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L’Isola della Musica Italiana

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Serata celebrativa, doveva
essere, e non commemorativa, e serata celebrativa è stata, senza malinconie
eccessive, ma densa di affetto e di interesse nei confronti di un uomo, di un
artista, che ha rappresentato un punto forse inarrivabile nella sintesi tra
arte e ricerca musicale. Daniela Ronconi Demetriou,
moglie dell’artista, Patrizio Fariselli, amico e compagno d’avventura
negli Area, Silvia Lelli e Roberto
Masotti
, che lo hanno ritratto con numerosi scatti fotografici, coordinati
da Claudio Chianura, della Casa Editrice Auditorium, hanno tratteggiato
la figura di Demetrio Stratos proprio nel giorno del suo compleanno
(nacque il 22 aprile 1945 ad Alessandria D’Egitto), e a trent’anni dalla sua
scomparsa. Di fronte a loro una gremita
platea di appassionati, ancor’oggi affascinati da questo personaggio che,
colpevolmente dimenticato per anni dall’ambiente musicale, è rimasto vivo nel
cuore di molti fra coloro che ebbero occasione di poterlo vedere ed ascoltare,
ma anche di chi, scoprendolo successivamente, ne ha fatto oggetto di studi ed
oggi lo ripropone ad un pubblico, si spera, maggiormente attento e partecipe. Nel bell’ambiente dello Spazio
Tadini si è cominciato con alcuni scatti inediti di Fabio Treves, per
passare alla divertita narrazione, da parte di Patrizio Fariselli,
dell’episodio in cui il nome del cantante divenne Statos, nella copertina del primo album, per un errore di stampa,
fatto che non scosse per nulla il titolare dell’etichetta, Gianni Sassi,
pronto, di fatto, a “ribattezzare” al volo Demetrio; ed ancora il racconto di
Roberto Masotti del “Concerto per Demetrio”, tenutosi all’Arena di Milano per
raccogliere fondi per le cure del cantante e trasformatosi tristemente in una
sorta di cerimonia commemorativa, per proseguire con una serie di scatti in
bianco e nero di Silvia Lelli che ha colto gli aspetti del viso durante alcuni
esercizi vocali. Molto interessanti e seguite
anche l’esposizione di una tesi di laurea imperniata su Stratos come performer
e poeta sonoro, ed il racconto di Fariselli sull’ultimo, difficile, periodo del
gruppo, in cui l’espressività collettiva stava lasciando il posto alle forti
individualità, ormai chiaramente compresse dal gruppo e bisognose di più ampi
spazi personali, fra le quali quella del cantante era sicuramente quella
maggiormente proiettata verso la ricerca e la sperimentazione. Simpatico e spiritoso un brano
del libro di Patrizio Fariselli “Storie
Elettriche”, in cui si narra la vicenda di un concerto “un po’ troppo
veloce” degli Area, letto dallo stesso autore. Da questa chiacchierata,
inframmezzata dagli ascolti di alcuni brani e dalla proiezione di due video
inediti decisamente “psichedelici” della Televisione Svizzera, (Luglio,
Agosto, Settembre(nero)
e Giro Giro Tondo) è emerso un artista che, inizialmente attratto più dal
suono che dalla parola, si è evoluto nel tempo ed avrebbe ampliato
ulteriormente gli ambiti della sua ricerca sulla voce. Finale “culinario”, con buffet
greco, semplice e genuino come la serata, prima di una serie di manifestazioni
che, per un anno ed oltre, racconteranno Demetrio Stratos a chi vorrà scoprire,
o riscoprire la voce, forse, più bella ed intensa espressa dal nostro paese. (Andrea Romeo)