E’ nei negozi da alcuni giorni L’amor carnale, il primo ep dei The Bastard Sons of Dioniso, o più
semplicemente i Bastardi, come amava chiamarli la madrina Mara Maionchi durante l’ultima edizione di “X Factor” a cui il
gruppo trentino ha partecipato. Jacopo Broseghini, ideatore del nome della band
(21 anni) basso, Federico Sassudelli (22 anni) batteria e Michele Vicentini (22 anni) chitarra si sono
classificati alla fina in seconda persona, ma sono in molti a considerarli come
i vincitori morali di questa seconda edizione del reality musicale. Sono
giovani, certamente, ma hanno le idee molto chiare ed hanno deciso di sfruttare
un programma televisivo per sfondare nel mondo della musica, facendosi così
conoscere da milioni di persone. «Dopo aver visto “X Factor” tutte le persone
che già ci conoscevano hanno subito capito che per noi quello è stato soltanto
un gioco, dove abbiamo cantato pezzi popolari che di certo non appartengono al
nostro bagaglio musicale. Non abbiamo neanche potuto suonare dal vivo. La prova
vera per noi infatti arriverà adesso, con il nostro prossimo disco di inediti».
Quarti nelle vendite con l’ep, i Bastard si stanno già chiedendo se il loro
vero e proprio album riuscirà almeno ad entrare in classifica tra i primi venti
posti: «Il pubblico che preferiamo in fondo è quello di nicchia e non quello
delle grandi masse. Non ci piace tutta questa attenzione». Sarà, ma i
riflettori puntati su di loro, più che sul primo classificato Matteo Becucci, non
sono per niente scomodi ed è il prezzo da pagare per aver partecipato al programma
televisivo dell’anno. «Noi infatti abbiamo vinto comunque, è stata davvero una
figata la sera della finale. Abbiamo anche suonato con Elio e le Storie Tese e
ci è stato possibile cantare pezzi dei Beatles e di Crosby Still Nash &
Young. La musica che ci piace è proprio il rock anni sessanta, ma anche molti
gruppi odierni, come Foo Fighters e Queens of the Stone Age. Non conosciamo
molto bene la scena indie italiana però, gruppi come Afterhours, Verdena e
Marlene Kuntz non li abbiamo praticamente mai ascoltati». Nonostante tutto i
Bastard Sons of Dioniso suonano del buon punk-rock e sembrano intenzionati a
non scendere a compromessi. «La nostra carriera è nelle nostre mani per fortuna
e siamo circondati da persone che ci hanno capito subito. Se avessimo proposto
i nostri pezzi prima di “X Factor” a qualche casa discografica sicuramente ci
avrebbero cambiato per rendere il prodotto più vendibile. Noi abbiamo voglia di
scrivere e suonare i nostri pezzi e infatti anche le cover dell’ep scelte da
noi le abbiamo risuonate tutte negli studi di registrazione». In attesa del
loro disco di inediti, che sarà cantato completamente in italiano e suonato
interamente da loro, i Bastard hanno deciso di dedicarsi alla stesura dei loro
pezzi prima di iniziare un tour. «Per il nostro disco per ora abbiamo deciso di
non inserire collaborazioni con altri artisti, però non è mai detta l’ultima.
Intanto la nostra più grande soddisfazione sarà vedere partecipare altri gruppi
come noi a questo programma. Insomma, speriamo di aver spianato la strada a
molti». Che siano i nuovi Clash all’italiana? Chi vivrà vedrà…(Dejanira Bada)
The Bastard Sons of Dioniso: «“X Factor”? Un gioco che ci ha dato tanta visibilità»
Autore: Luca Barachetti
