Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

Sede Legale:
Piazza della Pace, 9
25039 Travagliato (BS)

Per contattare la Redazione
o avere informazioni, SCRIVI a:

Eugenio Finardi, ospite stasera della rassegna, è stato insignito
della Targa Tenco 2008 come Miglior interprete per il progetto Il cantante al microfono, realizzato con l’ensemble strumentale Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro. Il disco celebra la
figura di Vladimir Vysotsky, grande attore, poeta e cantautore russo scomparso
nel 1980, molto conosciuto e amato in tutta l’Europa dell’Est per la grande
forza e la rabbia con cui ha saputo esprimersi. Uno fra gli obiettivi di questo
disco, come si augura in conferenza stampa Boccadoro, è proprio quello di
permettere al pubblico di approfondire il grande artista moscovita, attraverso
i testi tradotti da Sergio Secondiano Sacchi, che ha lavorato non solo
traducendo il linguaggio del grande cantautore russo, ma anche adattandone la
metrica alla lingua italiana. L’album è anche l’ennesimo progetto di Finardi
dopo quelli dedicati alla musica sacra e al fado e dopo il disco “Anima Blues”
di inediti in inglese («l’album che sognavo di fare da quarant’anni»): «Il
pubblico e la discografia molto spesso vogliono dagli artisti le canzoni più
famose, che solitamente sono quelle scritte quando si è giovani. Io invece sono
convinto che sia necessario per un artista, e per un cantautore in particolare,
rinnovarsi, seguire le strade che più gli interessano. Ad un certo punto della
mia carriera ho deciso di fare così e questo lavoro rientra del tutto in tale
scelta». Per l’occasione l’autore di Musica
ribelle
ha studiato proprio sullo spartito le composizioni di Boccadoro su
cui ha poi appoggiato la sua voce, che è riuscita ad avvicinarsi molto all’espressività
vysotskyana. Lo sa bene Filippo Del Corno che con Finardi ha scelto i brani da
reinterpretare: «Eugenio è riuscito a calarsi con tanta efficacia nella
espressività del cantautore russo che in vari momenti ho pensato che l’anima di
Vysotsky lo possedesse. Non mi stupirei se fra poco cominciasse a parlare
russo. » Ma oltre all’aspetto interpretativo la forza del disco sta nella
rielaborazione musicale dei Sentieri Slvaggi, che hanno impreziosito le elementari
composizioni di Vysotsky, a cui importava più di ogni altra cosa la forza dei
versi. Finardi a proposito racconta un episodio piuttosto esemplificativo: «Prima
di pubblicare il disco lo feci sentire alla babysitter russa dei miei vicini di
casa. In un primo momento mi sembrò titubante nell’avere in mano il cd, ma due
giorni dopo, mi citofonò portandomi un dvd con le apparizioni televisive di
Vladimir e mi disse che della sua musica avevamo mantenuto tutta la rabbia, ma
avevamo aggiunto la melodia».

(Daniela Giordani)