza troppi
fronzoli. In altre parole, appunto, trasparente. (Luca Barachetti)
