Ass. Culturale
L’Isola della Musica Italiana

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Lasciano le brume bergamasche e sbarcano a Milano i Bancale, carichi di suoni, parole,
rumori, figli di un rockblues spurio, di folk, un post-rock innestato di
chitarre dissonanti, lamiere percosse e parole usate come rasoi.

Alessandro Rossi (chitarre),
Fabrizio Colombi (tamburi,
percussioni, lamiere, legni) e Luca
Barachetti
(voce e autore dei testi) inseguono, ostinatamente, un progetto
tanto difficile sulla carta quanto ben accolto dal pubblico, quello di uscire
dagli schemi classici chitarra-basso-batteria-tastiere e proporre un genere
musicale che affonda le sue radici nel blues primitivo, fatto di suoni (davvero
egregio il lavoro di Rossi alle chitarre) su cui Barachetti narra storie cupe
dai titoli emblematici, storie minimaliste, sotterranee, solo apparentemente
lontane dal quotidiano, ma che ad un ascolto attento trovano più di un legame
con la devastazione culturale che si è abbattuta su queste ultime generazioni. L’humus
da cui prende ispirazione Barachetti è certo la provincia bergamasca, ma non è
difficile trovare similitudini con altre cento periferie “dell’Impero” (ad
ognuno la scelta del proprio Cesare di turno)…

Ecco qualche stralcio di brano, “ma tu mi chiedi cosa è il mio vuoto / io ti rispondo di un mattino /
che lascia immoto e muto
” (Corteccia) o un estratto di Coproduci, la prima
traccia dell’Ep d’esordio (dal titolo omonimo): “ricordi il sabato la spesa il suv di tuo marito il vostro silenzio sui
sedili spezzato da un dito che batte sulla portiera ed è un martello di rito
fino alla sera cocaina per tuo figlio: in un’ipotesi di strage correrà il suo
miglio intanto che gli mostri il tuo male dicendogli produci ma non sai che tu
coproduci.

Una capacità di sintesi narrativa che coinvolge
l’ascoltatore, costringendolo a “subire attivamente” domande che non prevedono
risposta, ma proprio per questo più viscerali. A tenere insieme il tutto ci
pensano le ritmiche di Colombi, che riesce a creare atmosfere surreali (imperdibile
il suono delle lamiere), funzionali al testo e alla melodia (poca, per la
verità) del brano proposto.

Un gruppo anomalo per la scena mainstream italiana, certo,
ma che può contare su una decina di gruppi (soprattutto nel Nord Italia) che
non hanno nessuna voglia di farvi passare una serata a bere birra in allegria, creando
musica di sottofondo. Per queste esigenze rivolgersi altrove. Quando
assisterete ad un concerto di questo genere, l’improvvisazione diventa parte
dello show, la tensione che nasce dalla parole a volte scivola, si adagia, e se
non sembra troppo azzardato la chiameremmo quasi poesia. I suoni scuotono
dentro, arrivano e, se non altro, quella birra potrai bertela ma senza dar le
spalle ai musicisti come troppo spesso si vede nei concerti. Mezzora, un’ora,
tutti d’un fiato (la birra no, quella bevetela con calma…) che lasciano il
segno.

Sabato 06 febbraio i Bancale saranno quindi a Milano, e la
location è molto suggestiva, visto che si tratta dello SoundMetak, uno spazio/negozio creato da Xabier Iriondo (nella foto qui sotto), storico chitarrista degli
Afterhours. Un luogo dove non è difficile trovare un ukulele che arriva da
chissà quale paese del mondo, un amplificatore creato artigianalmente, una
chitarra a cui qualcuno ci ha rimesso mano come da adolescenti si faceva sui
motorini. Insomma, un luogo vintage ma capace di creare nuove atmosfere
avanguardistiche, tramite eventi, incontri letterari, concerti, producendo e
vendendo strumenti irripetibili e dai suoni unici.

 

L’ingresso al concerto dei Bancale è gratuito e durerà poco
più di una mezzoretta.

Il terzetto bergamasco presenterà i brani dell’esordio
“Bancale ep” (disponibile in download gratuito sul sito
ilbancale. com) e le canzoni che andranno a comporre il nuovo disco.

Sabato 06 febbraio
20101

Ore 18. 30

SOUNDMETAK

Piazzale Segrino 1
(zona P. le Lagosta/via Farini)

Milano

Tel. 02 45493391