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Come intona Samuele Bersani nella prima traccia del suo nuovo album,
confermiamo anche noi che: «Questo sarà
un periodo pieno di sorprese
».

La prima novità riguarda proprio
l’uscita del suo settimo disco intitolato “Manifesto
Abusivo
”. «Ho deciso di chiamare così
questo album perchè l’ho trovato subito emblematico, dato che il mio nuovo
lavoro è così fuori dagli schemi, soprattutto sotto l’aspetto musicale. Ho
proposto uno stile che non è così consueto nella scena musicale italiana di
oggi
».

Un consiglio che possiamo darvi,
avendo già ascoltato Manifesto Abusivo,
è sicuramente quello di ascoltare questo disco dopo una dura giornata di
lavoro, su una comoda poltrona, possibilmente da soli. Il disco in questione
infatti vi dispenserà dal pensare, perchè uno dei pregi di Bersani è proprio quello di saper scrivere e cantare semplicemente
quello che tutti pensiamo, ma che spesso non siamo in grado, oppure non
vogliamo, esprimere. Lui stesso ci ha detto: «Io canto di amore, di sentimenti, di storie. Pensate che per trovare
l’ispirazione per questo album ho dovuto lasciare la mia ragazza due volte! Non
ne può più poverina! Manifesto Abusivo
va ascoltato più volte, bisogna macinarlo bene prima di trovare riferimenti
personali di ogni persona che lo ascolta. Questa è da sempre una mia
caratteristica
». E poi riguardo al suo rapporto con la musica: «Se ho cominciato a fare musica è sicuramente
anche merito di mio padre, che è stato un vero insegnante di questa materia e
che era anche un flautista. Ho seguito lezioni di pianoforte, ho una formazione
classica e devo confessare che quelle maledette lezioni del martedì mi avevano
fatto venire anche dei bruttissimi attacchi di panico!
».

E sulla situazione
della musica oggi: «Purtroppo ormai si
ragiona più sulla quantità e non sulla qualità. Io diciamo che faccio
l’artigiano
». E continua «Non è vero
che il cantautore è problematico a livello discografico ed io per fortuna ho
sempre lavorato con persone che condividevano i miei stessi gusti e le mie
stesse idee. Inoltre non mi definisco di nicchia, perchè la mia musica è
tridimensionale e può arrivare a tutti
». Altre novità riguardo al disco: «Non volevo rifare le stesse cose di qualche
anno fa, dovevo cambiare e portare innovazione nella mia musica, altrimenti che
noia! I brani vecchi li ripropongo sempre dal vivo, questo sì. Diciamo che con
queste undici canzoni è come se avessi voluto dividere le stesse stagioni in
undici periodi ben differenti tra loro. Avrei potuto fare i testi anche in
“finto inglese”, anche se naturalmente le parole non sono intercambiabili.
Questo perchè ho dato molta rilevanza alla musica. Per Manifesto Abusivo ho prima composto e poi scritto, tranne che per
“Pesce D’Aprile”, qui ho fatto il contrario.  
Ci ho impiegato un anno per comporre le musiche
». E riguardo a
Bologna: «E’ stata una vera lettera
d’amore dedicata a questa città che tanto mi ha ispirato, me come tanti altri
cantautori, vedi Guccini ecc. Oggi purtroppo però Bologna sta diventando una
sorta di città dormitorio, perchè si ha paura della paura ed è la cosa peggiore
che poteva capitare. Alle 22,30 è già tutto chiuso!
». E tornando al disco: Manifesto Abusivo è un album attaccato
di notte con lo sputo, che non segue le linee logiche del marketing.

Un’ultima sorpresa riguardante il
tour: «Il prossimo singolo sarà “Pesce
D’aprile” e presto inizieremo il tour in giro per l’Italia, penso a partire da
gennaio, perchè ho bisogno di tempo per preparare tutto, soprattutto perchè
questa volta anche i concerti saranno diversi dal solito, dato che il progetto
è davvero nuovo
».

Dejanira Bada