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Tra gli artisti che saliranno
stasera sul palco dell’Ariston anche Davide Van De Sfroos, ovvero colui che ha
portato alla ribalta nazionale la lingua della gente di lago, di quel lago di
Como bellissimo e cantato da poeti e scrittori (e non solo nuovo buen retiro
per i divi hollywoodiani).

Davide Van Sfroos riceve
quest’anno la Targa Tenco per il suo Pica!,
giudicato dalla giuria come miglior album in dialetto. Un dialetto, quello tremezzino
di Mezzegra, che diversamente dai dialetti del Mezzogiorno d’Italia, non ha
concorrenti in musica. E che la giuria del Tenco ha più volte premiato: 1999
per Breva&Tivan, premio
Imaie-Siae come autore esordiente e nel 2002 per … e semm partii, miglior album in dialetto.

Dedicato al padre recentemente scomparso,
racchiude nel titolo tutto il suo intensissimo contenuto: Pica! significa punge, picchia. E a pungere e picchiare dentro
ognuno di noi ci sono le emozioni forti di ciò che vita riserva a tutti, la gioia
per l’emozione di una nuova vita (Davide è da poco  diventato padre di una bambina) e il dolore
lancinante per una persona cara che ci lascia soli. Ciò che ci fa sanguinare il
cuore ma anche ciò che ci fa scoppiare di gioia. «In questo lavoro c’è tutto
quello che avevo da dire, tutto quello che potevo – ha detto Davide in
conferenza stampa questa mattina – e più di altre volte quello che stava
succedendo dentro di me. ».

In questo album non smettono però
di essere protagonisti il lago di Como: le sue profondità, le luci e le ombre;
la sua gente: personaggi, poetici, veri outsider, i contrabbandieri di sfroso che Davide ha scelto di
mettere nel suo nome d’arte; i minatori per i quali il cantautore comasco è
sceso nelle viscere della terra a far ascoltare un pezzo a loro dedicato.
Perché, come ha sottolineato nell’incontro di oggi, «(…) sul palco ti senti in
dovere di portare la credibilità di qualcosa che nel tuo cuore hai già deciso
che vale la pena di essere raccontato. ».

(Simonetta Tocchetti)