Provenienti da Vignola
(Modena), gli Humus si sono rivelati
una delle band rivelazioni del 2009, soprattutto a seguito del loro album di
esordio “Popular Greggio”, risultato
tra i cinque finalisti (unico album autoprodotto) della Targa Tenco come “miglior
opera prima”. Il patchanka-folk del gruppo, intriso di molteplici influenze
dal jazz, all’etno-rock, fino alla più
squisita musica d’autore, si è presto rivelato ben presto un caso unico nel
panorama musicale italiano, incensato o criticato ma impossibile da ignorare.
Un sound magnetico e da assaporare ripetutamente prima di esser pienamente
metabolizzato, il petrolio colante passione degli Humus trova la sua radice
nell’inconfondibile voce di Ugo Ferrari,
dalla tibrica surrealmente vibrata, tra esotismo italiano (felliniano potremmo
dire) e filastrocche antiche, tra Buscaglione e Carotone senza soluzione di
continuità.
Asso nella manica degli Humus è
anche la ricchezza letteraria delle liriche, per le quali si affidano talvolta
a collaborazioni con puri scrittori, come quella con il romanziere Tiziano Scarpa o con il noto biblista e
linguista Paolo De Benedetti. Il
gruppo, formazione da buskers e
abituato quindi a live esplosivi e alle contaminazioni, hanno coinvolto nel
raffinato e rudimentale folk della loro opera prima molti ospiti illustri, tra
cui Tristan Honsinger (violoncello),
Eusebio Martinelli (Tromba, trombone
e Flicorno), Vanghelis Mercuris
(oud), Pellegrino Mazzucchi
(percussioni) e la Banda Popolare di
Marano sul Panaro (Fiati).
Vincitori del Mirandola Rock 2006, del Risonanze Unplugged 2007 e dell’On the Road Festival 2009, oltre che
finalisti in svariati concorsi, gli Humus si presentano come una band
promettente e pronta ad affascianre con la sua poetica elegante e retrò, con la
sua attitutide “similie a quella di
Snoopy. Irritante e irresistibile”.
