Arrivano in sala stampa gli
Afterhours, vincitori del Premio della Critica, ritirano il premio intitolato a Mia Martini. La prima domanda però riguarda
il triangolino rosa che il gruppo indossava sul palco dell’Ariston, aderendo
all’iniziativa della Gialappa’s a sostegno della manifestazione dei gay di oggi:
«Noi siamo gli alieni del Festival mentre gli omosessuali sono gli alieni di
questa società, per questo abbiamo deciso di schierarci dalla loro parte. Su
questo tema comunque si siamo già pronunciati: Povia ha il diritto di dire
quello che vuole, siamo in una democrazia, ma non siamo d’accordo con le
letture dell’omosessualità che parlino di “problema” e “cura”». Qualcuno chiede
se il gruppo è pentito della partecipazione («Assolutamente no, abbiamo trovato
una bella atmosfera. Non ci siamo dovuti adattare al Festival, è il Festival
che ci ha rispettato») e se durante la settimana in Riviera non abbiano mai
avuto momenti di sfiducia nei confronti della manifestazione («Non abbiamo mai
avuto fiducia nel Festival ma nelle persone che usano le strutture di cui
dispongono»), ma l’attenzione degli After è ancora rivolta al ruolo di «megafono»
che Sanremo ha avuto per loro e nell’ultima conferenza chiudono annunciando la
continuazione al di là dell’uscita discografica del progetto “Il paese è reale”:
«Da fine marzo organizzeremo una serie di eventi in negozi, musei, palazzetti
dove suoneranno i gruppi che hanno partecipato al disco e altri artisti nostri “complici”». (Luca Barachetti)
Sanremo 2009: Afterhours, vincitori del Premio della Critica, in sala stampa
Autore: Luca Barachetti
